Interventi

Tecnologie sostenibili per la ripresa economica post-Covid19

di Erminio Polito


3' di lettura

La crisi economica e sociale causata dalla Covid19 e il cambiamento climatico richiedono una risposta congiunta in cui la sostenibilità ambientale sia uno dei principi guida delle politiche di ripresa economica.
Prima dell'avvenimento della pandemia, la Banca Mondiale aveva già avvertito che il cambiamento climatico avrebbe potuto spingere 100 milioni di persone verso la povertà entro il 2030. Questo quadro potrebbe addirittura peggiorare dopo il confinamento, che sta portando l'economia mondiale a la peggiore recessione dalla Seconda Guerra Mondiale, secondo la Banca Mondiale.
Nel nostro Paese, la Commissione UE calcola il calo economico del -11,2% quest'anno (la maggior flessione dell'Unione). Questo si traduce in un aumento delle famiglie italiane a rischio di povertà. Già prima della pandemia, l'Istat aveva avvertito che 16,4 milioni di italiani (quasi uno su tre) erano a rischio di esclusione sociale e che il 6,5% delle famiglie si trovava in una situazione di assoluta povertà.
In questo contesto, lo scorso aprile 30 ministri di tutto il mondo si sono riuniti nel tradizionale Dialogo di Petersberg per l'azione per il clima. Tutti si sono trovati d'accordo sulla necessità di concordare una risposta comune in cui la ripresa economica sia compatibile con l'attenzione all'ambiente e alle persone. Una delle grandi conclusioni dell'incontro è stata la centralità della tecnologia nella risposta all'emergenza. Nel suo discorso, infatti, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha affermato che il mondo ha oggi due grandi alleati: l'opinione pubblica e la tecnologia.
La tecnologia deve fungere da catalizzatore positivo per la ripresa. Questa idea è stata sostenuta anche lo scorso aprile con la firma, da parte di 11 ministri dell'Ambiente europei, tra cui Sergio Costa, di una lettera in cui si chiede a Bruxelles di fare della digitalizzazione, della “decarbonizzazione” e della resilienza le grandi leve per la ripresa dalla crisi, come previsto dal Patto Verde Europeo. In questa richiesta, i ministri europei hanno sottolineato la necessità di ampliare gli investimenti, in particolare nei settori della mobilità sostenibile, delle energie rinnovabili, della riabilitazione degli edifici, della ricerca e dell'innovazione, del recupero della biodiversità e dell'economia circolare.
C'è quindi un certo consenso sul ruolo che la tecnologia dovrebbe svolgere nel ripensare le nostre città, i nostri modi di lavorare, la nostra mobilità e il nostro consumo energetico.

Ma quali dovrebbero essere le aree di intervento prioritarie? Dobbiamo lavorare su quattro fronti con un forte impatto sul cambiamento climatico e che possono generare risultati molto significativi nel breve termine: smart city e edilizia sostenibile; mobilità intelligente e trasporti sostenibili; energia verde, smart grids e rinnovabili; monitoraggio della Terra e protezione delle risorse naturali.

Nel primo ambito - Smart Cities ed edilizia sostenibile - i nostri progetti dimostrano che è possibile ridurre di oltre il 35% il consumo di acqua per l'irrigazione e del 45% il consumo energetico per l'illuminazione e gli edifici pubblici. Inoltre, i sistemi di monitoraggio delle reti di trasporto degli idrocarburi e dell'acqua che utilizzano la fibra ottica possono ridurre del 75% le emissioni di CO2 associate al lavoro di sorveglianza convenzionale.La mobilità intelligente e sostenibile è la seconda area che può portare efficienze e contribuire alla sostenibilità ambientale. L'applicazione di tecnologie di Big Data e dell'intelligenza artificiale ai sistemi di smart mobility e di trasporto sostenibile permettono di ridurre del 15-25% le emissioni inquinanti mensili della ferrovia e del 6% del traffico stradale su autostrada.L'efficienza energetica e l'impegno per un'energia rinnovabile e non inquinante sono anch'essi elementi fondamentali nella lotta contro il cambiamento climatico. A questo bisogna aggiungere l'efficienza delle infrastrutture attuali. In quest'ottica, le soluzioni di infrastrutture intelligenti (Smart Grids) che stiamo implementando in diversi paesi sono riuscite a ridurre del 20% le perdite di energia nella rete di distribuzione, oltre a ridurre i costi e migliorare l'affidabilità del sistema elettrico.Uno degli ambiti più innovativi dello sviluppo tecnologico applicato alla sostenibilità è il il monitoraggio della Terra e la protezione delle risorse dall'aria e dallo spazio.

Per quanto riguarda i sistemi di osservazione della Terra, il prossimo passo nell'uso della tecnologia per la conservazione e la prevenzione comporterà l'uso di droni ambientali, ad esempio per fornire informazioni in tempo reale sulla qualità dell'acqua. Questi sono solo alcuni esempi di come la tecnologia può essere messa al servizio della sostenibilità ambientale. Con la pandemia, l'urgenza di agire su questi quattro fronti – smart city ed edilizia sostenibile; smart mobility e trasporti sostenibili; energia verde, smart grids e rinnovabili; monitoraggio della terra e protezione delle risorse naturali - è diventata ancora più evidente e necessaria per garantire una ripresa economica efficace e sostenibile.

direttore Energy & Utilities di Minsait in Italia

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