politica monetaria

Tassi, ancora tagli in vista da Fed e Bce: la scelta tra fisso e variabile

di Marzia Redaelli


Mutui, tassi mai così bassi. 4 ragioni che lo spiegano

2' di lettura

Se i tassi bassi sono una buona notizia per i mutuatari, le previsioni economiche dipingono per loro un futuro felice. Infatti, nonostante la fase attuale di crescita globale sia una delle più longeve della storia, il costo del denaro continua a scendere e si allontana il ritorno stabile a tassi neutrali, cioè a un livello che accompagna la ripresa economica senza frenarla (ora sono a zero in Europa e nella fascia 2,25-2,50% negli Stati Uniti). La Federal Reserve americana, la banca centrale più importante al mondo, ha fatto intendere un dietro-front dalla politica monetaria restrittiva.

Il problema è l’inflazione stagnante: «Le banche centrali stanno intervenendo - spiega Andrea Delitalia, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management - per compensare la delusione dall’inflazione, che di per sé fa lievitare i tassi reali, e per prevenire una eventuale recessione. Per via del ribasso dei prezzi al consumo, infatti, il tasso di interesse americano è superiore di mezzo punto percentuale al tasso neutrale, per cui è probabile che la Fed attui due tagli da 0,25% entro fine anno. La Banca centrale europea, invece, potrebbe abbassare il tasso sui depositi delle banche (ora a -0,4%) di un altro 0,1-0,2% per disincentivare gli istituti di credito a lasciare la liquidità inerme e indurli a concedere prestiti».

Una riduzione del costo del denaro nei prossimi mesi è data per scontata dal mercato. Per chi deve finanziare l’acquisto di una casa è un’indicazione importante: in teoria, quando i tassi scendono l’opzione migliore per un mutuo è quella del tasso variabile, perché aiuta a risparmiare sulla rata. Inoltre,è difficile che i tassi si possano rialzare a breve, perché le trasformazioni sociali ed economiche (come la tecnologia o la globalizzazione) limitano il rincaro dei beni di consumo e dei fattori produttivi.

Tuttavia, ci sono, molti pro anche per il tasso fisso. «Il mutuo è un finanziamento che può durare venti o trent’anni - afferma Delitala -; quindi,a parità di altre condizioni, non esiterei davanti a un tasso fisso, perché in Europa è improbabile che i tassi scendano ancora tanto. In Italia, poi, il tasso fisso protegge da inasprimenti dovuti al rischio-paese, dato che l’operato delle banche dipende molto da quello che succede al debito pubblico, per il legame tra i due rating e per i costi a cui riescono a finanziarsi e a prestare denaro».

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