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TeamSystem: «le forze politiche continuino sulla strada delle riforme, Pnrr opportunità storica»

Parla il ceo Federico Leproux, commentando gli effetti della crisi di governo sull'economia digitale

di Simona Rossitto

Federico Leproux, ceo di TeamSystem

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il Pnrr «è un'opportunità di portata storica» e, anche dopo la crisi di Governo che aumenta il fronte di incertezza, rappresenta «un elemento irrinunciabile per l'Italia». Lo afferma Federico Leproux, ceo di TeamSystem, società che offre soluzioni digitali per aziende e professionisti da oltre 500 milioni di ricavi l'anno, in un'intervista con DigitEconomy.24 (report del Sole 24 ore Radiocor e della Luiss Business School) sulle conseguenze dell'attuale situazione politica per l'economia digitale. «Confido - prosegue il manager – che qualunque sia l'evoluzione istituzionale, tutte le forze in campo pongano il concreto obiettivo di continuare sulla strada delle riforme che sono necessarie per la ricezione dei fondi provenienti dall'Europa e per la competitività».

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La fase di incertezza che si è aperta con le dimissioni del presidente Mario Draghi potrebbe influenzare anche l'attuazione del Pnrr nella messa a terra e nell'implementazione delle reti digitali?

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta un'opportunità di portata storica per digitalizzare in modo esteso il nostro tessuto imprenditoriale, per lanciare una vera e propria trasformazione digitale di sistema e costruire un'economia più dinamica, sostenibile, tecnologica e inclusiva. Si tratta di un elemento irrinunciabile per l'Italia, per il suo futuro, ma anche per il suo presente, soprattutto alla luce di una pandemia che ha avuto – e sta ancora avendo – impatti significativi sul sistema economico nazionale e sulla vita di imprese e cittadini. Confido che qualunque sia l'evoluzione a livello istituzionale, tutte le forze in campo si pongano il concreto obiettivo di continuare sulla strada delle riforme che sono necessarie per la ricezione dei fondi provenienti dall'Europa e per la competitività del sistema imprenditoriale italiano.

S iete preoccupati che il processo di digitalizzazione intrapreso in Italia possa subire delle battute di arresto?

Inizieremmo di certo a preoccuparci se ci rendessimo conto del concreto rallentamento del percorso di digitalizzazione, perché non possiamo permettercelo come Paese. Rischieremmo di perdere il treno della crescita. È ormai sotto gli occhi di tutti l'importanza del digitale per il nostro sistema, così come è chiaro che il destino dell'Italia sia strettamente legato al modo in cui il Paese saprà utilizzare i fondi del Pnrr. È una strada intrapresa, da cui non è più possibile tornare indietro e che va percorsa con passo spedito: ne va della possibilità di semplificare la vita alle nostre aziende e di rendere più competitivo il sistema "Italia". È necessario guardare al digitale come fattore abilitante dell'incremento della produttività, in una nazione come la nostra storicamente caratterizzata da una forte impronta industriale e manifatturiera. Paesi come Francia e Germania – negli ultimi 20 anni – sono riusciti a incrementare la propria produttività in modo significativo, mentre l'Italia è rimasta particolarmente indietro. La transizione del digitale può essere determinante per colmare questo gap storico.

Che cosa chiederete al prossimo Esecutivo? Quali le priorità secondo voi nell'ambito dell'economia digitale?

Chiediamo sostanzialmente di dare seguito – senza esitazione – a quelle riforme strutturali irrinunciabili per modernizzare il Paese e obbligatorie per sbloccare nei tempi previsti i fondi del Pnrr. Parallelamente, è vitale predisporre al meglio tutti quei provvedimenti che possano avvicinare realmente gli interventi del Pnrr anche alle Pmi, non solo alle grandi imprese, rendendo accessibili ai soggetti che ne devono fruire ogni strumento, ogni procedura, ogni passaggio burocratico.

Sul fronte dei vostri progetti e investimenti prevedete qualche cambiamento?

No, daremo seguito alla nostra strategia, volta rafforzarci ulteriormente sia nel fintech sia nel segmento dell'Intelligenza artificiale, forti di un solido posizionamento sul settore digitale, con più di 1,7 milioni di clienti che operano sulle piattaforme proprietarie e in cloud. Abbiamo chiuso il 2021 con un fatturato di 545 milioni di euro (+18,7% rispetto al 2020) e un ebitda di 235 milioni (+12,9% nel confronto con il 2020), e per il 2022, prevediamo una crescita con un ritmo simile.

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