Lettera al risparmiatore

Tecnoinvestimenti con l’M&A punta a espandersi in Europa

di Vittorio Carlini

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5' di lettura

Proseguire nella crescita nel Vecchio continente anche, e soprattutto, attraverso l’M&A. Con l’obiettivo, in particolare, di diventare una realtà europea nel “Digital trust” (identità digitale) capace di contrastare la concorrenza dei player americani. È una tra le priorità di Tecnoinvestimenti, società quotata allo Star di Piazza Affari. A ben vedere il gruppo, di cui la “Lettera la risparmiatore” ha incontrato i vertici, proprio di recente ha compiuto un passo nella direzione indicata. Nel maggio scorso la società è salita al 51% della spagnola Camerfirma. Uno shopping che consente a Tecnoinvestimenti di assumere una posizione importante in Spagna. La sfida ora è spingere ulteriormente il business oltreconfine. Soprattutto, per l’appunto, nel “Digital trust”. In questo settore la volontà è realizzare acquisizioni o joint venture prevalentemente con società cui è riconosciuta la qualifica di “Certification Authority” nel Paese in cui operano. L’interesse del gruppo è per Stati quali la Germania oppure dell’area francofona. Senza dimenticare la Scandinavia.

Viene, quindi, esclusa l’espansione all’estero per linee interne? Con riferimento al “Digital trust” la risposta è positiva. L’ipotesi di nuove filiali in questo settore è secondaria: i tempi per acquisire quote di mercato sarebbero troppo lunghi. Diverso, invece, il discorso riguardo all’ “Innovation & Marketing services” (supporto alle Pmi nello sviluppo di attività in Italia o all’Estero). Qui il modello di business è replicabile con maggiore facilità. La crescita per linee interne, quindi, è presa in considerazione. Ciò detto l’M&A rimane la leva prioritaria dell’internazionalizzazione.

Già, l ’M&A. Riguardo al tema in oggetto c’è però una preoccupazione. Le operazioni straordinarie portano in sé il rischio d’esecuzione. Può, ad esempio, concretizzarsi un impatto negativo sulla redditività. La divisione “Digital trust” di Tecnoinvestimenti, nel primo semestre del 2018, è stata contraddistinta dal calo dell’Ebitda margin proprio a causa di un’acquisizione. Quella di Sixtema. Il gruppo non condivide il timore. L’effetto descritto, spiega l’azienda, non è dovuto a problemi particolari della neo-acquisita. Bensì al fatto che opera in un business con margini strutturalmente inferiori a quelli di Tecnodiffusione. Ciò detto la società ricorda, da un lato, che le aziende acquisite hanno sempre ben performato; e dall’altro che, come mostra lo stesso rialzo dell’Ebitda margin di gruppo nella prima metà del 2018, l’M&A ha storicamente fatto crescere la marginalità di Tecnoinvestimenti.

IL GRUPPO TECNOINVESTIMENTI IN NUMERI

IL GRUPPO TECNOINVESTIMENTI IN NUMERI

Sinergie e semplificazione

Ma non è solo l’M&A. Altra priorità è la ricerca di maggiori sinergie sia di costi che di ricavi. L’obiettivo passa, oltre che dalla continua semplificazione della struttura societaria, dall’integrazione delle diverse attività. In tal senso il gruppo sta, ad esempio, centralizzando i dati sull’intera clientela. Una condizione prodromica, tra le altre cose, all’avvio dell’integrazione commerciale tra il “Credit Information & Management” (informazioni commerciali o servizi a supporto dell’erogazione e recupero dei crediti per banche e Pmi) e l’ “Innovation & Marketing services” (sostegno all’espansione commerciale delle Pmi). Rispetto, invece, alla semplificazione societaria? Si tratta di una politica “tipica” dell’azienda (conseguenza anche delle numerose acquisizioni) che prosegue. Tanto che il numero delle “legal entities” dovrebbe, entro il 2019, ridursi ad una decina di unità.

