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Questo articolo è stato pubblicato il 12 maggio 2012 alle ore 18:17.

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Aprile, mese di molti record e ricorrenze, passato da poco, è anche il mese mondiale dell'Astronomia amatoriale. Ogni disciplina ha i suoi appassionati e il cielo, con le sue bellezze, di estimatori ne ha da sempre, da quando il primo ominide si alzò su due sole zampe/gambe.

Gli "astrofotografi" sono una specie particolare di appassionati, molto appassionati, con una dose doppia di pazienza. La prima dose serve perché imparare a fotografare stelle, Luna e ogni altro oggetto celeste richiede un apprendistato notevole e parecchi insuccessi. Per vedere una bella fotografia ci si mette un attimo, ma per farla ci può volere anche più di una notte, e spesso ci si "assidera", parole che ci viene dal latino come stare esposti "ad sidera" alle stelle e al tempo freddo.

Per il terzo anno si è svolto il concorso, possiamo ben dire mondiale, di questi appassionati per la miglior foto di "Cielo e Terra". Centinaia di immagini da 50 Paesi a tutte le latitudini, dall'Islanda alla Cina all'India all'Argentina.

Cielo, Terra e … luci prodotte dall'uomo, che spesso impediscono anche fuori dalle città di vedere il cielo com'è. Uno spreco enorme di energia anche nel nostro Paese, eliminare l'illuminazione inutile nelle città e anche fuori, e ce ne è tanta, potrebbe essere un'idea semplice per la spending review. La corrente costa, produrla inquina, e con meno luci, e luci più intelligenti, non perderemmo certo in sicurezza ma guadagneremmo parecchio: nel portafoglio dello Stato e nel "riveder le stelle" .

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