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Auto, Tavares: «Con la Guerra in Ucraina, l’energia è diventata la vera emergenza»

Tavares fa chiarezza su auto elettriche, futuro dei brand e situazione legata all'invasione russa in Ucraina

di Mario Cianflone

3' di lettura

Carlos Tavares fa chiarezza sul futuro del Gruppo Stellantis, in occasione della prova dinamica della nuova Alfa Romeo Tonale. Oltre allo stato di salute dei diversi brand, il manager portoghese ad una domanda diretta de il Sole 24 Ore ha espresso il suo pensiero in materia di approvvigionamento energetico, sostenibilità e elettrificazione.

«Il punto interrogativo oggi è cosa farà l’Europa, come regione globale» sul fronte dell'approvvigionamento dell'energia e «io credo che da parte dell'Europa ci sarà una accelerazione sull'elettrificazione con meno dipendenza dalle fonti fossili». «Alla luce della guerra in Ucraina la questione energetica è tornata sul tavolo, come avere una energia pulita e sostenibile?», ha continuato Tavares, spiegando che «questo - per esempio - riapre il dibattito sul nucleare».

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L'approvvigionamento di energia pulita, ha sottolineato Tavares, «è esattamente il punto che abbiamo sollevato da 7 anni, purtroppo il livello di ascolto attivo da parte dei governi non è stato molto elevato. Ora ci si domanda: da dove arriverà l'energia?» e per Tavares ci sarà «una spaccatura in Europa, c’è chi aumenterà l'energia rinnovabile (per esempio in Portogallo è al 61%). Altri paesi torneranno a ciò che hanno sempre pensato, per esempio la Francia al nucleare e il blocco orientale dovrà decidere se tornare indietro – essere attaccati ai fossili più a lungo - o accelerare su rinnovabili. Oppure trovare nuove fonti di gas».  

Energia pulita

Altro punto arriva sull’attenzione alla ricerca di energia sostenibile. «Come società occidentali noi avremmo dovuto iniziare dall’energia (pulita) prima di imporre i veicoli elettrici». Ha sottolineato Tavares. «Negli ultimi 7 anni abbiamo detto ai capi di Stato che bisogna partire dall’energia. Alcuni anni fa il livello di fiducia nei costruttori di auto non era molto alto. Abbiamo ascoltato gli stakeholders ma noi non venivamo ascoltati molto. Noi abbiamo sempre detto che le auto elettriche le avremmo prodotte, oggi esistono e si possono comprare», ha continuato Tavares, spiegando che «c’era un altro punto strategico ed è l’energia».  

Guerra in Ucraina, cosa cambia per l’automotive

«L'impatto della guerra su Stellantis per ora è marginale, c’è un impatto limitato economico sull'azienda. Ma è evidente che l'impatto di questa guerra rispetto all'ambiente esterno, come sull'inflazione, sarà molto significato ma sarà così per tutti, non solo per Stellantis». Lo ha detto Carlos Tavares, ceo di Stellantis, ad una domanda diretta de Il Sole 24 Ore. «Siamo nelle stesse condizioni dei concorrenti. L'ambiente esterno sarà danneggiato è vero ma le cose sono sotto controllo per Stellantis», ha sottolineato Tavares. 

Crisi dei chip

«La fornitura di semiconduttori è ancora problematica. Sta migliorando con alcuni fornitori, meno con altri. La situazione è simile a quella del 2021, non vedremo miglioramenti importanti in 2022». Lo ha detto Carlos Tavares, ceo di Stellantis, in un incontro con la stampa. «La differenza (tra il 2021 e 2022, ndr) sta nel fatto che il numero di aziende fornitrici problematiche sta diminuendo, molti fornitori hanno capito come gestire la loro filiera e possono aiutarci. Altri non sono stati in grado di farlo», ha continuato Tavares, specificando che «siamo danneggiati al massimo da 3-4 fornitori. Gli altri hanno imparato come monitorare la loro filiera. Le cose inizieranno a migliorare nel 2023. Nel mio piano non prevedo un miglioramento già nel 2022, voglio mantenere le previsioni sostenibili». 

Futuro dei brand

Carlos Tavares ha fatto chiarezza anche sul futuro dei brand. «Spesso mi dicono di tagliare un brand  ma non credo che sia etico,  un brand ha dietro di sè una lunga storia, io amo i nostri brand e voglio che tutti i miei brand, compresi quelli italiani, abbiamo una chance». Così Carlos Tavares, ceo di Stellantis, in un incontro con la stampa. «Per alcuni anni i brand italiani non sono stati nutriti per esprimere la loro visione. Io sto cercando di dare una possibilità a tutti i brand italiani, perchè possano dimostrare il loro talento e avere utili ricorrenti che permettano loro di avere un futuro chiaro», ha osservato ancora spiegando di aver dato «10 anni ai ceo di ciascun brand per pianificare prodotti e strategie e ora hanno i fondi a disposizione». Tra le novità anche la definizione del design dei futuri modelli Lancia.

(Ha collaborato Simonluca Pini)

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