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Tassa sulle cartine, International Tobacco Agency blocca 140 assunzioni

Nuove assunzioni bloccate in attesa di chiarezza sulla tassazione relativa a cartine e filtri per sigarette prevista nella legge di bilancio

di B.Ga.


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(ANSA)

2' di lettura

Ci sono 140 posti di lavoro - 30 in azienda, 110 circa fra gli agenti - bloccati in attesa di chiarezza sulla tassazione relativa a cartine e filtri per sigarette prevista nella legge di bilancio. Succede alla International Tobacco Agency (Ita), società di commercializzazione di articoli per fumatori con sede a Vascon di Carbonera, provincia di Treviso. Qui si lavora sul tabacco a 360 gradi, con tutti i prodotti che arrivano nelle tabaccherie destinate ai fumatori. «Abbiamo fatto una simulazione - spiega l’a.d. Marco Fabbrini - e con questo genere di tassazione pagheremmo 5 milioni e 270mila euro su un fatturato che attualmente è di 5,4 ,milioni. Questo significa non poter reggere, oppure raddoppiare i prezzi».

Uno scenario già visto, spiega Fabbrini: «Nel 2013 arrivò una tassa sulle sigarette elettroniche spropositata: in molto non la pagarono affatto, fino al successivo condono e anche al ridimensionamento della tassa stessa. Da allora il nostro fatturato in questo settore, che era sceso da 3 milioni a 200mila euro, è risalito a 13 milioni di euro l’anno».

Secondo le notizie diffuse, nella manovra per il 2020 rientrerebbe anche una nuova microtassa su cartine e filtri sulle bionde “fai da te” da arrotolare. Si tratta di 0,0036 euro su ogni pezzo contenuto nelle confezioni, con la conseguenza che una confezione da 50 cartine costerà 0,18 centesimi in più. La microtassa la pagano i produttori o i fornitori nazionali, ma nulla esclude che il nuovo onere ricada sui fumatori. Solo Manifatture Sigaro Tabacco ha calcolato un impatto della manovra da poco meno di 2 milioni di euro (su un fatturato 2018 di circa 105 milioni).

«Va detto che una tassa sulle cartine non esiste in altri Paesi europei, e anche che non è detto che incida sui consumi: importatori senza scrupoli sono sempre esistiti», sottolinea Fabbrini, che chiarisce: «Non si tratta di contestare in assoluto la tassa sulle cartine, ma di avere un ingresso graduale e in proporzioni sostenibili. Di certo, questo è il fronte meno difeso, la tassa che crea meno proteste».

Per una azienda (280 addetti) come International Tobacco Agency, il 14% dei ricavi attualmente viene generato dalle cartine.

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