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Tariffe a 28 giorni e modem dell’operatore, quali diritti per gli utenti: chiariamo tutti i dubbi

Hai dovuto pagare tariffe a 28 giorni o il modem dell’operatore e non sai che fare? Sei in buona compagnia: i forum e le mail della redazione in questo periodo sono affollati di utenti in preda ai dubbi

di Alessandro Longo


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4' di lettura

Hai dovuto pagare tariffe a 28 giorni o il modem dell'operatore e non sai che fare? Non sai se hai diritto a un rimborso? Sei in buona compagnia: i forum e le mail della redazione in questo periodo sono affollati di utenti in preda ai dubbi. Un po' perché molte novità in materia si sono manifestate nel pieno dell'estate, quando le persone erano distratte da altro e solo ora cominciano a decidere il da farsi. Un po' perché la materia è complessa, confuso e per di più in continua evoluzione.

Per esempio, a proposito di novità: da qualche giorno anche Tim – a quanto fa sapere - permette agli utenti di avere direttamente uno storno di quanto pagato in più con le tariffe a 28 giorni: basta una richiesta al 187, come con gli altri operatori. Tim non ha ancora aggiornato le modalità indicate sul proprio sito (dove appaiono quelle vecchie, che richiedono il passaggio da canali conciliativi) e lo farà a breve.
Vediamo quindi le risposte ai dubbi più diffusi.

Chi ha diritto a rimborsi per le tariffe 28 giorni?
Gli utenti che avevano una rete fissa Tim, Wind 3, Vodafone e Fastweb dal 23 giugno 2017. Al momento per averli bisogna essere rimasti con il proprio operatore di quel periodo lì (non averlo cambiato, insomma; su questo punto vedere anche qui sotto).

Di quanti soldi parliamo?
L'operatore non dà soldi a questi utenti ma offre loro un'alternativa: uno storno sulla bolletta successiva oppure misure compensative (vedi sotto). Lo storno equivale ai giorni sottratti all’utente a contare da giugno ad aprile 2018 (quando per legge gli operatori sono dovuti tornare alla tariffa mensile) e si tratta quindi al massimo dell'equivalente di poco meno di un canone (il cui importo ovviamente dipende da quanto pagava l'utente in quel periodo).

Le misure compensative
L'utente potrebbe scoprire che è più interessante accettare le misure alternative proposte.
Eccole: Vodafone offre 50 Giga per un mese sulla SIM dati associata alla tua rete fissa o una nuova sim e 5 voucher, che sono: Nespresso, buono sconto di 120 euro sull'acquisto di una macchina Lattissima, 100 capsule e un descaling kit (con spesa finale di 179€ anziché 299€); Saldi privati, sconto di 10 euro su una spesa di 50 euro; Traveller, un anno di abbonamento gratuito alla rivista digitale; Philips, sconto di 25 euro su una spesa di 80 euro; Nike, sconto 20%.

Tim offre gratis per sei mesi, a scelta: TIM Vision (tv online), Chi è (per visualizzare il numero di chi chiama sul display del telefono di casa), Extra Voice (per chiamare senza limiti i telefoni nazionali fissi e mobili), Voce internazionale (per chiamare senza limiti i telefoni fissi di Stati Uniti, Canada ed Europa occidentale), Max Speed (per navigare fino a 100 Mbit/s).

Wind ha un catalogo di misure compensative in continua evoluzione e include GB gratis, sconti su cellulari eccetera.

Fastweb ha comunicato di recente le seguenti misure compensative: l'attivazione gratuita per sei mesi dell'opzione “International” del valore di 5 euro al mese che offre fino a 1.000 minuti al mese per chiamate verso i numeri fissi di 60 destinazioni internazionali, dell'opzione “Ultrabroadband” del valore di 5 euro al mese per navigare alla massima velocità disponibile sulla linea Internet oppure dell'opzione “Verso Mobile sempre” del valore di 5 euro al mese che include fino a 5.000 minuti di chiamate verso tutti i numeri mobili nazionali. L'utente deve scegliere fra le tre.

Come ottenere i rimborsi?
Le modalità cambiano a seconda dell'operatore. Tim chiede di fare tutto via 187. Wind 3 dall'area clienti o dal call center. Vodafone dal call center le misure compensative, mentre lo storno dalla pagina dedicata https://www.vodafone.it/portal/Privati/Landing/Fatturazione-Mensile?icmp=HP_Footer_TOP. Fastweb tutto dall'area clienti.
Va detto che Agcom ha sempre sostenuto che i rimborsi sarebbero dovuti essere erogati in automatico, ma su questo – per i motivi di cui sopra – per ora non ha la forza di rivalersi sugli operatori, a quanto riferiscono al Sole24Ore.

E se ho cambiato operatore?
Qui cominciano le complicazioni. Se hai subìto le tariffe 28 giorni da un operatore che poi però nel frattempo hai cambiato, avresti ancora diritto ai rimborsi, come indicato dall'Agcom nella delibera che li ha stabiliti (269/18/CONS). Ma la stessa Autorità deve ancora specificare le modalità (che a rigor di logica dovrebbero essere in denaro, dato che l'utente non può più ottenere storni o altri bonus dall'ex operatore). In questa fase l'Agcom può prendere decisioni molto limitate perché è in regime di proroga: i nuovi membri del consiglio direttivo saranno nominati a breve (entro il 31 dicembre).

Wind 3 dice che può fare i rimborsi su richiesta (via pec, raccomandata o sito Conciliaweb). Per gli altri utenti non resta che attendere o provare comunque a fare una procedura di conciliazione, magari assistiti da un'associazione dei consumatori.

Pago o ho pagato un modem obbligatorio: che fare?
Le complicazioni continuano. E anzi peggiorano. Sui contratti ora vige la libertà di modem (si può scegliere di usare uno di propria scelta e non più quello dell'operatore). Resta aperta la questione del pregresso, per tutti coloro che si sono abbonati più di un anno fa. Ci sono tanti utenti ancora con il modem proprietario che gli operatori hanno obbligato a comprare a rate. Agcom ha stabilito in delibera del modem libero che gli utenti hanno diritto a smettere di pagarlo, semplicemente restituendolo. Al momento, pendendo un ricorso degli operatori alla giustizia amministrativa, solo Wind 3 ha accettato di permettere agli utenti di farlo. Non solo: un'altra partita potrebbe essere l'ottenimento dei rimborsi per quanto pagato finora (il modem non era a noleggio ma in vendita, quindi l'utente lo stava pagando per comprarlo), dopo la restituzione (meno una certa cifra che corrisponda al deperimento del bene). Tutta questa però è materia ancora meno chiara e sarà rimandata, forse, all'attività del nuovo consiglio Agcom.

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