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Questo articolo è stato pubblicato il 24 novembre 2012 alle ore 20:15.

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Una Fiat Multipla ha appena battuto un record del mondo. Beh, non esattamente un modello uscito da Mirafiori: è una M300, fotocopia cinese della Multipla che viene prodotta – su licenza della Fiat – dalla Zotye, compagnia automobilistica nata appena sette anni fa nella Repubblica Popolare.

Però non si tratta neppure di una M300 qualunque. Lo scorso 13 novembre, la macchina ha percorso 800 chilometri, fra Shenzhen e Nanning, con un solo pieno: non di benzina, ma di elettroni. «Abbiamo modificato il motore a benzina con una batteria di mia invenzione», dice Marco Loglio, direttore tecnico della Vantage Global Power, società di diritto cinese che si prepara a commercializzarla.
Se sono davvero 800 chilometri, è un record mondiale. Ma il fatto curioso è che, per Loglio, non sarebbe il primo.

L'avventura comincia nel 1989, quando partecipa al concorso per auto elettriche promosso da Quattroruote. Il 34enne Marco Loglio, laureato in filosofia, non era neppure un ingegnere. Eppure, con una bella dose di entusiasmo e l'aiuto di un amico, continua a provarci. E già l'anno dopo vince, davanti a rivali come Mercedes e Toyota. Al punto che, di lì a poco, nasce la Torpedo Auto Elettriche: azienda bergamasca che venderà qualche centinaio di Seat Marbella modificate, in tutta Europa. La Seat-Torpedo batte i record di allora: 500 chilometri con una ricarica.

Però nel 2000, dopo il naufragio di un progetto per costituire un'ambiziosa joint venture, Loglio decide di rifarsi una vita. E va laddove lo porta il cuore: in Cina. «Pensai che, nella competizione sulle batterie ricaricabili, i cinesi avrebbero battuto tutti», racconta. «Avevo ragione».

Nella Repubblica Popolare, il filosofo-inventore ha trovato incoraggiamenti, finanziamenti e mani esperte. «Non posso dire che la mia nuova batteria sia rivoluzionaria: è solo un passo di una continua evoluzione», dice Loglio, raggiunto per telefono a Shenzhen. «Eppure, non è solo più potente, ma anche più semplice e meno costosa». Tanto per dare un'idea, la batteria della Vantage Global Power sviluppa 250 watt all'ora per chilogrammo. Quella della Nissan Leaf, che non arriva a 200 chilometri di autonomia, ne genera 80.

Loglio non vuole rivelare troppo della sua invenzione, che è in attesa di brevetto. «Gli elementi metallici che la fanno funzionare sono quattro. Uno di questi è il litio, ma non è il più importante. Il bello – si limita ad aggiungere – è che non fa uso di materiali costosi e né di terre rare».
Poi, però, dopo qualche insistenza, Loglio aggiunge un dettaglio: «L'elemento principale è il vanadio», un metallo argenteo, duro ma malleabile. Ma per quanto tempo la ricetta è destinata a restare segreta? «Guardi – risponde – l'innovazione non è tanto nella batteria, quanto nella gestione elettronica dell'intero sistema. L'abbiamo semplificata e quindi resa più efficiente».

Quel "noi" è riferito ai suoi collaboratori («Ce ne sono di italiani», rimarca), ma anche alla Vantage Global Power presieduta da Shaoping Lu, che è anche il numero uno di China Hi-tech Fund, una finanziaria di investimenti. «Oltre a questo fondo, ci sono anche azionisti americani, russi e israeliani. Le idee che hanno sono ambiziose». Vanno dalla produzione di batterie per le grandi case automobilistiche, fino alla possibilità di farsi la casa automobilistica in proprio. «In Cina, le cose possono andare molto veloci», dice Loglio, felice d'aver azzeccato un'intuizione.

Se la sua batteria al vanadio-litio e chissà cos'altro diventerà un hit sui mercati mondiali, oppure solo un mezzo successo come la Torpedo, farà una bella differenza. «Il mio sogno nel cassetto – conclude Marco Loglio – è vedere finalmente le auto elettriche nei garage delle famiglie. La tecnologia già c'è e sta migliorando velocemente. Anche se ha tanta strada da fare».

Ah, a proposito. Se volete credergli, quando la M300 è arrivata a Nanning 800 chilometri dopo, le batterie avevano ancora il 14% di energia.

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