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Questo articolo è stato pubblicato il 22 giugno 2012 alle ore 13:04.

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Lo shopping si fa sempre di più sul web. Sono oltre dieci milioni le persone che ogni mese fanno acquisti online, dalla moda alle vacanze, dalla tecnologia ai coupon: il giro d'affari è in continua crescita, nonostante la crisi, e nel 2012 potrebbe superare i 9,5 miliardi di euro (+18%). Nei negozi virtuali bastano un click e una carta di credito per riempire la borsa della spesa, con una scelta di prodotti vasta e prezzi, spesso, scontatissimi. Ma ci vuole poco, soprattutto se non si seguono alcune regole basilari, anche a finire nella "rete" delle truffe.

«Il commercio elettronico ha forti prospettive di crescita. Sia per i prodotti digitali, come musica, software, e-books o biglietti elettronici, che per i beni da spedire, come smartphone, scarpe, vestiti, elettrodomestici». A dirlo è Domenico Giacinto Profazio, direttore sezione investigazioni informatiche della Polizia postale, che però aggiunge: «Questa crescita si traduce in un interesse sempre maggiore anche da parte dei truffatori, con una continua evoluzione delle tecniche di raggiro. La nuova frontiera, ora, è l'e-mobile, lo shopping da cellulari e tablet». Interesse che si riscontra anche nei numeri: nell'ultimo anno (fino a maggio) le denunce di illeciti nell'e-commerce sono state più di 19mila, contro le circa 15mila dei dodici mesi precedenti (+27%).

I rischi
I rischi che si corrono a fare acquisti online sono essenzialmente di tre tipologie. «Innanzitutto, c'è l'acquirente che effettua il pagamento ma non riceve la merce – spiega Profazio –. C'è poi chi si vede recapitare prodotti diversi, contraffatti o di qualità inferiore rispetto a quelli ordinati. Infine, chi acquista sul web può subire la sottrazione delle credenziali di carta di credito o conto corrente attraverso il phishing, ovvero l'uso di tecniche sempre più sofisticate per pescare, attraverso email spam o virus che si insinuano nei pc, dati finanziari e password degli utenti, per accedere ai loro conti in internet banking o dirottare i pagamenti».
Le chiavi di accesso possono essere rubate nel momento in cui vengono inserite su un sito fasullo o clone (al quale si viene indirizzati, magari, da una falsa email) o anche essere carpite da un malware (software maligno scaricato inavvertitamente sul pc) mentre si effettua un acquisto sicuro o entrando sul proprio conto via Internet.

Le truffe
Le truffe individuate dalla Polizia postale spaziano su tutti i versanti dello shopping online. A partire dai casi più ordinari, come i raggiri che a inizio 2012 hanno colpito in Italia 100-200 persone (molti, va detto, non denunciano) irresistibilmente attratte da un negozio virtuale che vendeva a prezzi superscontati prodotti tecnologici (Tv, telecamere, proiettori, cellulari) ed elettrodomestici (lavatrici, frigoriferi e addirittura cucine). Il sito era attivo da un anno senza destare sospetti (escamotage usato per trarre in inganno gli acquirenti), poi sono partiti maxi-ribassi e truffe, con la merce mai spedita.

Non mancano gli episodi curiosi. Come il recente caso di proposte d'affitto di case vacanza low cost per le Olimpiadi a Londra: un classico esempio di phishing, con rimando a siti (registrati in atolli caraibici) che riuscivano a rubare i soldi e gli estremi delle carte di credito. Oppure come la pioggia di email di una sedicente onlus africana che offriva cuccioli di cane, anche di razza, chiedendo un corrispettivo di 250-300 euro per spese di sdoganamento, vaccinazione, viaggio. Spese, ovviamente, inesistenti, così come i cani. Più comuni le truffe su biglietti aerei e coupon vari o su scarpe e vestiti contraffatti. A volte, infine, basta scaricare un software, magari gratis (previa compilazione di un modulo) per ritrovarsi ad aver firmato un contratto.

Gli accorgimenti
Seguire qualche semplice regola può aiutare ad avere un'esperienza di shopping online soddisfacente. In generale, è consigliabile farsi un'idea su prodotti e siti selezionati, controllando indirizzo fisico (con dati d'inserzione che corrispondano a quelli per il pagamento) e partita Iva, ma anche sfruttando il Web 2.0: leggendo recensioni, forum e chat. Esistono poi indirizzi (come whois.net o centralops.net) che consentono di verificare le informazioni sui siti. Non bisogna tralasciare le condizioni di vendita (come diritto di recesso, tempi di restituzione) e di aggiornare browser e antivirus.

Meglio optare per sistemi di pagamento che danno più garanzie di sicurezza (come PayPal) o comunque utilizzare siti che adottano sistemi di protezione dati (indirizzo che inizia con "https" e simbolo di un lucchetto chiuso in basso a destra); scegliere spedizioni tracciabili o anche assicurate. Attenzione, infine, alla posta in arrivo: non rispondere a email che chiedono pin o password, né cliccare su link sospetti. C'è una regola aurea, tuttavia, che va sempre tenuta in mente prima di pensare di aver fatto un "affare": anche sul web, non si fanno regali.

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