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Tav, Toninelli: stop a bandi e analisi costi-benefici condivisa con Parigi

2' di lettura

Sì all'analisi costi-benefici Tav Torino-Lione “condivisa” da Parigi e Roma e, nell'attesa, stop ai bandi di gara previsti entro dicembre per la costruzione del tunnel. Questo l’esito del bilaterale sulla Tav con l'omologo francese Elisabeth Borne sintetizzato dal ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli in una dichiarazione ufficiale al termine del faccia a faccia a Bruxelles. Il bilaterale segue alla grande manifestazione che sabato scorso ha portato in piazza a Torino 30mila persone del fronte dei cittadini e e degli enti intermedi favorevoli alla costruzione dell’infrastruttura.

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Valutazione condivisa, poi validazione esperti internazionali
La ministra Borne - spiega Toninelli - «ha preso atto dell'impegno formalmente assunto dal Governo italiano di ridiscutere integralmente il progetto della linea Tav Torino-Lione, come recita il Contratto di governo. Al riguardo, ho rappresentato la volontà, già più volte manifestata, di condividere con esperti francesi gli esiti preliminari della analisi costi-benefici che stiamo svolgendo, per sottoporla successivamente all'ulteriore e definitiva validazione da parte di studiosi internazionali».

Rinviata la pubblicazione dei bandi Telt
«La ministra Borne - conclude Toninelli - ha concordato sull’idea che, in vista di questo comune obiettivo, sia necessario rinviare la pubblicazione dei bandi di Telt per il tunnel di base, prevista entro dicembre. L’intesa con la Francia sul congelamento delle gare, fino al compimento dell'analisi costi benefici, sarà esaminata assieme alla Commissione Ue per non pregiudicare gli accordi internazionali».

Da aggiudicare gare per 5,5 mld nel 2019
Quest'anno la società italo-francese Telt prevedeva bandi di gara per circa 4 miliardi di euro, ed entro il 2019 bandi aggiudicati per complessivi 5,5 miliardi di euro. La ministra Borne a Bruxelles ha spiegato che in seguito alle analisi sull’opera fatte dal governo francese dopo l’insediamento del presidente Macron si è alla fine «deciso di rispettare i trattati internazionali», cioè di fare la Torino-Lione. «Lasceremo che l'Italia conduca le sue valutazioni, tenendo ben presente la necessità di non perdere i finanziamenti europei», ha concluso Borne.

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