Conti societari

Fin qui alcune considerazioni sulla ricerca di maggiori sinergie ed efficienze operative. Il risparmiatore, tuttavia, volge lo sguardo alla stessa dinamica di bilancio. Sotto questo aspetto il gruppo, nel primo semestre dell’anno, ha riportato ricavi e redditività reported in aumento. Il fatturato è salito a 114,347 milioni (+33,9% rispetto allo stesso periodo del 2017) mentre l’Ebitda reported è cresciuto del 55,1%. Infine l’utile netto (sempre reported) è arrivato a 14,43 milioni. Insomma: il contesto è in rialzo. Sennonché, confrontando i numeri di conto economico a parità di perimetro (cioè escluse le operazioni straordinarie) la dinamica un po’ cambia. I ricavi crescono del 3,6% mentre l’incremento dell’Ebitda è “limitato” all’1,7%. Cioè: grande parte dell’incremento di Tecnoinvestimenti, nella prima metà dell’anno, è da attribuirsi all’M&A. Di per sé nulla di male. E però il rischio è che ci sia un eccessivo sbilanciamento sulla crescita per linee esterne. Tecnoinvestimenti rigetta la considerazione ed invita ad un’analisi più articolata. La società sottolinea che, a fronte della debole congiuntura del mercato domestico, la crescita organica del 3,6% è ben superiore alla dinamica del Pil italiano e costituisce comunque un risultato più che positivo. Inoltre, aggiunge sempre Tecnoinvestimenti, lo sforzo per incrementare l’efficienza operativa e le sinergie sosterrà i ricavi e il business per via organica. In conclusione, quindi, il gruppo non vede alcun particolare problema sul tema in oggetto.

Business unit

Dalle dinamiche contabili alle business unit. Tecnoinvestimenti divide la propria attività in tre aree. La prima è il “Digital trust”. Appannaggio di essa sono, da un lato, le soluzioni informatiche dovute agli obblighi di legge (dalla firma digitale alla posta elettronica certificata); dall’altro quelle legate al mondo dell’impresa e degli istituti di credito (ad esempio, l’identificazione digitale nelle transazioni online). La seconda è il “Credit information & Management”. Cioè servizi diversificati: dal monitoraggio del rischio di credito alle informazioni economiche su un’azienda fino alle valutazioni immobiliari sull’eventuale collaterale. Infine, la terza, è il cosiddetto “Sales & Marketing Services”. Vale a dire: il supporto a Pmi nell’ambito dell’R&D e nello sviluppo di attività commerciali (in Italia o all’estero). Orbene il “Digital trust”, nella prima metà dell’anno, ha visto sia i ricavi (+5,5% la crescita organica normalizzata) che il Mol (+6,5 il “like for like”normalizzato e +11,4% il reported) salire. È un settore cui Tecnoinvestimenti, a fronte dello stesso incremento delle transazioni online e della digitalizzazione dell’economia, punta con forza. Anche, per l’appunto, sul fronte estero.

Il “Credit information & Management”, al contrario, è focalizzato sul mercato domestico. La divisione, nel primo semestre del 2018, ha visto le acquisizioni di due società (Comas e Webber) attive nelle vendite d’informazioni commerciali su Internet. Perchè queste mosse? La strategia, a ben vedere, è volta da una parte ad incrementare la base clienti; e dall’altra ad ampliare, tramite il cross selling, i servizi e prodotti venduti. Di là dagli obiettivi però, rispetto al “Credit Information & Management”, diversi esperti sottolineano il rischio di riduzione della domanda legata al consolidamento bancario in Italia. Il gruppo si dice non preoccupato della dinamica in oggetto. In primis perchè la sua esposizione agli istituti di credito è limitata. E poi perchè, spiega, le banche sue clienti hanno mediamente piccole dimensioni e non sono coinvolti nei processi d’aggregazione. Ciò detto, tuttavia, può ulteriormente obiettarsi che, anche a causa della debole congiuntura, lo stesso mondo corporate non è brillante. Vero, dice Tecnoinvestimenti. Che però ribatte come ci sia lo spazio, anche grazie a strategie quali quelle sull’online, per acquisire quote di mercato. Infine l’ “Innovation & Marketing Services”. La business unit, al 30 giugno scorso, è cresciuta molto grazie al consolidamento di Warrant (+236,5% i ricavi e +253,2% il Mol). A livello organico normalizzato l’incremento del fatturato si attesta al 3,5% mentre l’Ebitda è in leggero calo. Ciò detto però, anche grazie alle aspettative dell’attività a sostegno delle aziende nell’R&D, Tecnoinvestimenti indica che le prospettive della divisione sono positive. A fronte di un simile contesto quali, allora, le indicazioni del gruppo per l’intero esercizio in corso? La società, affermando di essere in linea con il piano 2018-2020, si dice fiduciosa che i target di ricavi ed Ebitda per fine 2018 saranno ampiamente raggiunti. Gli obiettivi, ricorda sempre l’azienda, sono: il rialzo del fatturato di circa il 20%, superando i 215 milioni; una crescita del Mol più che proporzionale.

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