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Taranto, tre i progetti per il rilancio

La città è la candidata ideale per diventare capitale italiana dell’idrogeno, del mare e centro di ricerca per la conoscenza dello spazio con l’aeroporto di Grottaglie

di Domenico Palmiotti

(Marco - stock.adobe.com)

3' di lettura

Tre “progetti bandiera” o “iconici” per il rilancio di Taranto tra cui l’idrogeno per il futuro del siderurgico. Ma prima occorre incentivare i “fattori abilitanti” dell’area e rendere “operativi i progetti in corso” non ancora giunti a conclusione.

Sono le tre direzioni, in quest’ordine, del Masterplan Taranto presentato da The European House-Ambrosetti. Per Valerio De Molli, ceo di The European House-Ambrosetti, tra i “progetti bandiera” c’è quello di fare di Taranto la “capitale italiana dell’idrogeno per giungere a una decarbonizzazione piena”.

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«Questo è molto in sinergia con l’Ilva - ha spiegato -. L’idrogeno ci permette una accelerazione che renda compatibile industria e salute che sono sfere convergenti e sovrapponibili». Per De Molli, «per l’idrogeno verde i costi erano eccessivi ma sono destinati a rientrare. Possiamo quindi fare qualcosa di veramente utile perché l’Italia ha filiere compatibili con lo sviluppo dell’idrogeno verde».

Il ceo di Ambrosetti ha indicato la Svezia, dove c’è un’acciaieria «totalmente riconvertita ad idrogeno», e il Giappone, «che sta sviluppando le città con l’idrogeno».

«Taranto capitale intermodale del Mediterraneo” è l’altro progetto “bandiera” suggerito da Ambrosetti. «L’aeroporto di Grottaglie, vicino a Taranto, è stato riconosciuto come primo spazioporto in Europa - ha detto De Molli - e non c’è motivo perché Taranto non possa ambire a diventare un centro di ricerca per la conoscenza dello spazio. A Houston la ricerca collegata allo spazioporto ha dato molto».

Terzo progetto di The European House-Ambrosetti, è quello di fare di Taranto una «capitale di mare», spingendo «attrattori e aggregatori per la città» a partire dal porto, «11esimo in Italia per movimento complessivo e secondo in Italia per traffico di rinfuse solide», e dalla Zona economica speciale che fa leva sul porto di Taranto e abbraccia anche la Basilicata.

Tra i “fattori abilitanti” da incentivare per rimuovere le criticità e “le patologie” di Taranto, De Molli ha invece individuato «il potenziamento dell’Università, dell’orientamento e della formazione, incentivando i corsi legati alla visione del futuro come fonti energetiche verdi e nuovi materiali».

Ambrosetti ha poi suggerito il «potenziamento dell'accoglienza turistica per integrare Taranto con gli altri assi cultural». «Turisticamente, nel periodo pre-pandemia, Taranto ha ottenuto risultati onorevoli» ha dichiarato De Molli. Ma occorre anche, per il Masterplan Ambrosetti, «rendere operativi progetti come il Tecnopolo del Mediterraneo, approvato con la legge di Bilancio 2019, il Centro ambiente e salute, il recupero degli impianti dell'Arsenale Marina Militare, approvato nel 2017 e sinora con una spesa sostenuta del 6 per cento».

Ambrosetti ha censito 22 progetti in proposito. De Molli ha evidenziato che il lavoro su Taranto, in collaborazione col Comune e il sostegno di Total E&P Italia nell'ambito del Think Tank Basilicata, si aggancia agli strumenti di programmazione messi a punto dall’ente locale tra cui il piano “Ecosistema Taranto” (e il sindaco Rinaldo Melucci ha annunciato che il Masterplan sarà adottato dalla giunta). «Bisogna però individuare un’agenzia, o un organo di riferimento, che, con un portale di rendicontazione, dia conto di quello che si sta facendo», ha concluso il ceo di The European Ambrosetti.

«Nel Masterplan – ha detto il sindaco Melucci – trovo l’hub della innovazione digitale e Taranto capitale di mare, nonché il ritorno dei giovani, ecco perché dico che il Masterplan ha colto nel segno e ora, adottandolo in giunta, lo metteremo a sistema con i nostri atti amministrativi perché Taranto mancava di programmazione strategica». Per il sindaco di Taranto, «c’è fermento nelle imprese al riparo delle difficoltà dell’indotto siderurgico, c’è voglia di ripartire ed investire in altri settori altri. Quelli che stiamo costruendo per i prossimi anni sono progetti per un miliardo di euro – ha sostenuto ancora Melucci – e non abbiamo contabilizzato le risorse del Recovery Fund che potrebbero essere destinate, lo auspichiamo, alla riconversione del polo siderurgico». «Auguriamo al Governo di rimettersi in piedi in maniera solida – ha concluso il sindaco di Taranto – e chiediamo che tra le priorità della ripartenza ci sia il tavolo per l’accordo di programma su Ilva. L’hub dell’idrogeno che ci prospetta Ambrosetti è un elemento qualificante perché introduce una visione differente per la grande industria».

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