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Nasce la rete a velocità multiple. L'americana Fcc vara la neutralità del web. Ecco cosa significa

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Questo articolo è stato pubblicato il 22 dicembre 2010 alle ore 09:08.

Ieri gli Stati Uniti hanno posto la prima pietra di una internet futura: Fcc (Federal communications commission, l'Authority tlc Usa) ha approvato, di misura, la legge sulla neutralità della rete, attesa da due anni. Segna un nuovo corso per l'internet mondiale: l'era delle regole, per stabilire che cosa gli operatori possono e non possono fare, con il traffico dei propri utenti e con quelle delle aziende web. Da una parte, le nuove regole portano una tutela più forte dei diritti degli utenti; dall'altra, autorizzano la nascita di una rete a più velocità.

Sono questi i due aspetti contrapposti del regolamento che Fcc ha approvato tre voti contro due (qui la presentazione, a partire dal minuto 40). Voluto dai democratici e osteggiato con forza, fino all'ultimo, dai repubblicani (in minoranza). Un regolamento che il presidente di Fcc, Julius Genachowsky, ha presentato sotto la bandiera dell'urgenza di difendere internet e di mantenerla libera e aperta, a sostegno della democrazia e del mercato. Ma per gli stessi valori i repubblicani si sono opposti, sostenendo che le nuove regole soffocheranno internet, danneggiando l'innovazione e l'economia. I punti di vista sono opposti appunto perché è la prima volta che un grande Paese occidentale pone leggi di questo tipo, i cui effetti restano quindi dubbi. L'incertezza è dovuta anche all'articolato della norma, che contiene principi a favore sia dei consumatori sia degli operatori, cercando di tenere insieme diritti e richieste di entrambe le parti.

Sono quattro i punti cardine .
1) Principio della trasparenza. Tutti gli operatori banda larga (fissi e mobili) dovranno dire agli utenti e agli innovatori (cioè aziende di servizi web) come gestiscono il traffico, le caratteristiche prestazionali del servizio e i termini commerciali dell'offerta. Al momento, gli operatori (americani ed europei) lasciano oscuri alcuni di questi aspetti.

2) Niente blocchi. Gli operatori banda larga fissi non potranno bloccare applicazioni, servizi, terminali non dannosi alla rete e contenuti legali. Fcc vuole così evitare due situazioni: che gli operatori impediscano agli utenti di accedere a certi contenuti; oppure che chiedano ai fornitori un pedaggio per traghettare i loro dati fino agli utenti.

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Per gli operatori mobili il divieto di blocco è più leggero. Riguarda solo siti legali e applicazioni che vanno in concorrenza con i loro servizi voce e video. Tra l'altro, quindi, non possono bloccare la telefonia via internet, cosa però che ora fanno molti operatori negli Usa e in Europa.

3) Gli operatori fissi non potranno fare "discriminazioni irragionevoli" sul traffico legale degli utenti. Per gestione "ragionevole" della rete, Fcc intende quella "appropriata o calibrata per ottenere uno scopo legittimo di gestione del network, in base alla particolare architettura della rete e alla tecnologia banda larga". Sembra un po' tautologico, ma Fcc fa qualche esempio: è legittimo la gestione del traffico (accelerazioni, rallentamenti di pacchetti, prioritizzazioni) per tutelare la sicurezza e l'integrità del network; per evitare la congestione della rete; per consentire agli utenti di filtrare certe applicazioni o contenuti (a scopo di parental control o sicurezza). Non è legittimo, per i fissi, invece chiedere un dazio al fornitore del servizio in cambio di priorità sulla rete.
Gli operatori mobili possono fare invece discriminazioni di qualsiasi tipo, accelerando e rallentando (ma non bloccando) qualsiasi servizio, in base alla sua tipologia o a quanto pagato dall'utente o dal fornitore.

4) Fcc dichiara che "per ora" lascerà "fare al mercato" e non vieterà i "servizi specializzati". Cioè la possibilità, per i fornitori di servizi futuri (distinti da quelli della normale internet), di pagare gli operatori per farli andare più veloci, con qualità garantita. Fcc cita ad esempio sistemi di sicurezza domestica, smart grid ma anche future forme di intrattenimento e comunicazione. E' il punto più oscuro, che potrebbe inaugurare una internet a due velocità. Fcc promette però che vigilerà su questi servizi specializzati, per assicurarsi che non minino l'innovazione e l'internet aperta. Non deve accadere insomma- scrive Fcc- che soppiantino la normale internet e creino condotte anti competitive.

Fcc quindi- per la prima volta in un grande Paese democratico- ha valutato che internet non potesse più restare senza regole ad hoc sulla neutralità. Se Fcc è giunta a questo passo è perché ha valutato che il rapporto tra operatori, utenti e servizi di terze parti è ormai arrivato a un punto critico. E che è troppo alto il rischio che gli operatori, sotto banco, decidano del futuro dell'innovazione. Bisognerà vedere se le nuove regole e la vigilanza di Fcc, su reti mobili e servizi specializzati in particolare, sia sufficiente per parare questo pericolo. Fatto sta che dal 2011 comincia, negli Stati Uniti, un nuovo corso per internet. E potrebbe incoraggiare altri Paesi a compiere lo stesso passo. A meno che- ultima incognita- alcuni operatori o i repubblicani non riescano a far dichiarare illegittima la normativa di Fcc. Una corte d'appello aveva infatti già stabilito che Fcc non aveva il potere di regolamentare internet. L'opposizione dei repubblicani, inoltre, ha fatto bocciare una proposta di legge presentata in estate al Congresso, simile a questa norma ora approvata.

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