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Questo articolo è stato pubblicato il 22 giugno 2012 alle ore 08:54.

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Per cinque ore buone sotto il Sole a picco con temperature che non sono scese sotto i trenta gradi centigradi. Una prova di resistenza umana per cinquantatre startuppers che si sono riuniti ieri nell'agorà del Sole 24 Ore per presentarsi a un pubblico di investitori, incubatori e capital venture. Cinquantatre aspiranti imprenditori hanno accettato di raccontare il proprio progetto di impresa inventandosi un baracchino, una postazione mobile per dare una forma creativa al proprio business plan.

È stata davvero la fiera delle startup. C'era la botte di legno per promuovere una carta digitale dei vini su iPad, il tavolo della cartomante digitale, la televisione di cartone che però insegna a fare pubblicità su Facebook. Dietro i «baracchini» c'erano progetti di social network per chi si è incontrato in metropolitana, software per segnalare quando si liberano dei posti nei ristoranti, motori di ricerca che usano linguaggio naturale.

Iera si è messo in mostra un pezzo di Italia che sta provando a rispondere alla crisi con progetti di business (e fantasia). A intervistare Crank-up, Eat2, Marte5, Responsa, Styloola e molti altri una squadra di investitori e business angel che, gettoni di plastica alla mano, hanno premiato le idee più innovative. «Ogni anno vedo 1.500 business plan – ha raccontato Diana Saraceni di 360 Capital Venture – solo su cinque decidiamo di investire. Tuttavia, il potenziale qui in Italia c'è tutto».

Eppure, nonostante l'inflazione della parola startup, l'attenzione mediatica e del Governo che a giorni dovrebbe varare tra le altre cose un pacchetto di misure per agevolare la nascita di nuove imprese, il capitale per le startup resta ancora basso. «Servirebbero altri 100 milioni di euro per rilanciare un ecosistema delle startup», commenta Lorenzo Franchini (business angel di Iag). Tuttavia, ha aggiunto Almir Amberskovich, startupper e fondatore di Restopolis (sistema innovativo per la prenotazione online del tavolo al ristorante) basterebbe «incentivare le aziende e i soggetti istituzionali e non a investire nelle nuove imprese. Esattamente come è avvenuto in Francia che ha varato una serie di misure per rendere conveniente puntare sulle startup. Ma qualche cosa si sta muovendo».

Sicuramente qualcosa si è mosso per Bulsara, WineAmore, 20Lin.es e Adespresso, le quattro startup che hanno fatto il pieno di gettoni (le loro storie domenica su Nòva24 Il Sole 24 Ore). Anche perché quello di ieri è stato il primo appuntamento di una due giorni dedicata all'innovazione a cura a cura di Nòva-Il Sole 24 Ore, Radio 24, Startuppami, Startupbusiness e di Regione Lombardia e Provincia di Monza e Brianza. Si prosegue oggi a Monza con It's a start.

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