MEPHISTO WALTZ

Tattiche tattili


2' di lettura

Ma che genio, l’affascinante storico dell’arte Bernard Berenson (1865-1959) ad avere intuito come le ragioni profonde che rendevano così attraente la pittura italiana rinascimentale per un pubblico americano, giovane e carnale, fossero i Valori Tattili («Florentine Painters of the Renaissance», 1896) quasi tangibili negli incarnati generosi, nei lucidi broccati, nei trionfi sensuali di frutta.

Berenson, che peraltro viveva a Settignano nella villa I Tatti, lasciata poi in ereditá a Harvard, rappresentò il punto di riferimento per i maggiori  collezionisti americani di allora. Tra loro Isabella Stewart Gardner (1840-1924) ritratta in tutto il suo splendore da John Singer Sargent (1856-1925) il Boldini americano, da ammirare ancora nel palazzo rigorosamente veneziano, che pare trasportato per incanto dalla Laguna a Boston. Berenson aveva astutamente legato con il mitico Joseph Duveen (1869-1939) il grande mercante che fece fortuna arbitraggiando i cospicui capitali americani con le più importanti opere d’arte di proprietà di famiglie aristocratiche europee, spesso in sofferenza.

Suoi clienti furono i più importanti tycoon di petrolio, acciaio, ferrovie e finanza statunitensi, i quali poi ne fecero dono ai maggiori musei (per mecenatismo, ma anche per far dimenticare le loro scorribande da capitalismo d’assalto). Durante la grande crisi del 1929, Duveen fu aggredito su un marciapiedi di New York da un collezionista texano cui aveva venduto poco prima un magnifico Gainsborough (1727-1788) per un milione di $, ridotto a un decimo in quei momenti di panico. Mephisto guardando all’oggi ne è sgomento. In soli cent’anni, la Risonanza Magnetica Funzionale ha dimostrato che davanti a un bel quadro – o a un bel corpo umano vivente – si attivano alcune aree cerebrali che presiedono, l’avete indovinato, al Tatto. Da cui anche la  ”mano morta”... Nello stesso tempo i maggiori studiosi di neuro-marketing confermano che l’acquisto di un oggetto si decide in base a molte variabili, ma l’ultima parola spetta sempre al Tatto. Se l’oggetto ci piace, toccandolo, lo comperiamo, fosse anche un libro.

Perciò si deve parlare di mutazione antropologica, se oggi milioni di persone acquistano qualsiasi cosa con un “click”, senza neppure vederla. Un tempo indurre in tentazione era un atto squisitamente diabolico, ora è diventato elettronico. Non c’è più religione, e il diabolo si sente sempre più disintermediato, ossia non sa più dove sbatter le corna. Pauper eum. O - come avrebbe detto Dario Fo (1926-2016) - «poer nano».

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