martedì 19 cda telt

Tav, i francesi: analisi di parte, considera i benefici ambientali come un costo


Tav: 25 km gia' scavati, in 800 al lavoro

3' di lettura

La Francia non ci sta. L’analisi costi-benefici sulla Tav è «straordinariamente di parte»: è quanto afferma il Comité Transalpine Lyon-Turin, secondo cui “minimizzando i benefici ambientali colossali, Ponti iscrive nella colonna dei costi il mancato introito che rappresenterebbe per lo Stato italiano una diminuzione importante delle tasse sul carburante e dei pedaggi autostradali».

«Visto dalla Francia, questo rapporto costi benefici facciamo un po’ fatica a prenderlo sul serio. Abbiamo tanti difetti ma quando si nomina una commissione indipendente, si fa in modo di non mettere solo tecnici contrari
al progetto». Lo dice il delegato generale Comité Lyon-Turin Stéphane Guggino all’Ansa. Nel rapporto «tutti i parametri favorevoli: impatto su ambiente o traffico, sono minimizzati e quelli sfavorevoli esaltati. Adesso ci prenderemo un po’ di tempo per studiare meglio il rapporto. In Francia si dice “chi vuole uccidere il proprio cane dichiara che ha la rabbia”».

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La stroncatura viene chiusa con una sintesi che mette in discussione la base del ragionamento utilizzato dalla commissione guidata dal professore Marco Ponti: «Meno ci saranno mezzi pesanti e auto sulle Alpi, più il rapporto costi-benefici sarà negativo. Un ragionamento che pesa almeno quanto la Co2».

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Ma questo non è l’unico aspetto a suscitare perplessità. La relazione tecnico-giuridica sulla Tav elaborata dall’avvocato Pasquale Pucciarello per conto del ministero delle Infrastrutture, e pubblicata oggi dal Mit insieme all’analisi costi-benefici, stima “costi di uscita” dalla Torino-Lione molto inferiori a due miliardi di euro, per la precisione 1,6 miliardi circa.

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Si tratta di una cifra molto inferiore al previsto (altre stime parlano di costi di 3-4 miliardi) e molto inferiori a quanto stimato da Telt (la società italo-francese incaricata per l’opera), e cioè una forchetta da 2,3 a 4 miliardi di euro.

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L’analisi del Mit (avv. Pucciarello) non calcola i costi dei lavori di messa in sicurezza della parte “già scavata” (stimata in 250 milioni) e soprattutto non calcola la necessità di adeguamento e messa in sicurezza della linea ferroviaria storica, se si decidesse di non fare la Tav, costi stimati in 1,5 - 1,7 miliardi. Sommando queste voci il totale sarebbe di 3,5 - 3,6 miliardi di euro. Ben più prossimo ai circa 4 miliardi stimati da Telt .

Secondo il Mit, invece, i costi dell'adeguamento della linea storica sono al momento del tutto aleatori (non c'è un progetto) e in ogni caso si potrebbe concordare con la Francia e la Ue di inserire l'adeguamento, anziché la Tav, come progetto europeo Ten-T, dunque i costi per l'Italia scenderebbero di molto.

Martedì 19 febbraio Cda di Telt infuocato
La partita non sembra essere ancora chiusa. Per martedì prossimo, 19 febbraio, è infatti in programma un Cda Telt a Parigi. La componente transalpina della società mista sembra essere intenzionata a premere affinché vengano pubblicati i bandi di gara per non subire ulteriori ritardi. Del resto la posizione della Francia, intenzionata ad andare avanti con l’opera, è nota ed è stata ribadita dal ministro Elisabeth Borne l’1 febbraio, durante l’ultima visita al cantiere sul versante transalpino.

DOCUMENTO / L’analisi costi-benefici

DOCUMENTO / La relazione tecnico-giuridica

Zucchetti, Bocconi: pesantemente sottostimati i benefici
«L'analisi costi-benefici sulla Torino-Lione fatta da Marco Ponti si basa su ragionamenti, non dimostrabili, che sconsiglierebbero di fatto, sempre, la realizzazione di progetti ferroviari, a favore invece di strade e autostrade». Lo sostiene, parlando con Radiocor Plus, il professor Roberto Zucchetti, docente di «Metodologie di valutazione delle infrastrutture di trasporto» alla Bocconi di Milano e da anni consulente dell'Osservatorio tecnico Torino-Lione della presidenza del Consiglio. «Colpisce nell'Acb di Ponti che vengano pesantemente sottostimati i benefici che deriverebbero dal de-congestionamento del traffico sulle tangenziali di Torino e Milano e sulle autostrade per la Francia; così come sono sottostimati i benefici ambientali (esternalità positive) da riduzione di emissioni di Co2 e i benefici da riduzione di incidentalità. Molto bassi sono stimati anche i benefici della nuova ferrovia per il trasporto merci. Calcolare invece come costo le minori accise sulla benzina è contrario alle linee guida europee, e dello stesso Ministero delle Infrastrutture, sull'analisi costi-benefici».

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