Aeroporti

Taranto investe sul rilancio dello scalo di Grottaglie

Progetto da 80 milioni per un’infrastruttura al servizio dell’industria con Regione Puglia e Aeroporti di Puglia

di Domenico Palmiotti


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4' di lettura

Dopo il porto, con il rilascio della concessione al terminalista turco Yilport per l’uso del molo polisettoriale per riportarvi il traffico merci e container, Taranto mette mano all’aeroporto di Grottaglie con un progetto di Regione Puglia e Aeroporti di Puglia (la società regionale di gestione dei quattro scali pugliesi: Bari, Brindisi, Foggia e Grottaglie-Taranto). Circa 80 milioni, divisi in quattro tranche, è l’impegno finanziario globale.

Infrastruttura al servizio dell’industria

Si tratta di un progetto già avviato con i primi lavori e che guarda al 2030. Obiettivo è fare di Grottaglie una infrastruttura al servizio dell’industria (lo stabilimento Leonardo che da più di un decennio costruisce due sezioni della fusoliera in fibra di carbonio del Boeing 787), dei nuovi progetti (voli a pilotaggio remoto e spazioporto per i voli spaziali suborbitali, questi ultimi dopo l'intesa tra Regione Puglia e Virgin Galactic, compagnia creata dal magnate Richard Branson, proprietario della Virgin) e del traffico passeggeri di linea. Che è il segmento che a Grottaglie, pur essendo aeroporto abilitato, manca del tutto tranne momenti spot con l’arrivo e la partenza di charter o di voli privati, mentre l’imbarco di 14 coppie di fusoliera, destinazione gli Usa per l’assemblaggio del Boeing 787, è ormai un dato mensile acquisito, e così anche la sperimentazione del pilotaggio remoto con uno spazio aereo dedicato. Il progetto AdP-Regione Puglia è strutturato in quattro fasi temporali. Circa 19 milioni di euro le prime risorse complessive, di cui 5 milioni già spesi per la ristrutturazione di un hangar, 7 dedicati al potenziamento dell'aerostazione e altri 7 dedicati all'ampliamento del piazzale di sosta degli aerei ed alla costruzione di un nuovo tratto da 1500 metri della via di rullaggio. Nel monte risorse, 2 milioni derivano dalle royalties sui carburanti e da economie ricavate con i ribassi nelle gare di appalto di Aeroporti di Puglia. Donato D’Auria, direttore tecnico di Aeroporti di Puglia, presentando il progetto dell'aeroporto di Grottaglie, rammenta come inizialmente lo scalo «aveva una lunghezza pista di 1800 metri. Nel 2006 c'é stato il primo investimento che ha portato la pista di Grottaglie a 3200 metri, la più lunga di tutta il Sud Italia, che ha consentito di dare all’aeroporto anche un'attivita di carattere industriale». «In seguito - prosegue D'Auria - Regione e AdP hanno pensato ad una pianificazione complessiva, coerente col piano nazionale aeroporti che ha considerato Grottaglie come scalo di interesse nazionale. Inoltre l'Enac lo ha qualificato idoneo per attività industriali e di sperimentazione e nel 2018 è poi arrivato il riconoscimento come spazioporto nazionale. E sono anche arrivati - annuncia D'Auria - i favorevoli del ministero dell'Ambiente col decreto via di maggio 2019».

I tempi del progetto

L’intervento su Grottaglie sarà modulato attraverso queste tempistiche: 2018-2020, 2021-2023, 2024-2026 e 2027-2030. «Rispetto alle quattro fasi - ha annunciato D'Auria di AdP - la prima fase, dal 2018 al 2020, vede interventi di ampliamento del piazzale di sosta degli aerei, la via di rullaggio e la ristrutturazione dell'aerostazione. In particolare, lo spazio a disposizione per gli aeromobili arriverà sino a 45mila metri quadrati, dagli attuali 17mila, con due stalli per Boeing 737, due stalli per Airbus 320 e uno stallo per il 717. Non si escludono però aeromobili più grandi da 300-350 passeggeri». Per l’aerostazione, invece, si andrà da 2417 metri quadrati a 2909 metri quadrati con maggiore ampiezza delle sale partenze e sale arrivi, nonché interventi per il contenimento e l’efficienza energetica. I tempi: Aeroporti di Puglia dichiara che i finanziamenti della prima fase sono disponibili, la progettazione per il potenziamento dell’aerostazione è in fase di completamento ed entro fine settembre si conta di lanciare il bando di gara per arrivare poi all'affidamento dei lavori entro fine anno. «Aeroporto industriale e traffico commerciale passeggeri, questi - spiega D'Auria - gli assi principali del piano Grottaglie. Gli insediamenti industriali, con vari hangar e piazzali, e l’ampliamento ulteriore del piazzale sono nella seconda e terza fase. Adesso abbiamo tre piazzole per gli aeromobili. Due nuove vengono realizzate a partire da settembre, le altre due con lo step successivo. Un ulteriore step del piano prevede poi il prolungamento di ulteriori 1000 metri della via di rullaggio mentre primi 1500 metri servono per congiungere la pista al piazzale. Adesso a Grottaglie funziona così: l'aereo atterra, si gira e torna sulla stessa pista, mentre tutti gli altri aeroporti hanno la via di rullaggio che è la via parallela. Con la nuova opera, l'aereo si toglierà dalla pista per andare sulla via parallela. L'ordine di grandezza delle risorse necessarie è di circa 20 milioni a step. Per ora - rileva ancora il direttore tecnico di AdP - le risorse sono pianificate, poi, in base alle esigenze, punteremo a finanziamenti propri o pubblici. Teniamo presente che un insediamento industriale interviene per conto proprio». Per lo spazioporto, che riguarderà probabilmente il quarto step, «dobbiamo aspettare le regole dell'Enac - afferma D'Auria -. Regole che riguardano oltreché la gestione, anche la realizzazione delle opere accessorie. Come esiste un regolamento per la costruzione e l'esercizio degli aeroporti e degli eliporti, né esisterà anche uno per lo spazioporto. L'Enac non lo ha ancora emesso, credo lo farà entro la fine dell'anno e su quella base noi ci adattaremo».

La prospettiva del traffico di linea

Tutta da costruire, invece, la prospettiva del traffico di linea da e per Grottaglie, molto sollecitata da istituzioni e vari movimenti locali. È vero che gli scali di Bari e Brindisi sono ormai lanciatissimi (a giugno 807.070 i passeggeri transitati tra arrivi e partenze, in crescita del 11,8 per cento rispetto a giugno 2018) e che Brindisi, data anche la vicinanza, circa 50 chilometri, protesta per il progetto messo in cantiere per Grottaglie, ma il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, lascia aperta la porta. «Stiamo attivando tutte le relazioni possibili con le compagnie aeree su questo aeroporto - dichiara -. Non è semplice perché le previsioni di traffico da Taranto non sono ancora sufficienti per gestire un aeroporto di quest'importanza, rimane quindi fondamentale la necessità di far riprendere il ciclo economico della città. Taranto è la seconda città della Puglia e se questa città riparte, avrà anche traffico aereo sufficiente a gestire e a rendere economica la gestione dei voli».

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