strategie

Tartaglia: da Cdp più strumenti per la ripresa

Rigoni (Tim): ruolo cruciale per la digitalizzazione nella fase di ripartenza

di Celestina Dominelli

2' di lettura

Per poter consentire alle aziende di ripartire, recuperando il terreno perduto durante l’emergenza da Covid-19, bisognerà agire su due versanti: fronteggiare, nel breve periodo, «l’esigenza impellente di liquidita», e mettere poi in campo, su un orizzonte di medio-lungo termine, «politiche di rilancio della competitività e di sostegno degli investimenti». Si muove lungo un doppio binario la ricetta per la ripresa formulata ieri da Nunzio Tartaglia, responsabile della divisione Cdp Imprese, nel corso della tavola rotonda dedicata alle strategie per la ripartenza. Un percorso a sostegno del quale la spa di Via Goito, ha ricordato il manager, è in prima linea con una serie di strumenti, che vanno dalle garanzie per le imprese medio-grandi, attraverso alla Sace, alle anticipazioni di liquidità per accelerare i pagamenti della Pa (a supporto delle quali nel decreto rilancio sono previsti 12 miliardi), dal Patrimonio rilancio gestito dalla Cassa e destinato alla ripatrimonializzazione delle imprese in difficoltà ai finanziamenti diretti che possono contare su un plafond di 6 miliardi, deliberato da Cdp ad aprile «e già utilizzato, in soli due mesi di operatività, per quasi 2 miliardi».

Insomma, la Cassa ha messo in pista uno sforzo articolato per supportare la “fase tre” delle aziende che, dal canto loro, hanno risposto alla crisi con un mix di strategie imperniato soprattutto su innovazione e digitalizzazione. Lo ha fatto Tim, rappresentata ieri da Federico Rigoni, chief revenue officer del gruppo, che ha ricordato il contributo dell’azienda di tlc nella fase più acuta dell’epidemia. «La digitalizzazione ha un ruolo determinante per la ripartenza: il lockdown ha evidenziato l’importanza di avere una rete resiliente, in grado di sostenere rilevanti incrementi di traffico e consentire l’accesso da remoto ai servizi, nonché la necessità di accelerare il percorso di trasformazione digitale dei processi di business dell’industria». E Tim, ha assicurato Rigoni, «che investe molto ogni anno e continuerà a investire», sarà al fianco di imprese, scuole e Pa «per accompagnarle lungo il percorso di trasformazione con soluzioni tecnologiche all’avanguardia».

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Una strada su cui diverse aziende hanno già deciso di accelerare per superare la crisi legata al coronavirus. È il caso di Siram, gruppo che integra servizi per la gestione del ciclo globale di energia, acqua e rifiuti speciali, e che vanta un fatturato di 630 milioni e un organico di quasi 3mila persone su tutto il territorio nazionale. «L’innovazione e il percorso di trasformazione digitale sono un impegno che in Siram Veolia si rinnova ogni giorno», ha sottolineato l’amministratore delegato del gruppo, Emanuela Trentin, che ha poi posto l’accento sulla necessità «di guardare avanti con nuovi schemi mentali» e «di cogliere l’opportunità di accelerare il cambiamento nella progettazione del futuro del Paese».

Le aziende italiane hanno quindi messo a punto una loro formula per reagire all’emergenza. Ma occorrerà intervenire anche su altri fronti, a cominciare dalla necessità di semplificazione, come ha ribadito Achille Coppola, segretario generale del Cndcec (Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili). «Servono poche norme con pochi commi, autocertificazioni e controlli rigorosissimi».

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