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Tassi sotto zero, tutte le trappole per chi cerca rendimenti

L’asticella del rischio si è alzata, ma non tutti gli investitori se ne sono accorti. L’appiattimento dei tassi di interesse, infatti, ha sdoganato molta disinvoltura sui mercati, perché la percezione del rischio si è appannata

di Stefano Elli e Marzia Redaelli


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3' di lettura

L’asticella del rischio si è alzata, ma non tutti gli investitori se ne sono accorti. L’appiattimento dei tassi di interesse, infatti, ha sdoganato molta disinvoltura sui mercati, perché la percezione del rischio si è appannata. Tanto che nella fame inappagata di rendimento anche i truffatori trovano fertile terreno.Un tempo, financo una decina di anni fa, i risparmiatori italiani compravano titoli di Stato con la certezza di essere ripagati ed erano soddisfatti degli interessi ricevuti.

RENDIMENTI SOTTOZERO

Remunerazione delle obbligazioni governative alle diverse scadenze. In percenutale (Fonte: Thomson Reuters)

Oggi, invece, i rendimenti delle obbligazioni governative (ma anche di qualche emissione societaria) sono sotto zero. Anzi, sotto la marea di liquidità delle banche centrali, che per tenere bassi i tassi di interesse e supportare la crescita hanno stampato miliardi e miliardi di moneta, rasando al suolo il costo del denaro. In molti casi, addirittura, si paga per prestare dei soldi.

SU QUALI SCADENZE I TITOLI DI STATO TORNANO AD AVERE RENDIMENTI POSITIVI

SU QUALI SCADENZE I TITOLI DI STATO TORNANO AD AVERE RENDIMENTI POSITIVI

Tra i pochi titoli sovrani con un rendimento positivo ci sono i BTp italiani, che rendono meno dell’1% annuo lordo con una scadenza decennale (0,5% al netto dell’inflazione), naturalmente perché scontano lo squilibrio dei conti pubblici. I bonos spagnoli e i portoghesi danno lo 0,2%, quelli tedeschi sono negativi su tutte le durate, quelli francesi vanno a pareggio solo dopo 14 anni.

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Se si vuole intascare una cedola, bisogna prestare denaro a un debitore che offre meno garanzie, disposto a pagare di più pur di ottenere i soldi. Anche le obbligazioni societarie, tuttavia, non sono tanto più munifiche: nell’area euro, sempre per una scadenza decennale, si ottiene in media l’1 per cento. Se poi si decide di puntare a un alto rendimento, si arriva al 3,6 per cento. A tanto ammonta, dunque, il premio di un investimento nei titoli meno affidabili sul mercato, che si è schiacciato verso il basso.

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Rischio e consapevolezza
Molti analisti economici hanno gridato all’allarme, perché quando il mare di liquidità delle banche centrali si ritirerà, resteranno in piedi solo gli emittenti più solidi e la differenza tra un investimento e l’altro tornerà a essere prezzata in modo corretto dal mercato. In soldoni, potrebbe capitare che il valore di un’obbligazione crolli. Oppure che l’emittente in difficoltà non riesca a ripagare i creditori.
Un’altra conseguenza pericolosa del livellamento del rischio è la golosità degli investitori, che non si preoccupano di mettere in conto e di quantificare la possibile perdita del capitale investito.

LA RINCORSA DEI PRODOTTI FINANZIARI SOSTENIBILI

Asset fondi europei Esg distinti per stile di investimento. In miliardi di euro (Fonte: Morningstar (dal 1/1/2010 al 30/6/2019)

Il fattore Tango bond
E quanto possa essere rischiosa questa inversione cognitiva l’abbiamo direttamente sperimentato nel 2001 con il default dell’Argentina e il conseguente crollo dei tango bond. Un crack da 90 miliardi di euro di cui 14 finiti nelle tasche di 450mila risparmiatori italiani, convinti ad acquistarli a piene mani da tre fattori concorrenti tra loro: l’esca di tassi decisamente sopra la media, la sottovalutazione del rapporto rischio-rendimento e una politica di vendita poco accorta da parte degli sportelli bancari.

Le truffe e le controversie I provvedimenti delle authority (Note: * decreto in vigore da luglio 2019 - Fonte: elaborazione su dati Ivass al 20 settembre)

Un altro esempio di quanto tentare di sottrarsi alla bonaccia asfittica di un mondo a tassi a zero possa essere rischioso, è il grande successo ottenuto da alcuni investimenti contrabbandati come beni rifugio. Risale al 2 ottobre la notizia della chiusura dell’inchiesta della procura di Milano e del Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di finanza sulle vendite di diamanti da investimento effettuate da cinque grandi banche italiane. Diamanti ceduti – secondo gli investigatori– a prezzi incongrui rispetto al loro valore. Casi limite, certo. Ma di tentativi più o meno goffi di “strappare” qualche punto di rendimento in più rispetto alle medie di mercato sono ricche le cronache delle frodi finanziarie. Che, a dispetto di ogni monito e di ogni esortazione alla prudenza, continuano a perpetuarsi sempre uguali a se stesse.

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