LO SCONTRO NEL GOVERNO GIALLO VERDE

Tav, come è nato il movimento a favore dell’opera e chi sarà in piazza oggi

di Andrea Carli

Torino, l'onda Sì Tav "per ridisegnare il futuro"

2' di lettura

La decisione presa nelle ultime ore dal leader della Lega Matteo Salvini di rompere gli indugi e di far scendere in piazza a Torino i suoi fedelissimi, a partire dal capogruppo del Carroccio alla Camera Riccardo Molinari (e segretario piemontese del Carroccio), per partecipare alla manifestazione organizzata dal comitato “Sì Torino va avanti”, che sarà a favore della realizzazione dell’Alta velocità Torino - Lione, dimostra che la vera partita tra i due azionisti di maggioranza dell’esecutivo Conte si giocherà, soprattutto in vista delle Europee di fine maggio, anche e soprattutto sul campo delle grandi opere. Oggi scendono in piazza a sostegno del sì all’opera nel capoluogo piemontese 100 sindaci, il governatore della Liguria Giovanni Toti e un esponente della lista civica del sindaco Pd di Milano, Giuseppe Sala.

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Le sette madamine e il precedente dei 40mila in piazza Castello a Torino
Oltre, naturalmente, alle sette “madamine” - espressione che in dialetto significa “giovani signore” - le imprenditrici che il 10 novembre scorso, a meno di due settimane dal voto, in Consiglio comunale, dell'ordine del giorno contrario alla Torino-Lione voluto dalla maggioranza Cinque Stelle, hanno portato in piazza Castello a Torino 40mila persone, per dire sì a un’opera la cui realizzazione è già al 15%. Dietro all’iniziativa, l’ex sottosegretario ai Trasporti Mino Giachino. E il sostegno del mondo produttivo, degli ordini professionali, di parte del sindacato. In piazza, quel giorno, nessuna bandiera di partito. Rispetto a quel precedente questa volta, a differenza di allora, alla manifestazione - che avrà la forma di un flash mob - parteciperà anche il governatore uscente, il Dem Sergio Chiamparino.

Lo spettro del no dell’analisi costi-benefici
I Cinque Stelle, e il leader politico Di Maio lo ha chiarito in più di un’occasione, sono contrari all’infrastruttura. Il responso dell’analisi costi-benefici commissionata dal ministero delle Infrastrutture sarebbe negativo. La manifestazione di oggi fotograferà ancora una volta quello che, con il passare delle ore, si fa sempre più palese: la presenza di due schieramenti. Uno per il sì, che vede dalla sua parte la Lega («nessuno pretende che il progetto non si tocchi - dice Salvini -, però io voglio un’Italia del sì che vada avanti e non che torni indietro»), e uno per il no, sostenuto da M5s.

La proposta del referendum e il sostegno dei governatori del Nord
Il braccio di ferro sulla Tav diventa dunque un’occasione di confronto tra due visioni diverse, soprattutto dal punto di vista delle scelte da fare per rilanciare l’economia del paese. Salvini ha proposto di lasciare la decisione sul destino dell’opera a un referendum. La proposta convince i governatori del Nord (Piemonte, Veneto, Lombardia, Valle d’Aosta e Liguria). Contrari invece i pentastellati.

Le “madamin”: domani la voce del territorio
Loro, le “madamin” torinesi non hanno dubbi: del referendum non ci sarà bisogno: «Vedrete sabato in piazza a Torino quanta mobilitazione di territori ci sarà - dice Patrizia Ghiazza, una delle sette imprenditrici (le altre sono Adele Oliviero, Donatella Cinzano, Roberta Castellina, Simonetta Carbone, Roberta Dri e Giovanna Giordano) -. Sarà quella la voce del territorio».

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