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Taranto gioca la carta del mare: in arrivo acquario, regate e Giochi del Mediterraneo

La città si reinventa attraverso un percorso che tiene insieme sport, grandi eventi, ricerca e turismo in una visione nuova

di Domenico Palmiotti

Taranto, iniziativa per il recupero delle idrosuperifici

La città si reinventa attraverso un percorso che tiene insieme sport, grandi eventi, ricerca e turismo in una visione nuova


4' di lettura

Dalla città dell’acciaio alla città del mare, sebbene il mare Taranto lo abbia sin dalla sua fondazione. Dalla città degli altiforni, con tutto quel che ne consegue in termini ambientali e di immaginario collettivo, alla città che si reinventa attraverso un percorso che tiene insieme sport, grandi eventi, ricerca e turismo in una visione nuova e con un progetto nuovo che fa proprio del mare il suo punto di forza.

I tre assi nelle mani di Taranto

È il cambiamento che Taranto sta provando a fare. Se il porto, che cerca la ripartenza con le nuove infrastrutture, la Zona franca doganale, la Zona economica speciale, le crociere e il terminal container affidato ai turchi di Yilport, rappresenta l’asset economico per eccellenza, c’è tutto un resto, che marginale non è, che si muove all’insegna della trasformazione. E di una nuova economia da costruire. Taranto prima tappa europea a giugno 2021 di SailGP, la regata internazionale dei catamarani Foiling ad alte prestazioni che toccano i 50 nodi orari, ideata da Larry Ellison, fondatore di Oracle, e dal campione di vela Sir Russel Scout; Taranto sede dei Giochi del Mediterraneo nel 2026; Taranto, infine, sede del nuovo acquario green che, nell’ambito del Contratto istituzionale di sviluppo gestito da Palazzo Chigi, sorgerà sull’area della ex stazione torpediniere che la Marina Militare ha ceduto all’Autorità portuale. Tre iniziative che esprimono una previsione di spesa di circa 250 milioni di euro.

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Alta velocità sull'acqua

La partecipazione è da poco ufficiale. Il 5 e il 6 giugno prossimi il Mar Grande di Taranto, la rada che è davanti al lungomare, ospiterà la tappa italiana di SailGP, la competizione velica internazionale più veloce del mondo. L’evento partirà dalle Bermude, farà tappa in Italia con Taranto, per poi spostarsi probabilmente in Inghilterra, Francia e Spagna, quindi in Medio Oriente e la chiusura a San Francisco, con la finale, nel 2022. A Taranto arriveranno in 400. Sono previste assunzioni in loco di personale. La ricaduta indotta, stimata tra spese dell’organizzazione sul territorio, ricettività, ospitalità e aziende fornitrici che devono occuparsi di installazioni e montaggi, si aggira tra i 10 e i 12 milioni di dollari. Attesi da 8 a 10 equipaggi internazionali. In gara ci saranno Australia, America, Danimarca, Inghilterra, Spagna, Giappone. Non c’è ancora l’Italia. Il Comune ha impegnato poco più di 2 milioni di euro per assicurarsi la gara. Le aree dell’Autorità portuale ospiteranno il Race Village.

A differenza di altre regate, tutti i team utilizzano uno scafo identico (F50) e le stesse informazioni tecniche. Questo fa sì che l’esito delle gare sia determinato dalle sole capacità ed esperienza dei velisti, e non dalla tecnologia. «Nonostante il periodo di crisi - dichiara il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci -, abbiamo l’obbligo di programmare la ripartenza della città e il suo nuovo sviluppo economico. Tutto questo - aggiunge - ci aiuta a costruire a Taranto un modello di sviluppo alternativo. Non demonizziamo nessuno, però un evento come SailGP serve a far crescere e ad emancipare la comunità dalla monocultura industriale».

L'acquario che fa ricerca

Sarà un investimento da 50 milioni quello dell’acquario green di Taranto. Il Tavolo istituzionale permanente lo ha approvato a maggio e ad ottobre la Marina Militare ha ceduto all’Autorità portuale l’area sul Mar Piccolo sulla quale sorgerà. «Sarà un punto di riferimento per la ricerca ambientale e marina. Con diverse associazioni abbiamo già condiviso metodo di lavoro, proposte e obiettivi e tutto ciò sarà alla base del prossimo bando di gara per la progettazione», spiega Mario Turco, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla programmazione economica che coordina il Contratto istituzionale Taranto. «Oltre ad essere un attrattore di turismo, l’acquario - prosegue Turco - svilupperà ricerca. Avrà uno specifico indirizzo sul recupero e la riabilitazione dei cetacei e di altre specie marine, nonché un’appendice in ambito sanitario costruendo percorsi idonei per le persone con disabilità. Investitalia è incaricata di realizzare e accelerare quest’intervento inserito nel Cis Taranto».

Duecento milioni dal Governo

Taranto prenota 200 milioni dal Governo per i Giochi del Mediterraneo: 15 giorni di gare, 26 Paesi partecipanti, 4-5mila atleti previsti. Da agosto 2019, la città si è aggiudicata la ventesima edizione. Strutturati sul modello Olimpiadi, cioè con le stesse discipline sportive, i Giochi del Mediterraneo hanno la particolarità di essere riservati solo agli atleti dei Paesi mediterranei. «Non siamo radicali come Comitato Mediterraneo - afferma il sindaco sulla principale somma in gioco -. Cercheremo di portare a casa il miglior risultato possibile. Stiamo aspettando di capire dal Governo, rispetto al master plan preparato, se quelle cifre sono sostenibili o meritano invece una revisione».

«Con il contributo dell'agenzia regionale Asset, è pronta - prosegue Melucci - una bozza del master plan che a giorni verrà rimessa al Governo. Su questa base, dovremmo aver accesso al finanziamento principale per l'avvio dei progetti e dei cantieri. Apriremo a dicembre una call pubblica per chiedere l'adesione al Comitato Mediterraneo e speriamo, fermo restando i finanziamenti attesi da Governo e Regione, che si possa partire con i primi concorsi di idee e con i primi progetti nei primissimi mesi del 2021».

«Una componente essenziale della filiera del mare avrà a che fare con la ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo» prosegue il sindaco. «Tra i pochi impianti nuovi da realizzare, perché il resto saranno ristrutturazioni e riqualificazioni, abbiamo individuato la piscina olimpionica e il centro nautico e velico per il quale stiamo valutando in queste ore la localizzazione - afferma Melucci -. Rispetto al 2026, non siamo in ritardo, ma nemmeno in anticipo. Stiamo seguendo un cronoprogramma che è stato lievemente frenato dal Covid. Aspettiamo ora una delle prossime sedute del Cipe per capire la copertura finanziaria».

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