Asia e Oceania

Teatro Massimo di Palermo in Giappone: la tournée dell'orgoglio

dal nostro corrispondente Stefano Carrer

4' di lettura

Orgoglio e' la parola che più ricorre in questi giorni tra gli esponenti del Teatro Massimo di Palermo, ormai al termine della tournée in Giappone, dove hanno portato in cinque citta' “Traviata” e “Tosca”, entrambe con la regia di Mario Pontiggia e le scene di Francesco Zito. Sono in 150 tra artisti e tecnici, nella trasferta organizzata dalla Concert Doors, guidata dal general manager Masayuki Kobayashi, da molti anni attivo nel presentare il meglio dell'opera italiana al pubblico giapponese.
“Come si sa, la Sicilia vive di orgoglio - afferma il direttore artistico Oscar Pizzo - Adesso che la tournée sta finendo, ci portiamo con noi un valore aggiunto: orgoglio di esser stati in Giappone e orgoglio per come una regione come la Sicilia, Sud d'Italia, abbia saputo esportare un bene prezioso, un gioiello come l'opera - una delle espressioni artistiche più complesse - cogliendo un successo al di la' di ogni previsione”.

Profumo liberty palermitano. Orgoglio anche per lo specifico allestimento di “Traviata”. “Ha avuto un grande successo a Palermo e ha riportato lo stesso successo in Giappone - continua Pizzo - Un allestimento recentissimo costruito sulla storia di Palermo, tutto dedicato al Deco' palermitano. Si dice che l'Art Deco' sia nata in Francia ed e' vero, ma certamente la Sicilia e' una delle regioni che più ha sviluppato quest'arte dei primi del Novecento, il che forse non e' ancora troppo conosciuto. Portarla in Giappone e' di buon auspicio per cercare di portarla un po' ovunque”.
Kobayashi si dichiara lui stesso orgoglioso di aver portato il Massimo in Giappone, con “una prima assoluta come il liberty palermitano in scena”, grazie alle scene firmate da Francesco Zito e da Antonella Conte. Un omaggio alla Belle époque di Palermo e ai suoi grandi interpreti: gli imprenditori Florio e Ducrot e l'architetto Ernesto Basile, che realizzò il Teatro Massimo. “Abbiamo pensato – spiega Zito, di origine palermitana – che sarebbe stato bello portare in Giappone un'opera prodotta dal Teatro Massimo che rappresentasse questa grande epoca di Palermo. Nel primo atto la scalinata è ispirata a quella del Villino Florio, nel secondo atto la casa di campagna riproduce fedelmente la serra di Villa Whitaker, nella scena del ballo il boccascena è decorato da un fregio Liberty tratto da una carta da lettere dell'impresa Ducrot. E i tappeti sono riproduzioni stampate su moquette di originali di William Morris. Per me è un po' la memoria di una città che non ho conosciuto ma che mi è stata trasmessa dalla mia famiglia”.

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I programmi internazionali. Protagonista di “Traviata” e' stata la star palermitana Desirée Rancatore come Violetta, affiancata da Antonio Poli come Alfredo, mentre Leo Nucci (un veterano non solo della lirica ma del Giappone, dove va dal 1981 ed e' molto amato) e' stato il severo papa' Germont. Sul podio Ivan Ciampa.
“C'e' davvero un profumo palermitano in questa Traviata che abbiamo portato in Giappone - afferma il sovrintendente Francesco Giambrone - Il Teatro Massimo continuerà a proporsi anche all'estero come alfiere della tradizione musicale italiana e anche della nostra tradizione del 'mettere in scena' il melodramma, qui con due produzioni che sono all'antica maniera di costruire l'opera, nei nostri laboratori, con la preziosità di un artigianato teatrale di grande qualità. La Fondazione sta facendo un gran lavoro in questi anni per radicarsi nella citta' ma anche per esser presenti all'estero: in Oman l'anno scorso, quest'anno in Giappone e sono gia' previste altre trasferte nelle prossime stagioni. Ad esempio, ancora in Oman nel 2019. E andremo all'estero non solo con opere, ma anche con concerti sinfonico-corali”.

Il Massimo di Palermo: in Giappone la tournée dell'orgoglio

Il messaggio di Orlando. Il sindaco di lunga data e neo-sindaco - nonché presidente della Fondazione - Leoluca Orlando non ha potuto presenziare ai successi di Tokyo ma lo avrebbe desiderato. “Lui che ha molto a cuore la dimensione internazionale della citta' sarebbe stato qui con noi molto volentieri - prosegue Giambrone - Ma e' stato appena rieletto e, dovendo essere proclamato sindaco, e' dovuto restare a Palermo. Ci ha inviato un caloroso messaggio di augurio”. “Auguri di buon lavoro a tutti voi – ha scritto Orlando - Artisti ospiti, professori d'orchestra, artisti del coro, tersicorei, tecnici e staff che con questa grande presenza internazionale del Teatro state contribuendo in maniera significativa a portare alto il nome della nostra Città e la grande tradizione musicale di cui il nostro Paese è testimone. Il Teatro Massimo rappresenta oggi, nel panorama internazionale, una delle istituzioni più interessanti, dinamiche, attive e prestigiose”.

Entusiasmo e coesione. “E' una tournée logisticamente e tecnicamente complicata, che ha dimostrato tra l'altro una grande disciplina dei nostri corpi artistici - afferma il segretario artistico Marcello Iozzia - Ha inoltre contribuito a creare una sempre maggiore coesione nelle maestranze del teatro. In questi casi si crea entusiasmo, l'orgoglio nazionale esce e si da' il massimo di se stessi”.
“L'onore e la gioia di portare la cultura italiana nel mondo e specialmente in Giappone, Paese che ama molto l'opera, credo sia sempre un fatto che porta orgoglio e soddisfazione”, afferma Gianluca Martinenghi, che ha diretto “Tosca” e tra l'altro si dice colpito da “un fatto tecnologico: ho riscontrato in tutti i teatri una acustica al limite della perfezione, che di suo aggiusta e fonde i suoni tra golfo mistico e palcoscenico perfettamente”. Inoltre “la risposta emotiva del pubblico all'opera rivela una passione che e' difficile riscontrare a livello internazionale: evidentemente la vivono profondamente proprio come dramma, oltre che come fatto musicale. E Tosca sicuramente, come dramma, e' uno dei più belli scritti nella storia della musica”.

Opera viva. “Stasera e' andata benissimo - dice al termine della rappresentazione di “Tosca” al Bunkamura di Shibuya il tenore Marcello Giordani - Sono alla mia quinta trasferta in Giappone: ogni volta la citta' e il pubblico mi sorprendono. E poi, cantare con colleghi straordinari come Angela Gheorghiu da' energia, da' quella novità' scenica che conferisce unicità a ogni rappresentazione e rende questo mestiere interessante”. “Non c'e' nulla di scontato: ogni serata e' diversa - continua Giordani (in procinto di andare all'Arena di Verona come Pinkerton in Madama Butterly) - . Stasera ci siamo divertiti. Abbiamo trovato movimenti scenici e atteggiamenti, nel duetto amore o nelle azioni e negli sguardi, assolutamente diversi da come abbiamo fatto nella recita precedente. Sono fattori che rendono l'opera davvero viva, anche per noi performers”.

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