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Tattoo-mania, tra business e ricerca scientifica contro il cancro

Crescono in modo esponenziale gli studi dei tatuatori: siamo a quota 4mila, +200% negli ultimi cinque anni. E GHD lancia un’iniziativa benefica a sostegno della Fondazione Veronesi

di Monica Melotti


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3' di lettura

Siamo un popolo di tatuati, esattamente in Italia ci sono 7 milioni di persone, più donne che uomini. La fascia d'età più interessata è quella tra i 35 e i 40 anni, ma crescono anche i minorenni, il 7,7 per cento (il primo tatuaggio a 12 anni), che vogliono imprimere un ricordo sulla propria pelle. E a sorpresa, il 30% delle persone tatuate ha una laurea.

Crescono, in modo esponenziale, anche gli studi dei tatuatori, che vedono una possibilità di lavoro, siamo a quota 4mila, e negli ultimi cinque anni sono aumentati del 200%, solo a Roma oltre 300 imprese (dati Unioncamere). Non tutti però offrono un servizio all'altezza, in termini di igiene e sicurezza, fortunatamente però il 76% delle persone si è rivolto a un centro specializzato, mentre il 14% ha scelto strutture non autorizzate.

Tattoo, passione e business

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I tattoo più richiesti
Disegni Maori, citazioni celebri, disegni a linee sottili sulle mani e piedi, fiori particolari, la firma del proprio idolo. «La mia passione sono i tatuaggi piccoli, con molti dettagli, cosa che li rende particolarmente difficili da realizzare», dice Carloxid, 28 anni, di Riccione ma è spesso a Londra, considerato il tatuatore dei vip, tra i suoi clienti Fedez, Belen, Alessandro Cattelan, Gué Pequeno, Ed Sheeran e Justin Bieber. «Le zone su cui lavoro maggiormente -aggiunge - sono le mani, le caviglie, i polsi e anche vicino all'inguine».

I tatuaggi continuano a reclutare fan, diverse le ragioni che spingono a volere un ricordo sulla propria pelle, e anche in questo campo c'è una differenza di richiesta tra uomini e donne. «Le donne amano molto le citazioni e il “water color tattoo”, quasi “stretchato” dall'effetto acquarello, mentre gli uomini i disegni Maori molto decorati. Le dimensioni sono medie, variano dai 10 ai 15 centimetri » spiega Alessandro Bonacorsi, in arte Alle Tattoo, con oltre 14 Guinness dei primati e il progetto di aprire entro l'anno un museo dedicato al Tattoo a Limidi di Soliera (Modena). «Un'altra moda è quella di farsi fare l'autografo dal proprio idolo, di preferenza sull'avanbraccio, e poi tatuarlo. Noi ne facciamo parecchi di Vasco e Ligabue, avendo lo studio in zona».

L'iniziativa di GHD, il tattoo che fa bene
Un tattoo è per sempre, rimuoverlo non è facile, così come un intervento al seno. L'azienda inglese GHD, rinomata per le sue styler, insieme a David Allen, tattoo artist di Chicago, specializzato nei tatuaggi sulle donne che hanno subito una mastectomia, ha lanciato un'iniziativa benefica: per ogni styler della collezione “Ink on Pink” (con il design di David Allen) venduta verranno donati 10 euro a “Pink is good”, il progetto di Fondazione Veronesi a sostegno della ricerca scientifica contro i tumori femminili.

    «Avvicinare donne che hanno subito una mastectomia e decidere assieme quale tatuaggio fare sulla cicatrice rimasta sul seno non è stata una cosa facile. Occorre creare una certa empatia - spiega David Allen -. La maggior parte delle donne mi ha richiesto un design floreale, perché può succedere che l'area tatuata debba subire un altro intervento e il fiore è più facile da riprendere. Anche Grace Lombardo (ambassador di GHD), madre di tre figli, che ha soli 35 anni ha subito una mastectomia, ha scelto un design floreale, la rosa il fiore per eccellenza, per chiudere un percorso di sofferenza e iniziare una nuova vita. Il tattoo in questo caso ha una funzione simbolica, un modo per riprendere il controllo del proprio corpo e lasciarsi alle spalle un brutto ricordo».

    Tatuaggi a forte impatto cromatico
    Una nuova forma di tattoo, il “Pastel Gore”, a forte impatto visivo, è quello creato da Brando Chiesa, 31 anni, il tatuatore fiorentino con oltre 700mila follower, spesso artist guest negli Usa. «È un tatuaggio ad alto impatto cromatico, difficile da realizzare, giocato con nuance rosa e fucsia e per questo preferito dalle donne – spiega Brando – . Il tattoo rappresenta creature canine o feline con pelle chiara e occhi rossi luminosi, affiancati a maschere tradizionali giapponesi oppure a volti di bamboline inquietanti o a figure dolci e serene. Li definirei un mix tra Euro Guro e Seapunk dove cerco di esprimere le mie visioni recondite, l'immaginario Animetal. Ho cominciato a disegnare sin da bambino, ma sono passato a tatuare dopo la perdita di mia madre e questa forma d'arte mi ha aiutato a uscire dalla depressione».

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