Cantieri

Taranto, sbloccati i fondi per gli yacht Ferretti

Previsti anche una divisione di ingegneria e un centro di ricerca e tecnologia avanzata su carbonio e vetroresina

di Domenico Palmiotti

(Andrea - stock.adobe.com)

I punti chiave

  • Il progetto
  • Gli obiettivi
  • La strategia

3' di lettura

Può partire il cantiere per la costruzione nell'area portuale di Taranto del nuovo stabilimento del gruppo Ferretti: si produrranno scafi per yacht e si occuperanno a regime circa 200 addetti.

Il Comitato per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess) ha attribuito all'investimento le risorse di parte pubblica, chiudendo così gli aspetti finanziari. Il passo preliminare al sì del Cipess è stato l'ok del tavolo del Contratto istituzionale di sviluppo dell'area di Taranto che, nella seduta dello scorso 7 dicembre, ha dirottato sul progetto Ferretti le ultime risorse pubbliche mancanti (14,2), definanziando temporaneamente per un totale di 42,8 milioni il progetto dell'acquario a Taranto (oltre a Ferretti, il resto è andato su altre misure).

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Il gruppo Ferretti, leader mondiale nella nautica, che esprime un portafoglio di otto marchi prestigiosi ed esclusivi, un fatturato di oltre 800 milioni di euro e circa 1.600 dipendenti, investirà a Taranto 62,6 milioni di euro. Al ruolo del privato si aggiungono 137,6 milioni di intervento pubblico con una partecipazione diretta della Regione Puglia - nella parte pubblica - di 41,5 milioni di euro.

L'investimento Ferretti a Taranto è stato presentato più di un anno fa al tavolo del Cis Taranto. Era in carica il Governo Conte II e coordinava il Cis Taranto per l'esecutivo l'allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Mario Turco, che oggi, a valle del sì del Cipess, commenta che Taranto «può avere un futuro diverso da quello segnato esclusivamente dall’industria pesante. Investire sull’economia legata al mare - afferma Turco - significa consentire al capoluogo ionico di riemergere dalla sua attuale condizione».

Sebbene lanciato dal precedente Governo, il progetto Ferretti ha superato gli snodi decisivi in quest'anno (a metà luglio con la disponibilità della Regione Puglia a stanziare risorse e poi a dicembre col tavolo presieduto dalla Carfagna) sino ad arrivare al passaggio finale del Cipess. «Grazie a quanto deliberato dal Cipess, oggi Ferretti Group può iniziare un percorso di investimenti a Taranto per sviluppare modelli, stampi, una divisione di ingegneria e un centro di ricerca e tecnologia avanzata su materiali quali carbonio e vetroresina». Lo dichiara l'amministratore delegato del gruppo Ferretti, Alberto Galassi.«Vogliamo fortemente essere in Puglia e contribuire al rilancio di un'ampia area industriale attraverso tecnologie e uomini in grado di imprimere una svolta positiva al modo di fare impresa d'eccellenza - sostiene Galassi che evidenzia il ruolo giocato dal ministro Carfagna e dal governatore regionale Michele Emiliano -. La Puglia - aggiunge Galassi - ha industrie, imprenditoria, una mentalità operosa e noi non vediamo l'ora di fare la nostra parte ed essere attori di un nuovo corso per Taranto e l'intera regione».

Ma quando si aprirà davvero il cantiere? «Siamo solo in attesa di firmare, in base al Codice per l'ambiente, l'accordo che prevede sia la bonifica del sito che la relativa reindustrializzazione - spiega il presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ionio, porto di Taranto, Sergio Prete -. Il nodo delle risorse, che era il più importante, è stato finalmente sciolto col via libera del Cipess. Fatto l'accordo, si tratterà di avviare il progetto secondo gli step già individuati, completando la bonifica e costruendo l'infrastruttura industriale. Come Autorità portuale abbiamo già fatto un primo intervento di bonifica, affidandolo alla società pubblica Sogesid e costato intorno ai 15 milioni di euro».

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