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Questo articolo è stato pubblicato il 21 giugno 2013 alle ore 13:39.

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L'accademia dei Lincei premia la virologa Ilaria Capua


Un nuovo importante riconoscimento per Ilaria Capua. Alla ricercatrice e virologa italiana, direttore del dipartimento di Scienze biomediche comparate dell'Istituto zooprofilattico sperimentale per le venezie a Padova, attualmente deputata di Scelta Civica, è stato attribuito il premio Internazionale "Guido Lenghi e Flaviano Magrassi" 2013 per la Virologia biologica o clinica.

La commissione valutativa ha proposto all'unanimità, per questo riconoscimento, il nome di Ilaria Capua, "virologa di grande spicco internazionale per le sue ricerche sulle malattie trasmissibili dagli animali all'uomo, per lo sviluppo di strategie innovative per il controllo della salute umana ed animale e, infine, per le sue molteplici e spesso coraggiose iniziative scientifiche a livello internazionale".

«Sono fiera che l'Accademia Nazionale dei Lincei mi abbia conferito questo riconoscimento già ottenuto da illustri ricercatori italiani e stranieri che hanno contribuito al progresso delle conoscenze nel campo della virologia. L'Italia ha un patrimonio di menti brillanti che svolgono ricerca di eccellenza ed è necessario dare priorità agli investimenti in ricerca», ha commentato Ilaria Capua, che nel 2006 ha iniziato una battaglia per la trasparenza dei dati genetici del virus dell'influenza aviaria, depositando la sequenza genetica del primo H5N1 nigeriano in un database "open access" piuttosto che in database ad accesso ristretto, come era consuetudine.

Questo gesto ha dato inizio a un dibattito internazionale sulla trasparenza dei dati scientifici, dibattito che ha cambiato i meccanismi internazionali alla base dei piani per prevenire le pandemie. Una gestione più trasparente viene ora raccomandata dalle organizzazioni internazionali quali Oie, Fao e Oms. Per questa iniziativa di sfida a prassi consolidate, Seed magazine ha eletto Ilaria Capua "mente rivoluzionaria" mentre la prestigiosa rivista Scientific American l'ha inclusa tra i 50 scienziati più significativi.

E ora anche nel ruolo di parlamentare (è vicepresidente della Commissione Cultura di Montecitorio) si batte a favore della ricerca con due proposte: togliere l'Imu agli enti di ricerca no profit si tratta di soldi sottratti alla ricerca>>, e rendere accessibili online i risultati delle ricerche finanziate con fondi pubblici. In linea con la dichiarazione congiunta presentata il 13 giugno dai ministri della scienza del G8 in cui si sottolinea la necessità di aumentare l'accesso aperto alla ricerca finanziata con fondi pubblici e la collaborazione scientifica nella comunità internazionale.

Sul fronte della ricerca, il suo team è coinvolto in vari progetti europei. «Con una cordata di 14 laboratori studieremo i virus emergenti, ma anche quelli influenzali e della rabbia, per capire come questi virus possono acquisire un potenziale pandemico - ci racconta al telefono la ricercatrice-parlamentare -. Un'altra linea di ricerca che stiamo conducendo in collaborazione con il San Raffaele di Milano riguarda la correlazione (al momento ipotetica) tra influenza e diabete di tipo 1. Il lavoro parte dall'osservazione che negli animali il virus influenzale ha uno spiccato tropismo per il pancreas, e questo può succedere anche nell'uomo».

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