ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùProseguoo le code in stazioni e aeroporti

Taxi: è scontro fra governo e sindaci sulle licenze

E nelle città proseguono le code alle stazioni e in aeroporto per mancanza di auto bianche

di N.Co.

Prendere un taxi è sempre di più un percorso a ostacoli

3' di lettura

É scontro aperto tra governo e sindaci sull’emergenza taxi. Nelle città intanto proseguono le code alle stazioni e in aeroporto per mancanza di auto bianche. L’approvazione definitiva del decreto Asset dovrebbe risolvere - nelle intenzioni del governo - l’annoso problema legato allo strutturale incremento della domanda di taxi e alla scarsità delle vetture nei comuni capoluogo di regione, sede di città metropolitana o di aeroporto.

Salvini, è un servizio assolutamente insoddisfacente

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini attacca: «Da utente il servizio taxi non è all’altezza soprattutto nelle grandi città, dove ci sono grandi sfide in futuro, il Giubileo, le Olimpiadi invernali, Roma candidata all’Expo. Ora abbiamo messo in mano ai sindaci - dice al question time alla Camera - la possibilità di aiutare i loro cittadini prendendosi la responsabilità delle loro iniziative. Chi non lo farà poi non vada a cercare in casa altrui la responsabilità di un servizio ad oggi assolutamente insoddisfacente». E ricorda che «il decreto Asset è un punto di partenza, ora bisogna passare dalle parole ai fatti».

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Il decreto Asset consente il 20% di licenze in più

Il decreto concede la possibilità di assegnare licenze incrementali sui taxi, arrivando fino al 20% di licenze in più. Finora, dice però Salvini, i sindaci non hanno messo in moto la macchina: «non ho visto nessun sindaco fare i bandi per assegnare le licenze». E i sindaci che non lo fanno, ha detto Salvini, citando espressamente il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, «vuol dire che sono contenti del servizio che offrono ai cittadini». Anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha invitato i primi cittadini a «non accampare scuse», citando in particolare il sindaco di Roma.

Gualtieri: decreto fatto male e inutilizzabile

«Il decreto è fatto male, è inutilizzabile», replica il sindaco della capitale Roberto Gualtieri, ad ogni modo, fa sapere che venerdì farà partire l’iter per l’aumento delle licenze: «c’eravamo fermati - spiega - per via delle norme nuove attese dal governo, che però non si possono usare. Ci vorranno dei mesi, ma abbiamo deciso di farlo e lo faremo». Il giorno dopo la bocciatura degli emendamenti al decreto che potevano essere utili per i Comuni, dice Gualtieri, «ho convocato per venerdì il tavolo sindacale che è il primo step per aumentare le licenze».

Sala: serve l’autorizzazione della Regione

Stessa linea per il sindaco di Milano, Beppe Sala: il Comune, fa sapere, «se la legge è cambiata, agirà». E spiega che «al di là delle dichiarazioni del ministro Salvini io non ho ancora visto un decreto legge che vada in quella direzione, e va bene. Ma quello che abbiamo pensato sino a stamattina è che dobbiamo attendere l’autorizzazione della Regione. Abbiamo bisogno di più taxi, se siamo noi nella possibilità cercheremo senz’altro di farlo».

Odg: un registro elettronico per gestire l’incremento delle licenze

Intanto il decreto Asset, che ha ottenuto la fiducia il 4 ottobre 2023 con 202 voti favorevoli, sarà convertito in legge il 5 ottobre e ci saranno licenze aggiuntive per i grandi comuni e per quelli dove c’è un aeroporto (circa una sessantina, è la stima del Mimit). Alla Camera ha ottenuto il voto positivo un ordine del giorno del M5s che prevede un “registro elettronico” per gestire l’incremento delle licenze, ma invita anche il governo a predisporre un provvedimento per regolare l’attività degli Ncc.

Bittarelli (3570 e Uri): vanno risolti i problemi di Tpl e viabilità

Intanto Assoutenti attacca: c’è un «vergognoso scaricabarile sulle spalle dei cittadini». E Loreno Bittarelli, presidente radiotaxi 3570 e Uri ricorda che i taxi sono l’ultimo anello di una catena, perché prima vanno risolti i problemi. E punta la lente sulle infrastrutture insufficienti e sulla necessità di migliorare la viabilità dei mezzi pubblici. «La verità - dice Bittarelli - è che i taxi sono rimasti l’unico servizio di trasporto pubblico che funziona, e che peraltro, a differenza di tutti gli altri, non costa nulla alla collettività. Se tutti gli altri servizi di trasporto non funzionano, noi da soli non possiamo farcela. Essere cornuti e mazziati, però, ci sembra davvero troppo».

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