il lavoro ad alta quota

Tecnici manutentori, guide e maestri l’inverno più nero

di Barbara Ganz

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3' di lettura

La paralisi della stagione sciistica è ricaduta non solo sulle imprese che producono materiali per lo sport, ma anche sulle professioni della montagna, che hanno atteso di conoscere le proprie prospettive di fronte ai continui rinvii.
È il caso, ad esempio, dei Tecnici per la manutenzione degli articoli sportivi: solo in Alto Adige - secondo la locale lvh.apa Confartigianato Imprese, «oltre 1.500 posti di lavoro che dipendono dalla riapertura delle aree sciistiche, e il conteggio riguarda unicamente il comparto del service e del noleggio sci – ha ricordato il presidente della categoria Roberto Moling -. Ripartire, seppur in ritardo, non fa sparire del tutto le nostre preoccupazioni, ma è un passo nella giusta direzione».
Nel corso di questa stagione invernale tutto il settore ha dovuto fronteggiare gravi perdite e alcune aziende non hanno mai aperto. Il tutto senza contare che ogni anno le ditte investono diverse migliaia di euro in nuovi materiali: «Senza i profitti dei mesi invernali, per queste realtà economiche risulterà davvero difficile pagare le merci senza dover ricorrere a dei prestiti. Anche se siamo un piccolo gruppo, non meritiamo di essere dimenticati», conclude Moling.
Il tema dei ristori - quelli non previsti o quelli ritenuti insufficienti - è trasversale: solo dopo la metà di gennaio l’Aula di Montecitorio ha approvato un ordine del giorno che risponde alle istanze di Uncem - l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani - in merito alle misure per i ristori destinati a impiantisti a fune, rifugisti, maestri di sci e altre professioni della montagna. L’odg impegna il Governo e il Parlamento «a intervenire tempestivamente per le attività economiche delle aree montane, con particolare riguardo ai Comuni totalmente montani classificati dall’Istat e ai rifugi montani». Il provvedimento guarda alla stesura del “ristori 5”.
La riapertura degli impianti nell’ultima parte della stagione è destinata ad avere effetti non solo sulle piste da sci, ma anche sull’intero indotto delle vacanze nelle montagne venete che hanno registrato meno 800mila turisti a gennaio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Una boccata di ossigeno - afferma Coldiretti Veneto - per gli operatori agricoli che offrono dall’alloggio alla ristorazione, dagli agriturismi ai rifugi fino alle malghe. Proprio dal turismo invernale – sottolinea la Coldiretti - dipende «buona parte della sopravvivenza delle strutture agricole che con le attività di allevamento e coltivazione svolgono un ruolo fondamentale per il presidio del territorio contro il dissesto idrogeologico, l’abbandono e lo spopolamento. Con le presenze praticamente azzerate nel momento più importante della stagione, si guarda ora con fiducia – continua la Coldiretti - all’ultimo scorcio con la speranza che le aspettative non vengano vanificate dall'aumento dei contagi e dall'andamento climatico».
Ma sul fronte del lavoro, per la montagna le prospettive non mancano: una ricerca condotta dall’Università Ca’ Foscari ha valutato l’impatto economico e fiscale delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sul sistema economico del Veneto e delle Province autonome di Trento e Bolzano. Complessivamente le spese e gli investimenti attivati dai Giochi olimpici Milano Cortina 2026 ammontano a 1,12 miliardi di euro per la regione Veneto e le province autonome di Trento e Bolzano. L’occupazione generata dall’evento è di 13.800 posti di lavoro(espressi in termini di Equivalente a tempo pieno) nelle regioni Veneto e Trentino-Alto Adige.
Intanto, non si ferma la formazione per le professioni della montagna: tra febbraio e marzo si tengono infatti le prove di idoneità per diventare assistenti di scuola di sci di fondo, alpino e snowboard, con termini diversi a seconda della disciplina.
In provincia di Bolzano per lo sci di fondo le iscrizioni sono scadute il 2 febbraio, mentre gli esami pratici riferiti alla prova di idoneità lo sci alpino si svolgeranno dal primo al 5 marzo a Passo Monte Croce (Sesto Pusteria), e quelli per assistenti di scuole di snowboard avranno luogo il 12 e 13 marzo nell’area sciistica Haunold a San Candido. «Sono fiducioso - ha commentato l’assessore al turismo Arnold Schuler - che la situazione migliorerà e che il prossimo anno avremo bisogno di maestri di sci preparati».

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