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Questo articolo è stato pubblicato il 20 marzo 2013 alle ore 12:51.

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Angela MerkelAngela Merkel

Le estrazioni di petrolio e soprattutto di gas con le tecnologie non convenzionali (shale gas e tight oil) stanno facendo ricca e soprattutto energeticamente indipendente l'America, ma le implicazioni ambientali vedono l'Europa assai prudente. Tant'è che la Ue frena vistosamente nonostante le grandi potenzialità teoriche. Molti paesi si allineano, a cominciare dall'Italia (che già blocca le estrazioni convenzionali) e dalla Francia. Perfino la Polonia, paese che in assoluto alle maggiori potenzialità di shale gas, sta tirando un po' il freno. Ma ecco, in controtendenza, il governo tedesco.

Pressato dalla crisi dell'energia nucleare ed alle nuove promesse di smobilitare progressivamente dall'atomo senza poter incrementare più di tanto il già massiccio uso del carbone, l'esecutivo di Angela Merkel ha reso pubblico nei giorni scorsi un progetto di legge che dà il via alla ricerca dei giacimenti di metano con la tecnica della fratturazione idraulica (fracking), che prevede appunto l'iniezione ad alta pressione di grandi quantità di acqua e solventi chimici nel terreno per liberare dalle rocce profonde i gas intrappolati (shale gas).

Garanzie e contestazioni
Il progetto tedesco prevede colpose misure di salvaguardia ambientale, vietando l'attività nelle aree protette e in prossimità delle falde acquifere, Cosa che esclude, nelle stime dei tecnici, circa 14% del territorio della Germania. E per ogni progetto sarà comunque obbligatorio uno specifico studio sull'impatto ambientale. Garanzie che però non convincono un vasto schieramento politico che va dai verdi ai socialdemocratici, subito mobilitato per una moratoria in attesa di ulteriori approfonditi studi di settore e di migliori garanzie tecnologiche.
Nelle stime degli esperti la Germania, insieme a Polonia, Romania, Francia e Olanda, è tra i paesi con le maggiori riserve di shale gas del vecchio continente, con una stima di circa 2.300 miliardi di metri cubi recuperabili a fronte di un consumo annuo che in Germania è di circa 86 miliardi di metri cubi di metano importato per metà dalla Russia.

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