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Tecnica Group, sci e outdoor in vetta grazie all’estero

L’innovazione trascina il fatturato oltre i 400 milioni e la crescita fa anticipare di 1 anno il nuovo piano industriale

di Marcello Frisone

Tecnica Group, la storia della famiglia Zanatta che ha inventato i Moon Boot

L’innovazione trascina il fatturato oltre i 400 milioni e la crescita fa anticipare di 1 anno il nuovo piano industriale


4' di lettura

In un contesto economico dove le imprese italiane sono spesso preda di acquisizioni da parte di società straniere, Tecnica Group - uno dei grandi player mondiali della calzatura outdoor e dell’attrezzatura da sci - fa invece shopping di aziende tedesche e austriache. Il fatturato 2019, poi, stimato a circa 410 milioni (l’obiettivo pianificato a budget era 409, al di sopra del piano industriale che ne prevedeva meno di 400) grazie a continue innovazioni dei prodotti, proviene per il 93% dall’export, con Germania e Stati Uniti che fanno registrare rispettivamente +23% e +13 per cento. Insomma, continuano a provenire belle notizie dallo “sport system” tricolore che si aggiungono a quelle dei mesi scorsi sull’aggiudicazione da parte dell’Italia - giusto per rimanere agli sport della montagna alle prese con la stagione invernale - del Mondiale 2020 di Biathlon ad Anterselva, dei Campionati del mondo 2021 di sci alpino a Cortina e, nel 2026, dei Giochi olimpici Milano-Cortina.

I conti del gruppo trevigiano
Tecnica Group (nella quale gravitano Tecnica, Blizzard, Lowa, Moon Boot, Nordica, Rollerblade, Riko Sport) chiude il terzo trimestre con risultati in crescita, superiori alle previsioni del piano economico. Archiviato il 2018 con un fatturato che ha superato i 400 milioni, in crescita dell’8% rispetto al 2017, i risultati al 30 settembre 2019 confermano il sostanziale raggiungimento, con un anno di anticipo, degli obiettivi previsti per l’anno 2020.

I dati al 30 settembre 2019 segnano un fatturato a +5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, confermando la tendenza degli ultimi anni e spostando al rialzo le previsioni di crescita. Per quanto riguarda l’Ebitda, che a fine 2018 si era attestato a 40,5 milioni, la previsione è di un aumento più che proporzionale. «Il dato scorporato - commenta dal quartier generale di Giavera del Montello l’amministratore delegato Antonio Dus - mostra che negli ultimi 4 anni crescono sia i brand del gruppo legati alla montagna estiva, sia quelli legati al mondo neve: Lowa +19%, Nordica +30%, Blizzard/Tecnica +35%. Da segnalare Moon Boot®, cresciuto più del 50%, che quest’anno ha celebrato l’anniversario dei 50 anni dalla fondazione e l’introduzione della prima collezione estiva».

Dopo 20 anni di esperienza nel mondo della “sport industry”, nel 2015 Dus assume il ruolo di ad di Tecnica Group ed elabora un piano di sviluppo economico per il 2016-2020 basato su 2 obiettivi: la valorizzazione di ogni singolo brand e una politica di innovazione continua per far vivere al consumatore esperienze memorabili. «Sulla base dei risultati - dice Dus - stiamo già lavorando a un nuovo piano economico, da far partire con 1 anno di anticipo».

Dal 1960 sempre in mani italiane
Il mondo dello “sport system”, sviluppatosi in modo frammentario tra gli anni ’40 e ’60, si è pian piano andato centralizzando. Oggi la competizione si svolge a livello globale tra grandi gruppi che controllano i marchi più conosciuti: Amer Sport (a cui fanno capo Salomon e Atomic) è passata nel 2018 sotto il controllo di un fondo cinese; Dal Bello, K2 e Völkl sono del fondo americano Kohlberg & Company ; la francese Rossignol, insieme a Lange e Dynastar, dal 2013 fa capo al fondo svedese Altor equity partners.

Tecnica Group è l’unico tra i grandi player del settore ad aver mantenuto la proprietà e il controllo nelle mani della famiglia Zanatta (che l’ha fondata nel 1960 con Giancarlo, rappresentata adesso dal figlio Alberto) e quando ha scelto la via della ricapitalizzazione lo ha fatto cercando una partnership tutta italiana che ha visto entrare al 40% Italmobiliare di Carlo Pesenti.

Un gruppo da 3.500 dipendenti
Tecnica Group oggi conta 3.500 dipendenti e opera in 55 Paesi, direttamente o attraverso 10 filiali e una joint venture in Cina. I collaboratori in Italia sono 350, occupati soprattutto a G iavera del Montello (Tv), dove sono localizzate le divisioni strategiche di Ricerca & sviluppo, direzione, marketing. «In un panorama di fondi stranieri che fanno shopping di marchi italiani - sottolinea Dus -, noi abbiamo la proprietà di alcuni storici marchi, la tedesca Lowa e l’austriaca Blizzard. Proprio attraverso Lowa, che è uno dei più importanti produttori al mondo di calzature outdoor, abbiamo finalizzato quest’estate l’acquisto del suo principale fornitore, Riko Sport, un’azienda da circa 110 milioni di fatturato e 1.900 dipendenti». La crescita per competere tra i colossi del settore porta a Piazza Affari? «La quotazione - risponde l’ad - non deve essere fine a se stessa, è uno strumento utile se rientra in un piano più ampio e sarà tema degli azionisti a tempo debito. Non possiamo escluderla in futuro, ma al momento non rientra tra le nostre necessità».

La sfida di prodotti innovativi
La prossima sfida è quella di fornire prodotti sempre più a misura di consumatore, anche identificando nuovi potenziali mercati. Nordica (che fa parte del gruppo dal 2002 e che ha celebrato nel 2019 i suoi 80 anni) ha appena presentato un innovativo scarpone chiamato HF (Hands Free), senza ganci ma con una sola leva posteriore, che si può calzare senza bisogno di chinarsi e usare le mani. Il prodotto è stato studiato per i “senior skier”, sciatori over 60 che - secondo una ricerca H-Farm condotta su un campione di oltre 3.000 utenti in Italia, Francia e Austria - rappresentano il 7% del mercato, hanno disponibilità di spesa superiore alla media e cercano attrezzature performanti ma più facili da usare. «Innovare - conclude Dus - significa sviluppare nuove tecnologie che offrano al consumatore un’esperienza sempre più dedicata. Vale per nuovi prodotti, ma anche per servizi pre e post vendita. Ci muoviamo quindi su livelli diversi, sia in ambito produttivo sia digitale, perché questa esperienza sia eccezionale».
La galassia dell’inventore dei Moon Boot

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    Marcello FrisoneRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese, francese

    Argomenti: Sport-Risparmio-Finanza-Norme-Tributi

    Premi: 31 marzo 2017 - Menzione d'eccellenza giornalista economico al premio Loy, banking and finance award

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