intermediazione immobiliare

Tecnocasa entra nel capitale di Wikicasa.it

La controllata Tecnomedia ha acquisito il 33% del portale italiano che conta oltre 10mila agenzie attive e 3 milioni di visite mensili. Obiettivo, «valorizzare il lavoro degli agenti e minimizzare, per i clienti, il rischio di truffe»

di Adriano Lovera


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(FOTOGRAMMA)

2' di lettura

Gli agenti immobiliari non possono fare a meno dei grandi portali generici di annunci. Ma i principali franchising, seguendo la tendenza già affermata all’estero, investono sempre di più nei siti di annunci riservati agli agenti, vietati ai privati, nati con il compito specifico di far risaltare l’importanza dell’intermediazione nel mercato. È di questi giorni la decisione di Tecnocasa di entrare nel capitale di Wikicasa.it, con una quota del 33%, così da affiancare nella compagine societaria altri due franchising concorrenti, Gabetti e Re/Max.

Un controsenso? Tutt’altro. «Wikicasa è un sito da 4 milioni di visite, con circa 600mila annunci, tutti provenienti da agenti immobiliari abilitati e certificati. Il suo ruolo nel mercato è centrale, sia per il pubblico sia per gli agenti» spiega a Real Estate 24 il fondatore, Pietro Pellizzari. «I consumatori sanno che sul sito non troveranno annunci di privati, che potrebbero presentare una documentazione carente, o peggio nascondere tentativi di truffa e specchietti per le allodole. Ma solo informazioni affidabili provenienti da professionisti, che noi verifichiamo sia in fase di iscrizione, sia con controlli a campione durante l’anno». Mentre per gli agenti è un formidabile strumento di promozione.

«Pubblicare un annuncio è gratis, quel che interessa è la nostra offerta premium. Offriamo analisi, tool di valutazione, ma soprattutto produciamo campagne marketing mirate in Rete, essenzialmente sui social, motori di ricerca e aggregatori, che aumentano di gran lunga le possibilità di contatto con i possibili acquirenti. Di solito si rivolgono a noi realtà strutturate, ma lavoriamo per aprirci sempre di più anche ai piccoli». La centralità della Rete non è ormai un mistero. «Ormai il 75% di chi acquista casa dichiara di essersi servito del web per l’individuazione dell’immobile» afferma Alessandro Caglieris, consigliere delegato di Tecnomedia, la società del gruppo Tecnocasa con cui è stata effettuata l’operazione. «L'obiettivo è fornire agli affiliati un canale per differenziarsi e al contempo, per i loro clienti, un servizio innovativo e omnicanale».

Far crescere Wikicasa è anche una sfida per contrastare la crescita delle agenzie on line? «No, non si tratta di questo. Le agenzie on line prediligono un certo canale e non sono su strada, ma sono fatte di professionisti come gli altri e anzi possono sfruttare i nostri servizi. Piuttosto è un modo di combattere l’abusivismo e la disintermediazione, perché comprare casa è un processo delicato. Cerchiamo di far risaltare la professionalità della categoria». E proprio come il “proptech” arriva dal mondo anglosassone, anche iniziative come Wikicasa nascono nei mercati più avanzati del nostro. Realtor – il più grande portale americano – ormai diventato anche il principale fornitore di servizi al real estate, è il punto di riferimento dell'associazione di categoria National association of realtors. In Gran Bretagna, sia il più vecchio Rightmove, sia il neonato portale OnTheMarket (tra i fondatori c’è Knight Frank) sono iniziative messe a punto da società immobiliari. E anche in Olanda, fin dal 2001, opera Funda, anche questo un portale controllato dagli agenti immobiliari.

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