Il Sole 24 Ore
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GIORNALI GLOBALI LETTORI locali


copertina >BUONE NOTIZIE SULLE NEWS

DI LUCA DELLO IACOVO
Città, province, regioni. Riparte il giornalismo locale. Punta su quotidiani pubblicati esclusivamente online. E valorizza la collaborazione del pubblico attivo, attraverso social network e blog. La Lombardia è un terreno fertile per iniziative editoriali: Varesenews, fondato nel 1997, ha una redazione di dieci persone. E altri quindici lavorano nello staff. Cronaca, sport e discussioni con i lettori sono punti di forza. Ma la partecipazione del pubblico alle reti sociali online e ai blog è un'opportunità da gestire con attenzione. «Le persone dedicano tempo ai social network: è uno spazio per alimentare il dibattito e uno strumento per produrre notizie», sottolinea Marco Giovannelli, direttore di Varesenews. E aggiunge: «A differenza del passato, i lettori possono interagire con commenti e proposte. Inoltre usano tanti linguaggi e modalità di comunicazione: diventa un'occasione per imparare ad analizzare il contesto locale». Eppure altre regioni non sono rimaste indietro. La cronaca è il motore delle iniziative: in Emilia Romagna hanno sede RomagnaOggi ed Estense.com. In Liguria crescono Ivg e Riviera24. Le scommesse sul giornalismo online sono partite da tempo anche nel Mezzogiorno. Ai lettori pugliesi, per esempio, si rivolgono il Tacco d'Italia e Lecceprima. La sostenibilità economica dei quotidiani sul web è assicurata dalla pubblicità, attraverso le inserzioni raccolte sul territorio. Il pubblico arriva anche sull'onda del passaparola diffuso attraverso i social network: quasi tutti hanno una pagina su Facebook per segnalare gli articoli e discutere con i fan. I quotidiani locali sul web, però, sono frammentati. Alcuni progetti editoriali puntano a costruire network nazionali. Citynews, per esempio, riunisce cinque centri urbani. E da poche settimane dieci province sono incluse nelle cronache di xcittà.
Ma l'evoluzione è rapida. Reportage, inchieste, libri hanno altre fonti di finanziamento. Come il crowdfunding, donazioni di piccoli importi versate dal pubblico. Spot.us è una piattaforma online per raccogliere contributi economici dei lettori. A lanciarla è stato David Cohn, un ex studente della scuola di giornalismo della Columbia University: punta sull'arricchimento della cronaca locale negli Stati Uniti. Spot.us ha collaborato allo sviluppo di inchieste nell'area di San Francisco e adesso ha aperto anche a Seattle. Dall'Italia arrivano altre due iniziative simili. L'agenzia "Progetti e Promozioni" scommette su Dig-it: giornalisti professionisti e amatoriali possono segnalare idee per articoli da scrivere. «Sono i lettori che decidono a quali articoli contribuire con denaro», spiega Andrea Franchini, direttore di Dig-it. L'obiettivo è di collaborare con quotidiani e riviste sul territorio. La piattaforma Youcapital ha orizzonti più ampi: è uno spazio per proporre iniziative editoriali e chiedere fondi al pubblico online. Ma il giornalismo può contare anche su "finanziamenti a progetto": Journalismfund ha iniziato a selezionare e sostenere proposte di articoli da un anno. La prima inchiesta pubblicata riguarda il mercato degli schiavi nell'est europeo.
Negli Stati Uniti la transizione al mondo digitale ha aperto altre opportunità. E demolito luoghi comuni. Per la prima volta una testata online, ProPublica, ha vinto il premio Pulitzer per il giornalismo investigativo: l'inchiesta di Sheri Fink negli ospedali di New Orleans è durata due anni e poi è stata pubblicata sulle pagine del «New York Times». Secondo le stime di Propublica, il costo dell'intero processo editoriale è stato di 400mila dollari per un singolo articolo. E continua la ricerca per sostenere le redazioni giornalistiche. A partire dal l'area di San Francisco, un territorio ricco di sperimentazioni. California Watch scommette sulle inchieste locali. Ha 56 accordi con altre testate per fornire articoli e video. Non nasce dal nulla: lo staff arriva dal "Center for investigative reporting", guidato da Robert Rosenthal. Ma altri prevedono di entrare in campo con organizzazioni non profit sostenute da donazioni e, in seguito, di ampliare le fonti di ricavo. Un filantropo, Warren Hellmann, ha finanziato con cinque milioni di dollari il progetto Bay Citizen: ha accordi con il «New York Times». John Tornton, un venture capitalist, ha fondato un giornale sul web con l'aiuto di due reporter: gli articoli del Texas Tribune sono gratuiti, ma conta su una newsletter a pagamento e, nei prossimi mesi, sul l'organizzazione di eventi.
luca.dello@gmail.com
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Se il giornalismo vuole sopravvivere, deve trovare un modo per portare l'infomazione in maniera più efficace.
Bill Grueskin
(Columbia School of Journalism)

Non pensiamo assolutamente di rubare il lavoro ai giornalisti. Ma di generare contenuti antieconomici perché troppo di nicchia
Kris Hammond
(Infolab)

Una stampa cinica e mercenaria, prima o poi, creerà un pubblico ignobile.
Joseph Pulitzer
(1847 – 1911)

Crowdfunding d'emergenza. Finanziare le inchieste attraverso microdonazioni: è il crowdfunding. I giornalisti propongono un articolo e chiedono un finanziamento ai lettori. A dimostrare il successo della raccolta online è stata la campagna elettorale di Barack Obama. In Italia sono arrivate da poco sul web due iniziative per raccogliere fondi: Dig-it e Youcapital. Ma è possibile trovare risorse economiche per le inchieste anche attraverso microfinanziamenti: Journalismfund offre sostegno ai progetti di cittadini europei. www.spot.us www.youcapital.it www.dig-it.it www.journalismfund.eu/ www.fij.org
Giornalismo locale. La sfida parte dalle province, anche in Italia. Negli Usa organizzazioni non profit come Propublica puntano su inchieste e specializzazione. E avanzano le start up nella cronaca locale. E alcune scommettono sul modello “for profit”, attraverso accordi con altre testate. roma.xcitta.it/ www.citynews.it www3.varesenews.it www.texastribune.org www.propublica.org www.californiawatch.org huffpostfund.org www.chicagonewscoop.org www.patch.org www.minnpost.com www.gothamgazette.com