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Questo articolo è stato pubblicato il 04 febbraio 2013 alle ore 14:33.

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Se il Super Bowl ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino alla fine con i Ravens di Baltimora che hanno conquistato il loro secondo titolo sul filo di lana, l'altra tradizionale battaglia per l'altra sfida che si gioca nel corso della finale del campionato di football americano, quella legata alla pubblicità, ha avuto un vincitore indiscusso: twitter.

Il sito di microblogging da 140 caratteri ha infatti stracciato tutti gli altri social network in una battaglia senza storia. Secondo i calcoli degli esperti l'uccellino di twitter compariva nella metà dei 52 spot milionari trasmessi nel corso della sfida sul campo, utilizzato per rilanciare i messaggi pubblicitari su tablet e smartphone, il secondo schermo con cui una fetta sempre maggiore di americani accompagnano la visione televisiva per commentare la partita. Per fare un raffronto, Facebook era presente solo in quattro spot, mentre Google+ in neanche uno.

Ma l'affermazione di twitter non è stata solo nei numeri, ma anche in termini di creatività e di qualità. Per la prima volta infatti un messaggio promozionale sui social network ha conquistato il palcoscenico surclassando quelli tradizionali televisivi. Complice il blackout che ha bloccato per mezz'ora il Super Bowl nel corso della seconda parte e che ha oscurato di fatto gli schermi televisivi, mettendo in crisi i tempi rigidi della messa in onda delle pubblciità in tv. Invece c'è chi ha saputo trasformare l'inedito oscuramento in un'opportunità da sfruttare al volo.

In particolare, a vincere in velocità è stata la Oreo, produttrice dei noti biscotti. «Rimasto al buio? Nessun problema. Puoi sempre inzuppare il biscotto al buio», recita lo spot mandato subito in rete e rilanciato via twitter con più di 10mila ritweet nell'arco di un'ora. Anche la birra Bud Light e gli snack Speed Stick non hanno perso tempo acquistando tweet promozionali legati al termine "power outage" in modo che chi cercava informazioni sul blackout incocciava nei loro messaggi, senza peraltro gli investimenti milionari per acquistare spazi pubblicitari nel corso della partita, l'evento più seguito della stagione televisiva Usa.

D'altra parte Oreo aveva approntato un team apposito per l'occasione, nel quartiere generale dell'agenzia pubblicitaria 360i a Manhattan, incaricato di seguire il Super Bowl e studiare eventuali messaggi da diffondere via social media in tempo reale: «La grafica è stata ideata, realizzata e approvata nel giro di pochi minuti», ha commentato Sarah Hofstetter, presidente di 360i. Oreo era già inserzionista nel corso del Super Bowl e stava quindi seguendo l'andamento dei commenti social in rete.

Anche Tide e Volkswagen hanno postato dei messaggi pubblicitari legati all'imprevista evenienza. Mentre Audi ha sfruttato il blackout nello stadio per far partire un bel diretto ai rivali di Mercedes Benz, sponsor del Superdome di New Orleans: «Stiamo mandando dei Led giusto adesso», ha rilanciato via twitter, senza che Mercedes rispondesse alla provocazione

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