LETTERA AL RISPARMIATORE

Tecnoinvestimenti, la sfida è l’espansione in Europa. La spinta sulle acquisizioni

di Vittorio Carlini


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(Agf)

5' di lettura

Aumentare l’internazionalizzazione del gruppo, soprattutto grazie alle acquisizioni. Poi: crescere nel mercato domestico con, tra le altre cose, l’ampliamento del portafoglio di prodotti e servizi (in ipotesi attraverso lo stesso M&A). Ancora: spingere nell’attività di ricerca. Sono alcune delle priorità di Tecnoinvestimenti a sostegno del business.

Già, il business. Tra i focus finalizzati al suo sviluppo c’è per l’appunto l’M&A. La crescita per linee esterne, a ben vedere, è una caratteristica della società: proprio nell’aprile scorso, ad esempio, l’azienda è salita all’80% di Sixtema. La mossa è stata realizzata nel settore del cosiddetto “Digital trust”.

Un caso? Non esattamente. Il mondo dell’identità digitale, che offre diverse opportunità di shopping, è uno degli “strumenti” per realizzare un importante obiettivo del gruppo: la maggiore internazionalizzazione in Europa.

Tecnoinvestimenti, tramite la controllata (99,9%) Infocert, attualmente esporta soluzioni e prodotti. E, però, ipotizzare l’espansione estera solo per via organica è complicato. Di qui la volontà di sfruttare la leva dell’M&A. L’ipotesi al vaglio, da un lato, è guardare alle Certification authority in Paesi come Spagna, Germania o Francia; e, dall’altro, cogliere le eventuali opportunità.

I SEMESTRI DEL GRUPPO A CONFRONTO

Dati in milioni di euro

L’obiettivo? Diventare un importante soggetto europeo nel business della certificazione digitale. E questo grazie anche, e soprattutto, allo shopping di società. Al che, ovviamente, sorge l’obiezione. L’M&A porta con sè il rischio d’esecuzione. Vale a dire: l’integrazione di nuove realtà non è detto sia così semplice da realizzare; può comportare, ad esempio, la diluizione dei margini. Tecnoinvestimenti rigetta il dubbio. La società, dapprima, ricorda che i possibili target sono soggetti ad una stretta selezione industriale: da un lato vengono esclusi i turnaround; dall’altro, l’azienda da acquistare deve essere leader nella comparto in cui opera. Inoltre, aggiunge sempre Tecnoinvestimenti, i multipli cui viene realizzata l’operazione devono essere sensati.

I SEMESTRI DEL «DIGITAL TRUST»

Dati in milioni di euro

Le affermazioni di cui sopra sono ragionevoli. Ma, al di là dei buoni propositi, come valutare la loro efficacia? La società risponde richiamando il suo track record: nel passato, contestualmente all’attività di M&A, l’Ebitda margin del gruppo è passato dal 15% del 2014 al 20,2% dello scorso anno. Di conseguenza, pur riconoscendo che l’efficienza nelle integrazioni è essenziale, Tecnoinvestimenti non vede un particolare problema su questo fronte.

Ma non è solamente l’M&A o l’espansione oltreconfine. Di fronte alla digitalizzazione dell’economia e delle attività industriali, la società punta ad ampliare i servizi da offrire nel “digital trust” (e non solo). Vale a dire: non si tratta solo delle soluzioni informatiche dovute agli obblighi di legge (dalla firma digitale alla posta elettronica); oppure di quelle legate alle richieste delle imprese (ad esempio i sistemi di identificazione digitale). C’è anche la ricerca di applicazioni per le nuove tecnologie.

DATI DEL «CREDIT INFORMATION & MANAGEMENT»

Dati in milioni di euro

Un esempio? La blockchain. Quest’ultima consente di realizzare transazioni a basso costo e in sicurezza. Tuttavia, non permette di essere certi dell’identità di chi effettua l’operazione stessa. Tanto che molti esperti sottolineano il rischio che la blockchain venga sfruttata per realizzare frodi o, peggio ancora, riciclaggio di denaro con provenienza illecita.

Ebbene: se, e quando, la blockchain assumerà un’importanza rilevante nelle transazioni l’esigenza di evitare situazioni problematiche indurrà la domanda di soggetti terzi in grado certificare l’identità di chi effettua le operazioni. Ecco quindi che Tecnoinvestimenti partecipa, ad esempio, al progetto del Sovrin Network. Cioè: un sistema di gestione delle identità digitali distribuite e decentralizzate che le consente di essere su questa frontiera tecnologica.

