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Taranto, salvo investimento Ferretti per gli scafi degli yacht

Semaforo verde dopo la riunione del Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto alla presenza della ministra Carfagna

di Domenico Palmiotti

3' di lettura

L’investimento di Ferretti a Taranto (uno stabilimento da 200 addetti per la costruzione di scafi per yacht) è salvo. E il progetto per l’acquario non è definitivamente scartato ma solo messo in stand by e definanziato temporaneamente in attesa di rivedere la progettazione che lo trasformerà in Centro multimediale dedicato alla cultura del mare. La riunione del Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto, nato da una legge del 2015, presieduta dal ministro per il Sud, Mara Carfagna, trova un accordo pragmatico che consente di andare avanti e quindi superare l’incaglio che si era profilato sulle due iniziative: Ferretti e acquario.

Ferretti e l’acquario

I 50 milioni tolti per il momento all’acquario, che depurati dell’Iva scendono a 42,8 milioni effettivi, vengono trasferiti per 14,2 milioni su Ferretti, che aveva annunciato l’intenzione di abbandonare l’investimento in Italia se la partita non si fosse chiusa, sul lato finanziario, entro fine 2021. Per altri 1,5 milioni vanno invece sul progetto, da reimpostare, dell’acquario e per il resto su altre misure del Cis Taranto in corso e non ancora completate. Tra queste, la bonifica della ex discarica Cemerad dai fusti a bassa radioattività, le iniziative per i Comuni che, oltre a Taranto, costituiscono l’area di crisi ambientale, e cioè Massafra, Crispiano, Statte e Montemesola, e la “cintura verde” di Taranto.

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Le cupole verdi di Fuksas a Lamastuola

Tra i progetti che potrebbero tornare in pista, la trasformazione in un parco della cava dismessa Lamastuola, a Crispiano, seguendo le indicazioni del progetto dell’archistar Massimiliano Fuksas. Quest’ultimo, mesi addietro, è stato interpellato dai commissari di Ilva in amministrazione straordinaria, competenti per la bonifica di Lamastuola in quanto area esclusa dal perimetro della cessione del 2018 ad ArcelorMittal Italia, ed ha messo a punto un progetto di massima che prevede, una volta terminata la bonifica, la costruzione di una serie di cupole in acciaio ricoperte di verde. Le cupole sono destinate ad ospitare attività universitarie e culturali.

Cosa ha frenato l’acquario

Ma perché è stato temporaneamente stoppato il progetto dell’acquario? Per tre motivi: anzitutto perché dal lancio, oltre un anno fa, ad oggi, il progetto è stato trasformato, tant’è che si parla di una struttura digitale ed è stata quindi lasciata l’impostazione iniziale; inoltre, perché, dall’analisi fatta al responsabile unico del Contratto, Paolo Esposito, a capo dell’Agenzia di coesione, la somma inizialmente appostata è risultata eccessiva trattandosi di struttura multimediale, e quindi con minori costi di investimento, e questo permette di liberare risorse per fare altro; infine, perché non è un progetto che può essere cantierato a tempi brevi e il ministro Carfagna ha richiamato il Tavolo sulla opportunità di non immobilizzare le risorse.

L’operazione Ferretti

In quanto a Ferretti, i 14,2 milioni chiudono il cerchio tenuto conto che altre risorse, soprattutto per la bonifica e la messa in sicurezza della falda dell’ex yard Belleli, sono già state previste. Adesso dovrebbe esserci la stipula dell'accordo in base all'articolo ex 252 bis del Codice dell’ambiente su bonifica e reindustrializzazione da parte dei ministeri dello Sviluppo economico e della Transizione ecologica con le altre parti interessate.

Il ministro per il Sud: «ha prevalso il pragmatismo»

Per il ministro Carfagna, «ha prevalso il pragmatismo e la voglia di non sprecare neppure un centesimo dei fondi disponibili. Apriamo le porte ai cantieri navali Ferretti – ha affermato –_ e riprogrammiamo il finanziamento del cosiddetto acquario, che in realtà è stato trasformato dagli stessi proponenti in un Centro multimediale dedicato alla cultura del mare». Per il ministro, l’investimento Ferretti (200 milioni complessivi tra risorse pubbliche e private) «segnerà il ritorno in città della grande nautica con un cantiere per yacht di lusso di rilevanza mondiale». Per il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è stato segnato «un punto fondamentale nella strategia di rilancio di Taranto e del suo territorio». Bene Ferretti, dice Emiliano, che riporta il mare al centro della nuova vision per Taranto, ed è stata inoltre «confermata la volontà di realizzare un attrattore scientifico-culturale come l’acquario di Taranto. La progettazione esecutiva affidata all’agenzia regionale Asset consegnerà alla città un centro multimediale dotato delle più moderne tecnologie e orientato alla promozione del mare».

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