il premier su Facebook

Conte dice sì alla Tav: «Bloccarla costa troppo, solo il Parlamento può decidere di non farla»

«Alla luce dei nuovi finanziamenti comunitari non realizzare il Tav costerebbe molto di più che completarlo. E dico questo pensando all'interesse nazionale, che è l'unica ed esclusiva stella polare che guida questo Governo»


Tav, sì al tunnel della discordia dopo una discussione lunga 30 anni

2' di lettura

«Alla luce dei nuovi finanziamenti comunitari non realizzare il Tav costerebbe molto di più che completarlo. E dico questo pensando all’interesse nazionale, che è l'unica ed esclusiva stella polare che guida questo Governo». È la posizione del Governo italiano espressa dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un messaggio video su Facebook. «Questa è la posizione del Governo ferma restando la piena sovranità del Parlamento», ha chiarito il premier. «I fondi europei - ha sottolineato Conte - sono assicurati solo dalla realizzazione del Tav e non potremmo farne un uso alternativo».

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PER APPROFONDIRE - Il discorso di Giuseppe Conte sulla Tav

Conte ha quindi spiegato i motivi del sì dell'Esecutivo, che doveva esprimersi sul tema entro venerdì, pena la perdita dei finanziamenti europei. Innanzitutto, l'Europa «è disponibile ad aumentare il finanziamento della tratta transfrontaliera dal 40% fino al 55 per cento». Il secondo elemento è che «per quanto riguarda la tratta nazionale, del valore di 1,7 miliardi, l’Italia potrebbe beneficiare di un contributo dalla Commissione pari al 50% e anche qui saremmo di fronte a un sostanzioso risparmio». Inoltre, «ulteriori finanziamenti sarebbero disponibili grazie all'impegno del ministro Toninelli che devo ringraziare pubblicamente».

PER APPROFONDIRE: Cos’è la Tav Torino-Lione

Un terzo elemento ha proseguito Conte è che «la Francia si è espressa per la conferma della realizzazione dell'opera. L'Assemblea nazionale ha approvato il 18 giugno la Legge sulla mobilità con cui sono stati confermati gli impegni della Francia alla realizzazione del Tav, come mi aveva anticipato Macron. Ne consegue che se volessimo bloccare l'opera, e se fosse possibile fare un progetto alternativo, non sarebbe possibile condividerlo con la Francia. Per bloccare l'opera non potremmo confidare su quello che tecnicamente si chiama “mutuo dissenso” degli altri protagonisti, Francia e Ue. A queste condizioni solo il Parlamento potrebbe adottare una decisione unilaterale viste anche le leggi di ratifica adottate dallo stesso Parlamento. La decisione di non realizzare l'opera ci esporrebbe a tutti i costi derivanti dalla rottura dell'accordo con la Francia. Queste decisioni, tengo a precisarlo, sono state approvate prima dell'arrivo di questo Governo».

IL TRACCIATO
IL TRACCIATO
IL TRACCIATO

Nel M5S l’imbarazzo è palpabile dopo l’apertura di Conte alla realizzazione della Tav. E, in queste ultime ore, si fa strada l’ipotesi di presentare una risoluzione in Aula sull’opera per mettere per iscritto il “no” del Movimento andando, tuttavia, incontro ad una sconfitta, visto che la maggioranza dei gruppi è favorevole alla Torino-Lione. In una nota congiunta i capigruppo M5S Stefano Patuanelli e Francesco D'Uva scrivono che «alla luce delle dichiarazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ringraziamo per l’impegno, chiederemo che sia il Parlamento ad esprimersi e in aula vedremo l’esito della votazione. Vedremo chi è a favore di un progetto vecchio di 30 anni e chi invece sceglierà di avere coraggio». Esulta , invece, Matteo Salvini : «La Tav si farà, come giusto e come sempre chiesto dalla Lega. Peccato per il tempo perso, adesso di corsa a sbloccare tutti gli altri cantieri fermi!».

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