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Questo articolo è stato pubblicato il 18 dicembre 2013 alle ore 17:26.
L'ultima modifica è del 18 dicembre 2013 alle ore 17:28.

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Romolo Gorgò è un mastro acetaio, custode di una cantina con botti centenarie, piene di uno dei migliori aceti balsamici di Modena, esportato in tutto il mondo. Siamo a Bomporto, nella bassa modenese colpita dal terremoto di due anni fa. Qui ancora oggi vive e lavora: non commercializza prodotti, ma tramanda un sapere unico, un'antica tradizione contadina. Per raccontare la sua storia due documentaristi hanno chiesto una mano alla rete. E la rete ha risposto finanziando il progetto «Io sono Diogene e questa è la mia terra» anche oltre le aspettative: grazie a un'operazione di crowdfunding territoriale sono stati raccolti quasi 5mila euro da 63 sottoscrittori. «A Bomporto o si nasce o si transita. Noi abbiamo voluto raccontare quelle persone che ci vivono», racconta Silvia Morara, regista del documentario che sarà concluso nella primavera 2014.

Così il crowdfunding territoriale, ovvero la raccolta fondi in rete a livello locale, sta assumendo i contorni di una storia di successo tutta italiana. Perché avvicina una comunità fisica alla rete, perché è estremamente concreta, perché raggiunge gli obiettivi prefissati. «In Europa non c'è traccia di piattaforme analoghe. All'apparenza potrebbe sembrare un modello difficile da scalare, ma registra una buona strategia di visibilità. La crescita è costante perché aggancia lo sviluppo locale integrando online e offline», afferma Ivana Pais dell'Italian Crowdfunding Network e docente dell'Università Cattolica.
Il crowdfunding territoriale diventa un supporto efficace anche per le Pubbliche amministrazioni per rafforzare il legame con la propria comunità cittadina.

A Bologna è nato il primo progetto promosso da un ente civico. Si chiama «Un passo per San Luca» e punta a ristrutturare gli archi del portico più lungo al mondo. «Il restauro è necessario perché il portico di oltre 3 km si arrampica sul colle vicino alla città e alcuni tratti sono penalizzati da cedimenti del terreno. I 300mila euro richiesti serviranno per aprire due cantieri», precisa Agnese Agrizzi, una delle cinque anime (tutte donne e giovanissime) della piattaforma Ginger. Il Comune di Bologna ha messo sul piatto 100mila euro, ma a oggi sono stati raccolti altri 23mila euro da oltre 300 sottoscrittori. Anche a Serina, in provincia di Bergamo, si è proceduto al restauro via crowdfunding. Per l'intervento sul polittico di Palma il Vecchio sono stati raccolti 5mila euro, in un'operazione voluta e coordinata da Kendoo.it.

Una mappa di geolocalizzazione evidenzia invece i cinque progetti attivi su Finanziami il tuo futuro. Le idee sono tutte di under 35 residenti in Puglia: si va dalle nursery per bonsai all'app per i monumenti fino al documentario sul cavallo delle Murge. C'è anche chi si affida al crowdfunding per aprire la bottega di artigianato artistico. Quando la banca le ha negato il finanziamento, Ester Brunini ha chiesto un sostegno alla rete ed è riuscita ad aprire la sua bottega nel centro di Bolzano con 7mila euro. Poi ha deciso di premiare coloro che hanno creduto in lei, inviando i suoi lavori artigianali come spille in vetro e kokeshi portafortuna. Una quarantina di doni recapitati a chi le ha permesso di realizzare il suo sogno.

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