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Taranto, il Museo è chiuso di domenica per carenza di personale

Il Museo archeologico nazionale, in sigla MarTa, domenica prossima, 3 luglio, rimarrà chiuso per l'intera giornata

di Domenico Palmiotti

Idrovolanti e idrosuperfici, risorsa per il turismo in Puglia

4' di lettura

Taranto sempre più lanciata turisticamente, sede di grandi eventi di musica come Medimex (giorni fa si è esibito Nick Cave), scalo crocieristico in ascesa e proiettata ad ospitare nel 2026 la ventesima edizione dei Giochi Del Mediterraneo, subisce una battuta d'arresto inaspettata. Il Museo archeologico nazionale, in sigla MarTa, domenica prossima, 3 luglio, rimarrà chiuso per l'intera giornata. Insieme al Castello Aragonese della Marina Militare e alla città vecchia con la Cattedrale di San Cataldo, la più antica di Puglia, il Museo é tra i più importanti attrattori turistici della città. Il MarTa è dedicato alla storia e alla civiltà della Magna Grecia. È un riferimento internazionale per la comprensione di un'epoca antica di cui Taranto è stata capitale.

Reperti a Parigi ma a Taranto inaccessibili per un giorno

Il Museo resta chiuso domenica per una protesta indetta dai sindacati del personale a causa della forte carenza di organico. Il tema è nazionale ma a Taranto conosce aspetti accentuati. In passato era capitato che il Museo restasse chiuso al pubblico per alcune ore perchè non si poteva garantire l'attività di vigilanza. Mai, invece, per una intera giornata, per di più festiva e quindi con un movimento turistico potenzialmente interessante. Peraltro, lo stop domenicale coincide con la presenza del Museo, relativamente ad alcuni reperti (“Le Acrobate”), alla mostra all'Istituto Italiano di Cultura di Parigi, dal 4 luglio al 28 settembre, all'interno del prestigioso edificio settecentesco de Galliffet nel quartiere di Saint-Germain della capitale francese.

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I tre reperti, oggetto di un prestito temporaneo da parte del MarTa, saranno parte integrante dell'esposizione “Mystères des Poulles entre pierres, terre et mer” (“Misteri di Puglia tra pietre, terra e mare”), incentrata sull'evoluzione dell'ambiente culturale e del paesaggio architettonico della Puglia nel corso dei secoli.

I sindacati: 85 in organico ma siamo solo 38

Una nuova vetrina internazionale per il Museo, quindi, ma a Taranto si corre il rischio di privare visitatori e turisti della visione dell'intero, rilevante patrimonio storico ed archeologico. Perché non si possono escludere altre chiusure in estate. «A Taranto, a fronte di organico di 85 persone, siamo in 38. Come assistenti alla vigilanza, a fronte di 42, siamo in 21 - dichiara Franco Villani, sindacalista Uil e dipendente del Museo -. Speriamo che la nostra protesta acceleri le decisioni del tavolo nazionale. I concorsi per il nuovo personale sono in itinere da tre anni. Attendiamo a breve nuovi funzionari e assistenti alla vigilanza».

Per il sindacalista, «la goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le mostre aperte negli ultimi tempi al Museo, ben cinque, tra cui quella di Medimex sulla storia dei Pink Floyd. Ci è stato detto che poiché le mostre erano nel percorso museale, non determinavano aggravio di lavoro, ma non è così, perchè solo per illustrarle va via un sacco di tempo».

«Al tavolo regionale - prosegue l'esponente Uil - abbiamo posto la necessità di remunerare il lavoro aggiuntivo, ma la direttrice del Museo, Eva Degl'Innocenti, ci ha risposto dicendoci che dalla prossima volta sarà fatto. Ma sono tre anni che sentiamo questa promessa. Non abbiamo quindi accettato e deciso invece la disdetta dell'accordo sulle domeniche».

«Se il Museo di Taranto oggi ha una nuova immagine e piú pubblico, pensiamo che non sia solo merito del lavoro della direttrice ma anche di tutto il personale», conclude Villani.

La direttrice: non vanifichiamo i risultati raggiunti

«In tutti questi anni - replica la direttrice Eva Degl'Innocenti, di Pistoia, giunta a Taranto da Parigi a fine 2015 e in procinto di andare a dirigere i Musei Civici di Bologna - abbiamo lavorato per far sì che il Museo archeologico nazionale di Taranto diventasse un importante attivatore culturale e motore di sviluppo, oltre che attivatore di cittadinanza attiva. Un luogo - spiega - dove non soltanto si cura e si valorizza la cultura, ma si produce cultura. La grave carenza di organico assolutamente non è imputabile alla mia direzione. Il Museo è un istituto periferico del ministero della Cultura e non ha autonomia di indizione di concorsi per la cooptazione di personale».

Per Degl'Innocenti, «i risultati del Museo, di questi anni di gestione ad autonomia speciale, fanno bene al territorio ma anche al personale, finalmente protagonista dei successi del lavoro di squadra. I risultati raggiunti dovremmo tutti tutelare per il MarTa stesso e per la città. Non dobbiamo tornare indietro ma proiettarci tutti insieme ancora di più verso il futuro».

Il sindaco lancia l'sos al ministro Franceschini

Preoccupato per l'innesco di contraccolpi negativi in un momento in cui Taranto si sta riposizionando e migliorando significativamente la sua immagine, il sindaco Rinaldo Melucci ha scritto al ministro della Cultura, Dario Franceschini, sollecitando un intervento sul fronte del personale.

«Nel prossimo fine settimana Taranto ospiterà il campionato nazionale di Aquathlon, un evento sportivo che richiamerà circa 1.000 presenze. È un peccato che un flusso di visitatori così ingente non possa recarsi al MarTa» commentano Vincenzo Di Gregorio e Maurizio Bruno, consiglieri regionali della Puglia, che porteranno il caso in Regione.

«Il nostro auspicio - affermano - è che le chiusure domenicali e festive non diventino la regola in un momento in cui Taranto e la Puglia hanno necessità di far conoscere il loro volto migliore». «Si parla di nuovo modello di sviluppo basato su cultura e turismo - osserva infine Paolo Peluso, segretario Cgil Taranto - ma proprio il Museo di Taranto vive il paradosso rappresentato dalle preziose collezioni archeologiche, una gestione illuminata ed un concorso per il personale mai portato a compimento dal ministero. L'immagine della città, della sua offerta culturale e turistica passa anche dal buon lavoro».


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