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Tasso BTp a due anni, torna alta la tensione

di Andrea Franceschi

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(ANSA)


2' di lettura

Dopo l’intesa sulla legge di bilancio di fine novembre il vento è tornato a spirare a favore dei titoli di Stato italiani che, anche grazie ai flussi ci capitale che si sono riversati sull’obbligazionario sulla scommessa di una politica espansiva delle banche centrali, hanno registrato un netto calo di rendimenti e spread. Da una settimana a questa parte tuttavia è in atto una drastica inversione di rotta.

Andamento dello spread Btp / Bund
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La battuta d’arresto dell’economia nel quarto trimestre certificata dall’Istat; gli indici Pmi sulla fiducia dell’industria e dei servizi che a maggio hanno fatto segnare una nuova battuta d’arresto; la nota del Fmi sul debito; la revisione al ribasso delle stime di crescita del Paese da parte delle Commissione europea; le recenti tensioni diplomatiche con la Francia; le indiscrezioni rilanciate in questi giorni da Bloomberg secondo cui la Bce potrebbe non rinnovare il piano di finanziamenti agevolati alle banche (Tltro). Tutti questi fattori hanno contribuito al riattivarsi delle vendite sui titoli italiani con effetti rilevanti su rendimenti e spread.

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Forti oscillazioni si sono viste sulla parte breve della curva. Il tasso del BTp a due anni è salito di 13 punti nelle ultime due sedute attestandosi oltre quota 0,62% come non accadeva dai primi di dicembre. Il titolo a due anni era reduce da un rally che aveva portato il tasso fino allo 0,25% come non accadeva da maggio dello scorso anno. Molto volatile anche il tasso del BTp a 10 anni che, dopo essere sceso sotto il 2,6% alla fine di gennaio, è risalito tra ieri oltre quota 2,97 per cento. Anche in questo caso si tratta di un livello che non si vedeva dallo scorso dicembre. Dal canto suo lo spread, che a fine gennaio era sceso sotto i 240 punti, oggi viaggia stabilmente oltre 280 mentre il prezzo dei derivati per coprirsi dal rischio insolvenza sul debito italiano a 5 anni è tornato oltre i 230 punti base.

Anche se il commissario europeo agli affari economici Pierre Moscovici ha escluso per ora la richiesta di interventi correttivi sui conti pubblici è evidente che, se lo stillicidio di dati macro negativi dovesse continuare ancora a lungo (anche oggi è arrivato un dato molto deludente dalla produzione industriale), si porrebbe un problema sulla sostenibilità delle finanze pubbliche del nostro Paese. Allora sarebbe inevitabile la richiesta di una manovra bis (e quindi un nuovo scontro con la Commissione). Per il momento tuttavia il dossier è rimasto congelato in attesa delle elezioni europee.

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