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Questo articolo è stato pubblicato il 11 luglio 2013 alle ore 12:52.

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Visiwa, l'infografica made in Italy diventa store e offre lavoro a tutti -Databoard, anche Google ci punta

Si chiama Visiwa, nasce oggi, ed è il primo social media italiano dedicato alle infografiche, mercato che vuole riuscire a scalare nei primi due mesi di vita.
L'idea è venuta a Paolo Conti nove mesi fa e, durante la gestazione, sono state impiegate una quarantina di persone a titolo estemporaneo, oltre alle quattro che formano il team. Per il futuro sono già stati selezionati 300 information designer in base a capacità, attitudini e interessi.

«Stavo guardando un filmato su YouTube – dice Paolo Conti – e mi sono sentito infastidito dal classico inserto pubblicitario che ne anticipa la riproduzione, ho pensato che le infografiche possono legare un brand ad un messaggio, divertendo più di uno spot». Per chi volesse comprendere meglio cosa sia un'infografica, Visiwa ha creato un'apposita rappresentazione.

Metafore grafiche, verifica delle fonti e realizzazioni adeguate ai gusti italici sono gli ingredienti che, opportunamente miscelati, devono dare vita ai due diversi modelli di business concepiti da Conti: vendere infografiche a tutti (sono trenta quelle già vendute) con remunerazioni ai designer che partono dai 200 euro o, in alternativa, se un'infografica genera molto traffico o engagement fino a diventare virale, può essere acquistata da un'azienda interessata al traffico che questa genera. Al designer viene destinato il 50% degli introiti. «Il leader del mercato – continua Conti – è Visual.ly che vende i suoi prodotti grafici in media a mille dollari, tetto al di sotto del quale vogliamo posizionarci».

Ad oggi Visiwa si è completamente autofinanziata investendo 30mila euro, in gran parte distribuiti a coloro che hanno fatto le infografiche già disponibili sul sito.

«In Italia – conclude Conti – il giovane imprenditore attende un bando per farsi venire un'idea ma, se si guarda all'estero, ci si rende conto che le grandi idee sono nate a prescindere dal finanziamento. Se un'idea è buona occorre metterla in pratica, gli investitori e i soldi arriveranno».

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