Tav, i nodi e le tappe

LA TORINO-LIONE

Tav, tutte le date chiave per il futuro dell’opera

Metà luglio e fine settembre. Sono le due date chiave per il futuro della Tav. La prima è collegata alla lettera inviata dall’Europa a Italia e Francia, per chiedere un impegno chiaro a sostegno dell’opera. La seconda invece concerne i sei mesi di tempo a conclusione della prima procedura degli Avis de Marchès aperta a marzo scorso per i lavori di realizzazione del tratto francese del tunnel di base (2,3 mld)

di Filomena Greco


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3' di lettura

Metà luglio e fine settembre. Sono le due date chiave per il futuro della Torino-Lione. La prima è collegata alla lettera inviata dall’Europa ai due governi, Italia e Francia, per chiedere un impegno chiaro a sostegno dell’opera: recapitata venerdì scorso, chiede risposte in 15 giorni. La seconda scadenza arriva invece a fine settembre: si tratta dei sei mesi di tempo a conclusione della prima procedura degli Avis de Marchès aperta a marzo scorso per i lavori di realizzazione del tratto francese del tunnel di base (2,3 mld), che incrocia la seconda procedura, approvata dal cda di Telt di ieri (1 mld), che entro settembre arriverà alla fase di esame delle candidature presentate da parte delle imprese interessate a realizzare i lavori.

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Lavori in ritardo
I lavori finora realizzati sono in ritardo rispetto alla tabella di marcia fissata dopo il Grant Agreement del 2015 sottoscritto tra Italia, Francia e Europa. Quell’accordo prevede entro la fine del 2019 di affidare lavori per un totale di 1,9 mld a fronte di aiuti europei per 813 milioni. La data slitterà al 31 dicembre 2021, di fatto c'è condivisione tra gli Stati e la commissione, il processo è monitorato ma l'attenzione resta alta. Va da sè che il punto non è tanto quello del ritardo nella tabella di marcia quanto piuttosto la necessità che i due Governi, in primis quello italiano, chiariscano una volta per sempre la loro posizione.

Le richieste della commissione
La commissione chiede conto anzitutto di quanto annunciato dai due Governi mesi fa, quando il ministro Danilo Toninelli e la ministra francese Borne hanno chiesto alla commissione di prendere tempo, ribadendo però l’impegno a mantenere gli stanziamenti di risorse europee preziose e a proseguire nel rispetto degli accordi internazionali. A che punto è la possibile revisione del progetto? Come hanno deciso di procedere i due Paesi? Di questo chiede conto l'Europa, senza perdere di vista il fattore tempo, ricordato anche oggi da Iveta Redicova, coordinatrice del Corridoio mediterraneo, intervenuta a Torino ad una tavola rotonda organizzata da Confindustria Piemonte sul tema dei corridoi Ten-T. «La questione tempo è cruciale - ha sottolineato Radicova - c'è un timing che va rispettato se non vogliamo perdere le risorse».

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Redicova: il progetto continua
Il risultato dell'appuntamento di ieri a Parigi è chiaro, aggiunge la coordinatrice del Corridoio mediterraneo: «Il progetto continua». Ma aggiunge che «da parte dell'Europa c'è il pieno rispetto per le decisioni di ogni governo che può scegliere in qualsiasi momento di ritirarsi, di spendere oppure perdere il denaro messo a disposizione. Certo, se il governo italiano fermasse tutto sarebbe un errore per il futuro dell'Europa».

Cirio (Piemonte) a Conte: serve un impegno chiaro per la Tav
Al premier Conte ha scritto questa mattina il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio che ha chiesto all'Esecutivo due cose: prendere un impegno chiaro a sostegno della Tav e nominare un nuovo presidente per l'Osservatorio sulla Torino-Lione, un passaggio che sta a cuore al nuovo presidente del Piemonte per sbloccare la partita delle compensazioni per i territori, 42 i milioni stanziati. «Per noi - ha sottolineato Cirio - l'opera è irreversibile e la decisione di ieri va in questa direzione».

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Il contributo dell’Ue
Infine, la volontà politica dell'Europa di portare il proprio contributo a sostegno dell'opera dal 40 al 50%, sia per la tratta internazionale che per le tratte nazionali, ancora in fase di progettazione preliminare, riapre la questione della sostenibilità finanziaria dell'opera. Anche alla luce del fatto che alla Torino-Lione, come spiegava ieri Radicova, in quanto gestita da un promotore unico e binazionale, “merita” un contributo aggiuntivo del 5%. Questo scenario cambia le cifre in campo.

Il contributo da parte dell'Ue ammonterebbe a 4,73 miliardi se si calcola il 55% del costo totale della tratta internazionale della Torino-Lione, fissato in 8,6 miliardi, contro l'ipotesi iniziale che fissa la quota in capo all'Ue nel 40%, 3,44 miliardi. In valore assoluto circa 1,3 mld in più. Cifre che rappresentano stime sommarie, alla luce di almeno una questione: dal totale degli 8,6 mld andrebbe sottratta la quota pari a 1,9 mld frutto del precedente accordo tra Stati e Europa, che potrebbe usufruire soltanto del 40% di fondi dall'Ue, mentre il contributo al 55% andrebbe calcolato sulla rimanente quota. In questo caso il contributo raggiungerebbe i 4,5 mld totali, poco più di un miliardo in più rispetto al passato.

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