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Questo articolo è stato pubblicato il 26 settembre 2013 alle ore 17:06.

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Sbarca in Italia 3D Hubs, il più grande network di stampanti 3D

Il battesimo in anteprima nel Belpaese è andato in scena domenica 15 settembre, a Roma. Il debutto ufficiale di 3D Hubs è invece programmato dal 3 al 6 ottobre alla Maker Faire Rome - The European Edition, la cosiddetta fiera degli artigiani del 21esimo secolo. Ma cos'è 3D Hubs e perchè il suo sbarco in Italia va registrato con un certo interesse? Perchè si tratta di uno dei più grandi network al mondo dedicati al mondo delle stampanti 3D, nato in Olanda e oggetto di recente finanziamento a firma di Balderton Capital, uno dei più importanti venture capital europei. Nella sostanza stiamo parlando di una piattaforma online su scala globale che mette in collegamento chi possiede una macchina per stampare oggetti e manufatti in tre dimensioni con chi ha necessità di realizzarli.

Come funziona
Il network è ora operativo anche nel nostro Paese, con una pagina Web recante i riferimenti dei primi associati dell'area di Roma, e funziona in modo molto semplice: tramite apposito sito (3dhubs.com) si invia il file da stampare in 3D alla Hub più vicina e in meno di tre giorni ecco pronto per il cliente il prodotto finito, da ritirare presso la location di stampa o da farsi spedire direttamente a casa.

Il costo del servizio? Varia in funzione di un tariffario definito da 3D Hubs, che prevede un costo di avvio più un tot per centimetro cubo di materiale. La garanzia che la commissione vada a buon fine? Ogni singolo file da processare viene controllato preventivamente e nel caso risulti non adatto alla stampa viene corretto automaticamente. Il biz model di 3D Hubs? Una commissione sui guadagni generati dai singoli hub di stampa.

I vantaggi che questo network offre rispetto ad altri centri specializzati sono essenzialmente nella capacità di mettere in relazione domanda e offerta - clienti da una parte (architetti, designer e appassioanti qualsiasi) e stampatori 3D dall'altra - a livello locale, abbattendo di conseguenza tempi e costi per la manufattura e la consegna del prodotto finito. E non finisce qui. Una volta confezionate, le "opere" in 3D possono essere vendute online su piattaforme ad hoc come MakeTank, sito di e-commerce per gli "artigiani del futuro" nato a Firenze.

Un mercato potenziale enorme
Che potenzialità può avere questo genere di iniziative? Una possibile risposta sta in un recente report pubblicato da McKinsey Global Institute, secondo cui la stampa in tre dimensioni potrebbe generare un impatto economico dai 230 ai 550 miliardi di dollari all'anno entro il 2025. E non è un caso, fanno notare da 3D Hubs, che alcuni dei più grandi produttori di stampanti 3D al mondo, fra cui Ultimaker, stiano sostenendo il network promuovendo il loro servizio ai proprietari delle stampanti da loro prodotte, spingendoli a "sbloccare" le loro città unendosi ad altre Hub che guadagnano già oltre 500 dollari al mese.

Dodici città italiane pronte ad associarsi
Che futuro potrà avere 3D Hubs in Italia? É presto ovviamente per dirlo. Di sicuro lo "sblocco" del servizio in una determinata città avviene solo quando ci sono abbastanza Hub per soddisfare le richieste di tutti: per l'Europa il numero minimo di Hub è pari a 10, mentre nei grandi centri urbani di Asia e Americhe ne sono richiesti almeno 20. Attualmente il network conta nel complesso 940 stampanti 3D registrate e fra le città affiliatesi più di recente ci sono Londra, Amsterdam e Berlino. Metropoli come New York, San Paolo, Melbourne, Los Angeles e Pechino sono attualmente in fase di avviamento e numerosi sono infine gli Hub e i "maker" italiani che hanno abbracciato il progetto: Roma, Napoli, Bologna, Trieste, Milano, Torino, Verona, Firenze, Bari, Palermo,Venezia e Bolzano le città pronte ad aderire. La capitale sarà tra le prime a partire.

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