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Questo articolo è stato pubblicato il 07 aprile 2011 alle ore 06:50.

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frontiere >CULTURA E DIGITALE Consultazioni più semplici, interattività e internet Così gli editori raccolgono la sfida di Wikipedia
E alla fine tutto finì con un link. La scelta della Treccani.it di appoggiarsi a Wikipedia ovvero di consentire nelle ricerche di rimandare alle voci dell'enciclopedia online supera una contrapposizione tra carta e web che durava da dieci anni. Precisamente da quando Jimmy Wales ebbe l'idea di una piattaforma della conoscenza partecipativa e plurilingue, di tipo enciclopedico e soprattutto gratuita. Inutile negare che per l'industria delle enciclopedie tradizionali, quelle che producono volumi rilegati e pagano staff di saggi ed accademici per contenuti, la trasformazione di Wikipedia da esperimento di sapere collettivo a sito blockbuster con oltre 17 milioni di articoli e 365 milioni di lettori in 262 lingue è stato il segnale definitivo non solo che il mondo era cambiato ma che il sapere enciclopedico doveva trovare il modo di esprimersi e (guadagnare) con gli strumenti digitali. Tentativi di proporsi in rete in questo ultimo decennio ce ne sono stati: soluzioni premium carta-web, Cd-rom multimediali, offerte in allegato ai giornali, in edicola, in dispense. Ma non hanno dato i risultati sperati, quantomeno in termini di bilancio. Tanto da alimentare un acceso e a volte improbabile dibattito che vedeva la saggezza delle masse incarnata da Wikipedia da una parte e dall'altra i produttori professionali di cultura.
L'operazione della Treccani in qualche modo abbatte questo steccato. Come? Scegliendo la via del gratuito rendendo ricercabili oltre 150mila lemmi dell'enciclopedia online, 127mila voci del Vocabolario e 25mila biografie contenute nel dizionario biografico degli italiani. Dove non arriva linka Wikipedia, i siti ufficiali e una rassegna stampa di quasi cento fonti tra riviste scientifiche e culturali. «La vera novità – spiega Andrea Santagata, ceo di Banzai e partner tecnologico del portale Treccani – è l'aver introdotto un motore di ricerca basato su tecnologie semantiche e di data mining». L'algoritmo del motore di Liquida organizza il sapere in modo da offrire degli approfondimenti. Così come nel caso di ricerche con argomenti più generali (filosofia, storia, eccetera) offre dei filtri intelligenti in modo da proporre spunti di approfondimento. «L'idea forte – prosegue Santagata – è quella di guardare all'enciclopedia come a un continuum di percorsi di navigazione, prendendo così le distanza dagli indici tradizionali». Ma soprattutto è di riposizionare un marchio e un tipo di sapere in un medium e su una fascia di pubblico un po' indifferente al fascino della tomo cartaceo.

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