scontro nel governo

Tav, M5S: «Opera vecchia, va rivista». Lega: «Mai discusso di stop»

di Vittorio Nuti

Alta tensione Tav.Salvini preme

3' di lettura

«Nel contratto di governo con la Lega abbiamo concordato che quell'opera va integralmente ridiscussa integralmente. Se poi vogliono fare il referendum (come proposto dal governatore dem del Piemonte Sergio Chiamparino, ndr) per smentire il Governo, non lo so». Nessun ripensamento nelle parole del ministro e vicepremier Luigi di Maio, che questa mattina intervistato da Omnibus (La 7) ha ribadito la linea dell'ala pentastellata del Governo sul collegamento ferroviario tra Italia e Francia. «il cantiere non va avanti. Come ministro dello Sviluppo non autorizzerò mai un'opera con la polizia antisommossa e il filo spinato, in questo modo non si farà mai. In più sta cambiando anche il sistema del trasporto merci. Il progetto della Torino-Lione risale a 30 anni fa», ha spiegato Di Maio, evidenziando ancora una volta la distanza sul punto con l'allegato di Governo.

Siri (Lega): con M5S mai discusso di stop a Tav
In casa Lega si pensa infatti diversamente. Per il sottosegretario leghista alle Infrastrutture Armando Siri, intervistato oggi da Qn, Lega e M5S non hanno «mai discusso uno stop della Tav», e nel contratto si parla di una molto più generica e non impegnativa «ridiscussione del progetto». La Tav «non è un'opera periferica ma fa parte di un corridoio europeo e, se non la facciamo, rischiamo di tagliare fuori l'Italia dai collegamenti strategici verso ovest», ha chiarito Siri, dando semaforo verde anche al Tap: «Al primo posto ci deve essere l'interesse generale del Paese, che non può essere tagliato fuori dallo sviluppo del continente».

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Il maxi vertice su Ilva e lo stop agli «atteggiamenti pariolini»
In seno alla maggioranza, gli attriti evidenti sulla Tav potrebbero essere la premessa a nuove tensioni per l'appuntamento di fine estate con la legge di Bilancio. In autunno, ha però rassicurato Di Maio, le priorità giallo-verdi rimarranno quelle annunciate: avvio della flat tax e reddito cittadinanza. Su questi temi il governo presenterà le proprie istanze all'Europa spiegando che «vogliamo le stesse possibilità degli altri paesi europei». In futuro a cambiare saranno anche gli interlocutori italiani dell'Esecutivo. Dopo aver criticato «l'atteggiamento pariolino» del Governo Gentiloni che si rivolgeva solo agli investitori, Di Maio ha difeso la scelta di convocare oggi al Mise un maxi vertice istituzionale sull'Ilva. «Se qualcuno si offende perchè ho invitato anche la società civile e non solo la politica si ricordi che quello di escludere è il metodo che con cui ci hanno portato al 50% a Taranto». Nella città pugliese «sono più rappresentativi alcuni comitati e associazioni di molti partiti: io non faccio come il mio predecessore che firmava i contratti in segreto».

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Dl Dignità: «Confindustria coerente, non i sindacati»
Sotto il profilo delle relazioni industriali, tra i temi caldi dell’estate parlamentare c’è ovviamente anche il decreto Dignità, da oggi all’attenzione dell’Aula di Montecitorio. Dopo aver sottolineato la coerenza di Confindustria sul dossier della riforma dei contratti a tempo determinato («difende gli interessi delle imprese») e, sul fronte opposto, l’incoerenza dei sindacati («non capisco come lo possano attaccare)», Di Maio ha parlato di evidente « momento di crisi» per quanto riguarda la rappresentanza dei lavoratori. Per il vicepremier M5S comunque «al momento si riesce a votarlo in Aula senza fiducia». Di Maio ha poi confermato che nella Legge di bilancio «l'obiettivo è di rendere il contratto a tempo indeterminato il meno costoso di tutti è già in questo decreto mettiamo degli sgravi per i contratti a tempo indeterminato sotto i 35 anni».

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