IL «SALES & MARKETING SOLUTION»

Dati in milioni di euro

Dal “Digital trust” al “Credit information & Management”. Questa è la seconda unità di business di Tecnoinvestimenti (la terza il “Sales & Marketing solutions”.) Ad essa sono ricondotti i servizi che supportano l’erogazione, valutazione e recupero dei crediti per banche e medio-piccole imprese. Orbene: guardando al conto economico della prima metà dell’anno, il “Credit information & Management” è l’unica attività che ha rallentato. Una problematica? Andiamo con ordine. Dapprima deve ricordarsi che il gruppo, in generale, nel primo semestre è stato caratterizzato da dati reported in rialzo. Il fatturato (+22,2%) e l’Ebit (+45,5%) sono saliti. Lo stesso utile è aumentato. Certo: il fatturato, al netto delle componenti non ricorrenti e a parità di perimetro, è sceso dell’1,2%. E, tuttavia, sia l’Ebitda (+3%) che l’Ebit (+8%) (sempre like for like e adjusted) sono saliti. Vale a dire: la società, a livello di redditività, ha più che controbilanciato la dinamica dei ricavi.

Ciò detto, all’interno del contesto appena descritto, c’è per l’appunto il calo di fatturato e Mol del “Credit information & Management”. Un trend dovuto ad un mix di cause. Tra le altre: la staticità della domanda, il consolidamento dei principali player e le politiche di pricing particolarmente aggressive. Al che può esprimersi preoccupazione. Tecnoinvestimenti smorza il timore. Su questo fronte, è l’indicazione, sta per concludersi, dopo che la stessa Tecnoinvestimenti ne acquisito le minorities, la fusione tra le due società Assicom e Ribes (vedere domanda a fianco). L’operazione ha permesso l’unificazione operativa della banca dati. Prima, proprio per la presenza degli azionisti di minoranza, ciò era di fatto impedito. Tanto che, indica sempre la società, il gruppo non era in grado di estrarre tutte le potenziali marginalità da ogni operazione. Non solo. L’azienda ricorda gli imminenti investimenti di circa 2,5 milioni sulla stessa banca dati. Uno sforzo che, viene spiegato, consente di rendere la medesima più completa ed efficiente. Con il che Tecnoinvestimenti dice, da una parte, di non vedere più particolari problematiche sul tema in oggetto; e, dall’altra, di avere tutte le carte in regola per affrontare senza problemi la concorrenza.

Dal “Credit information & Management” al “ Sales & Marketing Solutions”. Si tratta, a ben vedere, della terza unità del business aziendale. Un’attività in cui Tecnoinvestimenti è entrata attraverso l’acquisizone, in avvio del 2016, di Co.Mark. L’operatività consiste nell’offerta di servizi a valore aggiunto in supporto alle pmi per sviluppare attività commerciali in Italia ma soprattutto all’estero. Nel “Sales & Marketing Solution”, infatti, Tecnoinvestimenti è presente nel mercato domestico ma anche in Spagna (attraverso la controllata indiretta Co.Mark Tes.). L’obiettivo, nel momento in cui la presenza nel mercato iberico sarà piuttosto consolidata, è di aprire un’altra filiale in un Paese europeo. In tal modo, a differenza del “Digital trust”, l’espansione internazionale seguirà i ritmi della crescita per linee interne. Seppure, va ricordato, non è da escludersi che in settori contigui al “Sales & Marketing Solution”, la volontà di ampliare l’offerta in portafoglio porti ad eventuali acquisizioni. Soprattutto in Italia.

Ciò detto il signor Rossi pone una domanda. Alla fine del 2016 la divisione del fatturato pro-forma per business unit era la seguente: il “Digital trust” incideva per il 43%; il “Credit information & Management” per il 46% e il “Sales & Marketing Solution” per l’11%. Una fotografia che, fermo restando l’obiettivo di crescere in tutti i settori, nel medio periodo è destinata a mutare? Tecnoinvestimenti non offre indicazioni riguardo ai valori percentuali. E, tuttavia, sottolinea che il “Digital trust”, anche al netto di eventuali acquisizioni, è destinato ad aumentare il suo peso. Analogamente al “Sales & Marketing solution” dove, peraltro, una nuova frontiera potrebbe essere costituita dal cosiddetto web marketing. Cioè, ad esempio, lo sviluppo di servizi per posizionarsi nel migliore modo possibile nei motori di ricerca.

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