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Taranto, l’Arsenale «motore» del polo della Difesa

Martedì 26 novembre la portaerei Cavour della Marina Militare è uscita dal bacino di carenaggio dopo aver ultimato i lavori: attorno all’ammodernamento dell’unità, costruita da Fincantieri, si muove la più importante realtà produttiva della Difesa

di Celestina Dominelli


Marina, la portaerei Cavour esce dal bacino di carenaggio a Taranto

2' di lettura

Nuovo step per il progetto più importante all’Arsenale di Taranto in una città alle prese con il delicato nodo dell’ex Ilva: l’ammodernamento della portaerei Cavour che nella primavera del 2020 dovrebbe consentirle di imbarcare gli F35B. Ieri, martedì 26 novembre, la nave ammiraglia della Marina Militare, costruita da Fincantieri e in servizio dal 2009, è uscita dal bacino di carenaggio dopo aver ultimato i lavori iniziati il 20 luglio scorso. Il restyling vede impegnate, oltre al gruppo triestino, anche Leonardo (che si occupa dell’aggiornamento della sistemistica) e la piccola-media impresa tarantina, oltre alle maestranze arsenalizie.

A Taranto la più importante realtà produttiva della Difesa
La scelta della Marina di eseguire la trasformazione della Cavour a Taranto conferma l’attenzione per la città pugliese che ospita attualmente la più importante realtà produttiva della Difesa, integrata con il tessuto produttivo dell’area e volano di crescita per il territorio. L’Arsenale fa infatti parte dell’area tecnica-industriale della Difesa e rappresenta, con i suoi 2400 dipendenti civili, anche il polo numericamente più significativo: alla realtà tarantina spetta il compito di assicurare il supporto e l’efficienza delle unità navali, secondo la tabella di marcia fissata dallo Stato Maggiore, concordata e approvata dall’Ispettorato navale logistico non prima di un esame congiunto con lo stesso stabilimento.

Oltre alle funzioni istituzionali, l’Arsenale è chiamato a fornire una serie di attività di carattere secondario ma non meno importanti: assistenza alla Protezione civile, interventi nelle calamità naturali, supporto alle unità navali appartenenti alle altre forze armate e alla Marina mercantile, assistenza ai barotraumatizzati.

La Cavour piattaforma tecnologica all’avanguardia
La portaerei Cavour è un tassello cruciale per la Marina Militare. È infatti la nave sede dell’insegna del comandante in capo della squadra navale da cui dipende organicamente: è quindi la nave ammiraglia della Marina Militare e il suo comandante viene definito “comandante di bandiera”. La portaerei prende vita da un progetto degli anni ’90, sancito tramite contratto dalla Direzione Generale degli Armamenti Navali (Navarm) e la Fincantieri, firmato nel novembre 2000, e nato per dotare la Marina Militare di una vera e propria portaerei.

La Cavour, un progetto interamente italiano, rappresenta l’investimento tecnologico più importante del sistema industria difesa nazionale; la nave è stata impostata nel cantiere di Riva Trigoso (Genova) il 17 luglio 2001.

Per le sue dimensioni, è stata realizzata in due distinti tronconi: il varo, della sola parte poppiera, è avvenuto il 20 luglio del 2004 nel cantiere navale genovese; successivamente, lo scafo varato è stato trasferito a Muggiano (La Spezia) per essere unito alla parte prodiera. Il 15 settembre 2004, con il congiungimento della prora è terminata la prima fase di impostazione della nuova ammiraglia della Marina Militare.

Per approfondire:
Consegnata da Fincantieri la fregata Rizzo, sesta unità Fremm
Ex Ilva: per Taranto le proposte sono diverse. Ma qual è la realtà?

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