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Questo articolo è stato pubblicato il 31 gennaio 2014 alle ore 12:02.

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La Consob, autorità indipendente che vigila sui mercati finanziari, ha dato il nulla osta e sei mesi dopo l'entrata in vigore del regolamento che regola l'equity crowdfunding (la raccolta di fondi in Rete) nasce una piattaforma tutta italiana. StarsUp lavora sul piano economico con il Gruppo Banco Popolare e, avendo un occhio costantemente aperto sulle iniziative turistiche, anche con l'Associazione Startup Turismo di Stefano Ceci, che svolge il ruolo di scouting.

Durante il primo giorno il portale StarsUp, dedicato alle aziende innovative, ha ottenuto 7mila visite e un primo finanziamento al di sotto della soglia dei 500 euro.
Matteo Piras, Amministratore Delegato di StarsUp, non nasconde l'entusiasmo: «abbiamo lavorato un anno e finalmente siamo online, pronti ad affiancare le aziende innovative italiane». Una startup che punta sulle startup, forte del regolamento sulla raccolta di capitali online che per Piras «è una grande cosa, la Comunità Europea, che vuole a sua volta regolamentare l'equity crowdfunding, prende spunto dall'Italia».
Durante il primo anno StarsUp punta a proporre tra i 10 e i 15 progetti, per poi allargare l'offerta anche alle aziende non prettamente innovative, tenendo però sempre alto il nome delle imprese italiane. «Il nostro business model» – continua Mattia Piras – «prevede un prelievo da parte di StarsUp che oscilla tra il 5% e il 7% dei capitali raccolti, e presentiamo per l'investimento solo prodotti o servizi che hanno già superato la fase di test e sono pronti ad essere immessi sul mercato».
Per potere ottenere il benestare della Consob Matteo Piras, Carlo Piras e Alessandro Scutti hanno investito risorse senza attingere a capitali pubblici.

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