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Questo articolo è stato pubblicato il 18 novembre 2011 alle ore 12:13.

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L'acceleratore di protoni nel tunnel del Cern a GinevraL'acceleratore di protoni nel tunnel del Cern a Ginevra

Ce l'hanno fatta un'altra volta: i neutrini lanciati dal Cern di Ginevra, il centro europeo di ricerche nucleari, hanno raggiunto le caverne dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Infn, a 730 chilometri di distanza con una velocità superiore a quella della luce, questione di frazione di frazione di secondo, ma pur sempre superiore a quella che sembrava, e forse ancora è, un limite invalicabile. Sembrano quindi confermati i risultati presentati alla comunità scientifica e al pubblico dai responsabili dell'esperimento Opera in settembre.

«Neutrini più veloce della luce? A noi sembra di sì, abbiamo fatto tutti i possibili controlli, abbiamo studiato i risultati per mesi e mesi e ora chiediamo l'aiuto dei colleghi di tutto il mondo, perché il risultato è troppo importante e cambierebbe tanta della fisica che conosciamo e quindi deve essere rifatto indipendentemente da qualcuno diverso dal nostro gruppo». Potrebbe essere questa la dichiarazione riassuntiva di quanto dichiarato dal gruppo di scienziati nella conferenza stampa del 23 settembre scorso, che erano effettivamente usciti allo scoperto coi risultati in un modo inusuale. Tipicamente, infatti, ogni lavoro scientifico viene sottoposto a una rivista professionale e si aspetta che sia convalidato da giudici anonimi di pari livello.

Questa volta inoltre l'esperimento è stato fatto in modo diverso: invece che inviare grossi pacchi di neutrini tutti in una volta, e per centinaia di volte, sono stati lanciati pacchetti molto piccoli e molto brevi, come degli impulsi elettrici, e in questo modo si pensa di aver avuto una misura più precisa e, soprattutto, avere eliminato possibili errori sistematici. Occorre specificare che quando i fisici parlano di "errori" non intendono come noi "sbagli", ma fattori che possono rendere poco efficace la misura del fenomeno. Molti di noi compiono costantemente errori sistematici, ad esempio, in cucina quando si pesa con bilance non ben tarate la quantità di spaghetti da cucinare per tutta la famiglia, ma certamente 1 grammo in più o in meno di pasta non fa tanta differenza, mentre qui uno sbaglio di un millesimo di secondo o di un metro sulla distanza Ginevra Gran Sasso è una quantità enorme, tale da rendere carta straccia il tutto. Pensiamo quindi all'accuratezza maniacale con cui devono essere tenuti presenti tutti i possibili fattori.

Questa volta il lavoro è stato sottoposto alla rivista scientifica JHEP e messa contemporaneamente a disposizione del pubblico. Dal 23 settembre sono passati quindi un paio di mesi e questa misura da una parte conferma la prima e dall'altra è anche più precisa.

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