alta velocità

Tav Torino-Lione, la Ue conferma: pronti a finanziare fino al 55% dei costi

di Carlo Andrea Finotto


Tav, Salvini: è opera fondamentale, con M5S si troverà accordo

2' di lettura

L’Unione europea è disponibile ad aumentare la sua partecipazione al finanziamento della linea ad alta velocità (Tav) tra Torino e Lione fino al 55% dei costi per la realizzazione del tunnel di base e l’intera tratta transfrontaliera. La conferma ufficiale è arrivata martedì 4 giugno da Iveta Radicova, coordinatrice del Corridoio mediterraneo europeo. Per il fronte italiano la notizia potrebbe essere a questo punto dirimente, dopo la “frenata” al progetto imposta soprattutto dalla componente M5S del governo a seguito della contestata analisi costi-benefici realizzata da un team di esperti coordinati dall’esperto e consulente Marco Ponti.

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Il documento Ue

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Proprio nei giorni scorsi, il vicepremier Matteo Salvini, all’indomani del successo della Lega – da sempre favorevole al completamento della Tav – alle elezioni europee, era tornato sull’argomento affermando che «se l’Europa sarà disponibile ad aumentare la propria partecipazione l’alta velocità Torino-Lione si farà », riaprendo, di fatto, uno dei fronti caldi all’interno dell’alleanza di governo giallo-verde.

L’opera transnazionale, nel tratto compreso tra Saint-Jean-de-Maurienne (in Francia) e Susa è attualmente in corso di realizzazione con un finanziamento Ue che raggiunge il 40% dei costi previsti e quantificati in 8,6 miliardi di euro. Alle recenti elezioni regionali in Piemonte sia la coalizione di centrosinistra, guidata dal presidente uscente Sergio Chiamparino, sia quella di centrodestra del nuovo presidente Alberto Cirio si sono espresse a favore della realizzazione dell’opera, considerata strategica. Il fatto che la Ue possa salire fino a una quota del 50% è sancito dal nuovo regolamento varato ad aprile e relativo proprio alle interconnessioni. Mentre un ulteriore 5% è reso possibile per quei progetti strategici gestiti da una società binazionale, come nel caso, appunto, della Torino-Lione con Telt, società italo-francese.

Iveta Radicova ha fatto riferimento alla necessità che da parte della Francia e dell’Italia vi sia una richiesta congiunta di maggior partecipazione da parte della Ue, ma anche al fatto che i lavori non si limitino a un semplice ammodernamento della linea, bensì rappresentino un vero elemento di interconnessione tra le reti europee.

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