il vicepremier: il referendum non si può fare

Tav, l’Ue finanzierà il 50% dell’opera. Salvini: ottima notizia

di Carlo Andrea Finotto e Andrea Gagliardi


Tav, presidente Senato francese: ottimista, il cantiere va avanti

5' di lettura

Niente consultazione popolare sulla Tav, in Piemonte, come voleva la Regione e in primis il suo presidente, Sergio Chiamparino. Sarebbe stato necessario un “election day” per risparmiare sui costi, ma il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha detto no, la strada non è percorribile. Si apre, però, un altro possibile fronte: anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, sventola l’ipotesi del referendum per accelerare l’iter dell’opera. Intanto l’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, Francesco Balocco annuncia che l’Unione europea finanzierà al 50% la Torino-Lione.

Balocco definisce «importante» la notizia, che «conferma quanto anticipato nei mesi scorsi». L’ufficializzazione è stata comunicata a Mantova da Iveta Radicova, coordinatrice Europea del Corridoio Mediterraneo – nel quale rientra il tratto Torino-Lione – in visita all’Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo), di cui Balocco è presidente del comitato di indirizzo .

L’Europa finanzia il 50% della Tav
«Lunedì 25 marzo – spiega Balocco – è stato deciso dall’Unione Europea che i finanziamenti relativi alla prossima programmazione per il corridoio mediterraneo nell’ambito dei progetti per l’interoperabilità, la decarbonizzazione e la digitalizzazione saranno pari al 50%. Notizia importante che vale anche per la Torino-Lione - sostiene - e conferma quanto anticipato nei mesi scorsi».

La Lombardia: Tav fondamentale. Se serve facciamo referendum
Sul tema Tav torna in maniera decisa anche il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, che definisce l’opera «fondamentale, perché ci collega definitivamente con l’Europa».

ASCOLTA L’AUDIO / Fontana a Radio 24: “Tav ineludibile, alla fine non ci saranno opposizioni, solo modifiche e rallentamenti”

Secondo Fontana la Tav «si deve realizzare a tutti i costi» e a proposito del possibile referendum: «Penso che queste scelte debbano essere fatte dalla politica, ma se fosse necessario, come è servito per l’Autonomia, dare la parola al popolo sono pronto a promuovere un referendum regionale».

Confindustria: Tav, prima si fa e meglio è
Sulla stessa lunghezza d’onda anche la posizione di Confindustria, ribadita dal presidente Vincenzo Boccia. «La Tav è un’opera simbolo, prima si fa e meglio è – ha detto Boccia – prima la sbloccano e meglio è, anche per evitare ansie nel Paese e recuperare credibilità con i partner europei». Il presidente di Confindustria ha sottolineato che la riapertura dei cantieri è anche cruciale per creare posti di lavoro. «Se lo sblocca-cantieri ha come obiettivo l’apertura immediata dei cantieri allora si creerà anche occupazione. Il lavoro dovrebbe essere, e noi lo diciamo da tempo, la priorità e la centralità degli obiettivi da parte dal Governo. Per creare lavoro serve la crescita e la riduzione del debito e bisogna affrontare queste priorità quanto prima».

Il presidente del Senato francese in visita al cantiere
Lunedì 25 marzo, intanto, il presidente del Senato francese, Gerard Larcher , ha visitato il cantiere della Torino-Lione a Sain Martin La Porte, anche per ribadire il sostegno della Francia all’opera. «La presenza del presidente del Senato francese è un messaggio importante anche per l’Italia» ha sottolineato Mario Virano, direttore generale di Telt, la società mista italo-francese promotrice della Torino-Lione. Dal canto suo, Larcher ha ricordato che la Tav «è un progetto tra due nazioni, è un progetto europeo che risponde a una necessità globale». «Questa opera – ha detto Virano – è un lungo percorso di cui gli accordi istituzionali hanno permesso l’avanzamento. In Italia c’è ancora qualcuno che non ha capito cosa sia il tunnel di base, basterebbe il buon senso: significa che i treni viaggiano in piano eliminando la pendenza della montagna».

Virano ha illustrato lo stato dei lavori in corso ricordando che due settimane fa sono stati pubblicati gli “avis” per i bandi di appalto . «Tutto sommato, con qualche problema, stiamo rispettando i tempi - ha aggiunto il dg di Telt - i lavori di ingegneria civile saranno finiti poi, prima dell’entrata in servizio della nuova linea, serviranno altri 2-3 anni per mettere a punto gli aspetti tecnici».

Il 6 aprile Sì Tav di nuovo in piazza. Senza bandiere politiche
Intanto il prossimo 6 aprile è in programma a Torino è in programma una nuova manifestazione organizzata dal fronte Sì Tav. In un primo momento sembrava che gli organizzatori – le cosiddette “Madamin” e Mino Giachino – potessero aprire l’iniziativa anche alle bandiere di partito. Ma proprio Giachino ha ribadito: «La piazza Sì Tav senza bandiere politiche conta molto di più. Manteniamo la stessa impostazione e non corriamo il rischio di rovinare tutto. Grazie alle precedenti iniziative il sostegno degli italiani all’opera è passato nei sondaggi dal 49 al 70%».

Chiamparino: Salvini nega consultazione popolare
Ora è poi ufficiale che il referendum sulla Tav non si farà. La consultazione popolare promosso dalla Regione Piemonte costerebbe oltre 10 milioni di euro. Per questo era stato chiesto al Viminale il via libera a un election day con le elezioni europee e le regionali del 26 maggio. Ma la risposta arrivata oggi dal Viminale è negativa. «Ho ricevuto la risposta del ministro Salvini - spiega il governatore Sergio Chiamparino - con la quale non si autorizza lo svolgimento della consultazione popolare, prevista dall'articolo 86 dello statuto regionale» nell'Election day del 26 maggio. «Evidentemente - aggiunge Chiamparino - l'opinione dei cittadini
fa paura»

«Ringrazio il ministro - commenta Chiamparino - che, valutando degna di considerazione la nostra proposta, fa riferimento a un non meglio precisato quadro legislativo nazionale e regionale che non contemplerebbe tale accorpamento. In assenza però di riferimenti normativi precisi, ritengo che semplicemente non si sia voluta esprimere la volontà politica di far pronunciare i cittadini, trovando le modalità tecniche per farlo senza costi aggiuntivi per la comunità, su un tema così importante per il Piemonte come quello della TAV»

La lettera del Viminale: accorpamento impossibile
Nella lettera del Viminale si legge che «l’attuale quadro normativo nazionale e regionale che disciplinba la materia non contempla l’accorpamento della sopra indicata consultazione popolare con le elezioni europee, amministrative e regionali. Si tratta infatti di procedimenti elettorali disciplinati da specifiche norme che ne regolano anche il contemporaneo svolgimento. In particolare , la possibilità di un accorpamento non è nemmeno prevista dallo statuto regionale, né mi risulta che, nel frattempo, siano state avviate dai competenti organi regionali iniziative normative in questa direzione».

Il referendum consultivo
La consultazione che Chiamparino aveva proposto è disciplinata dall'articolo 86 dello statuto del Piemonte. In base a questa disposizione, «la Regione può deliberare la consultazione di particolari categorie o settori della popolazione su provvedimenti di loro interesse». Inoltre, «la consultazione può essere indetta anche per categorie di giovani non ancora elettori, purchè abbiano compiuto i sedici anni». Per indire questo tipo di referendum basta una deliberazione del Consiglio, da votare a maggioranza semplice, che ne propone il tema, i tempi e le modalità di svolgimento.

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