l’ipotesi in manovra

Tassa sulle bevande zuccherate, le imprese: blocco assunzioni e investimenti

Manovra: arriva la sugar tax, la tassa sulle bibite super zuccherate

3' di lettura

«Il testo approvato dalla Commissione Finanze della Camera sembra introdurre una tassazione tra le 5 e le 15 volte più alta di qualsiasi imposta sul settore mai ipotizzata nel nostro Paese, colpendo non solo le imprese, ma anche i lavoratori diretti, indiretti e l'intera filiera, oltre ai consumatori».
Secondo Assobibe, l’associazione di Confindustria che raggruppa le aziende produttrici di bevande analcoliche, « la proposta approvata ieri potrebbe avere un impatto fino a 1 euro al litro di bevanda prodotta o venduta in Italia»: questa entità di prelievo avrebbe una ricaduta sul prezzo al consumo dal 135% fino al 300% nel caso dei prodotti di fasce di prezzo più basse, penalizzando in particolare le classi sociali più deboli.

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Nel mirino la sugar tax
Nel mirino delle imprese – contrarie sin da subito – è l’introduzione di una nuova tassa sulle bevande zuccherate il cui gettito dovrebbe essere destinato a coprire l’esclusione del regime Irap per le partite Iva fino a 100mila euro. L’emendamento, a prima firma della 5S Carla Ruocco e sottoscritto anche da alcuni deputati leghisti, prevede come copertura principale la revisione delle spese fiscali, e ha incassato il primo sì della commissione Finanze.

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Sospese le assunzioni
«Le aziende aderenti ad Assobibe – spiega una nuova nota dell’associazione – si trovano costrette in via cautelativa a sospendere le assunzioni e qualunque tipo di investimento nel Paese. Politiche fiscali discriminatorie non favorirebbero i cittadini e potrebbero produrre una contrazione dei consumi di oltre 5,5 miliardi di euro, un impatto negativo sul Pil di oltre 4 miliardi e minori entrate per lo Stato per circa 1,5 miliardi di euro» calcola l’associazione confindustriale, che sottolinea anche «il potenziale impatto sull’occupazione del settore e del suo indotto, che coinvolge 60mila lavoratori e le loro famiglie».

Contrazione dei consumi: - 25% dal 2009
Il settore, ricorda Assobibe, ha subito in questi anni una forte contrazione dei consumi, che si è tradotta dal 2009 ad un -25% delle bevande gassate zuccherate, e una notevole sofferenza da anni dei prodotti. Tuttavia «le aziende hanno comunque continuato a fare investimenti in innovazione, rafforzando l’impatto economico e sociale di attività importanti tanto per l’economia locale che nazionale».

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Si colpiscono intere categorie di prodotti
Per le aziende del comparto «non si comprende il motivo dell’introduzione di una tassa sullo zucchero contenuto solo nelle bevande, che utilizzano una parte minoritaria dello zucchero totale aggiunto in moltissimi altri alimenti. In questo modo si va a colpire, senza giustificazioni oggettive, intere categorie di prodotti, quali chinotti, acque toniche, tè freddi, cole, cedrate, aranciate, bevande con succo di frutta come i nettari, bevande a base vegetale, aperitivi analcolici, bevande per sportivi – ed ignorandone totalmente altre».

Il 99% delle calorie assunte deriva da altri alimenti
La nota di Assobibe fa notare come «il 99% delle calorie assunte quotidianamente dai consumatori italiani, derivi da altri alimenti senza dimenticare che le imprese del settore, negli ultimi anni, hanno già tagliato il 22% delle calorie contenute nei propri prodotti».

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