accordo con il governo

Taxi, schiarita dopo le tensioni. Entro un mese decreto di riordino del settore

3' di lettura

E dunque si allentano le tensioni sui taxi. Al termine di una lunga mediazione, tra scontri di piazza a Roma e blocchi in diverse città, arriva ieri sera al tavolo con il ministro Delrio l'intesa su due decreti, uno per il riordino del settore e l'altro per la lotta all'abusivismo. Una soluzione che superi quindi di fatto il contenuto dell'emendamento al Milleproproghe a firma di Linda Lanzillotta che ha scatenato la protesta. I decreti dovranno includere tutti i temi, già concordati con le categorie a suo tempo, tra cui miglioramento del sistema di programmazione e organizzazione su base territoriale, regolazione e salvaguardia del servizio pubblico, necessità di migliorare i servizi ai cittadini evoluzione tecnologica del settore, lotta all'abusivismo, migliore incontro tra domanda e offerta. «L'impegno è a iniziare i lavori domani e a concluderli per presentare i testi entro un mese», spiega il ministero precisando che tutte e 21 le sigle hanno siglato il verbale che prevede un'immediata sospensione della protesta. Domani le assemblea delle diverse sigle. Da oggi si svolgeranno le assemblee per illustrare alla base i termini dell'intesa.

Al grido di «il servizio pubblico non si tocca» erano arrivati a Roma migliaia di tassisti da tutta Italia per protestare contro l’emendamento contenuto nel decreto Milleproroghe approvato dal Senato (e da oggi in discussione alla Camera) che favorirebbe Uber, la multinazionale del noleggio privato. In piazza a manifestare anche gli ambulanti che protestavano contro la direttiva Bolkestein che elimina gli ostacoli alla liberalizzazione dei servizi.

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Decreto entro trenta giorni
Alle 15 di ieri l’incontro tra i sindacati dei tassisti e il ministro alle Infrastrutture, proseguito per tutto il pomeriggio. Un confronto lungo e difficile, terminato poco dopo le 21 con quella che è apparsa a molti osservatori una vittoria del fronte della protesta. In particolare, Delrio ha proposto l'apertura di un tavolo per mettere mano al riordino del settore, precisando comunque che la legge 21/1992 (la legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea) resterà in vigore così come l’articolo 29 1-quater, che regolamenta il settore degli Ncc.

Stop alla protesta dopo gli impegni assunti dal Governo
In base al verbale dell’incontro, il tavolo di lavoro concordato con i rappresentanti dei tassisti dovrà predisporre uno schema di decreto interministeriale con misure «tese ad impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio noleggio con conducente o, comunque, non rispondenti ai principi ordinamentali che regolano la materia». In scaletta anche la definizione dei uno schema di decreto legislativo delegato per il riordino della legge quadro 21/1992 ripartendo dal testo proposto dal governo. Tali decreti «dovranno includere tutti i temi, già concordati con le categorie a suo tempo, tra cui miglioramento del sistema di programmazione e organizzazione su base territoriale, regolazione e salvaguardia del servizio pubblico, necessità di migliorare i servizi ai cittadini evoluzione tecnologica del settore, lotta all'abusivismo, migliore incontro tra domanda e offerta». In risposta agli impegni assunti dal Governo, i tassisti hanno deciso di concludere immediatamente la protesta e di far riprendere il servizio.

Tassisti contro la concorrenza: perché sono necessarie regole certe (e senza rinvii)

L’emendamento contestato
L’emendamento contenuto nel decreto Milleproroghe e contestato dai tassisti sospende ancora (questa volta fino al 31 dicembre 2017) l’efficacia della norma del 2008 (decreto legge 207, articolo 29, comma 1-quater) che mette forti paletti ai noleggi con conducente (Ncc). La norma infatti dispone che: gli Ncc possono operare solo con i clienti che si presentano nella loro rimessa e chiedono di essere trasportati; i veicoli Ncc possono stazionare solo «all'interno delle rimesse o presso i pontili di attracco»; la sede del noleggiatore (vettore) e la rimessa possono essere situate solo nel territorio del Comune che ha rilasciato l'autorizzazione a svolgere l’attività di Ncc. Dunque, niente prenotazioni telefoniche come i taxi né app come quella che ha reso possibile l’avvento di Uber.

Tassisti e ambulanti protestano a Roma

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